Dimissioni di Berlusconi? Ne riparliamo a gennaio, parola di Bossi

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Bossi e Berlusconi

È probabile che in giornata fioccheranno le smentite, ma il retroscena dell’incontro di ieri tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, raccontato sui principali quotidiani italiani, è di quelli emblematici, che radiografano impietosamente la situazione politica attuale, in cui tutto sembra poter precipitare in tempi relativamente brevi.

Umberto cosa devo fare? Pensi anche tu che mi debba dimettere? Se me lo dici tu io lo faccio subito‘ avrebbe chiesto il Cavaliere secondo alcune fonti. E il Senatùr, dopo avergli ribadito che a lui interessa solo la Padania, gli avrebbe risposto: ‘Poi ne riparliamo a gennaio…‘. In realtà Berlusconi a mollare la poltrona non ci pensa affatto, è solo l’ennesima mossa tattica per resistere ad oltranza, innanzitutto contro i processi a suo carico che incombono. Ma tant’è, il premier voleva tastare l’umore del leader leghista, alle prese con una base insofferente e un partito spaccato a metà, e Bossi gli avrebbe assicurato che il suo partito voterà no contro l’arresto a Milanese, proprio per tenere salda la maggioranza. Già ma fino a quando potrà continuare così?

L’ala maroniana della Lega guarda con preoccupazione alle conseguenze di una crisi di governo provocata dai suoi: ‘Non ce lo possiamo permettere, perché ce la imputerebbero totalmente e noi saremmo finiti‘, rivela un suo fedelissimo. Per cui il redde rationem all’interno della maggioranza è ancora di là da venire, nonostante la bocciatura di Standard and Poor’s sul debito e la stampa estera scatenata nell’imputare Berlusconi come l’uomo che affosserà non solo l’Italia, ma l’intera area euro. Quel giorno potrebbe arrivare a fine settembre, quando si voterà la sfiducia al ministro Saverio Romano. Oppure a gennaio, come ha detto sibillino Bossi. In ogni caso il traguardo del 2013 appare sempre più un miraggio, anche agli occhi degli alleati, poiché a farne le spese di questo passo sarà tutto il paese, Padania compresa. Bossi lo ha capito, resta da convincere soltanto Berlusconi. Impresa non da poco…

Anche perché appena Berlusconi si dimette, perde istantaneamente la super immunità che gli ha finora permesso finora di svicolarsi come un’anguilla dai suoi processi in corso.

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