Dimissioni Berlusconi, news in diretta: l’ex premier raddoppierà l’impegno per il Paese
Non molla la presa Silvio Berlusconi e non accetta neppure la sconfitta; per questo motivo l’ex premier ha registrato un video messaggio per gli italiani, ricordando che raddoppierà il suo impegno per il Parlamento, già da domani. Non solo, Berlusconi manterrà un impegno attivo fin quando la struttura dello Stato italiano non sarà completamente rinnovata. Queste le sue parole nel video messaggio, trasmesso proprio mentre Mario Monti si trovava a colloquio con il presidente del Consiglio, poco prima che fosse nominato.
Berlusconi inizia il video messaggio giustificando il perché della sua scelta, fatta per salvare l’Italia e per senso di responsabilità. “Mi sono dimesso per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare un nuovo attacco della speculazione finanziaria. Non sono mai stato sfiduciato, pur contando sulla maggioranza sia alla Camera e al Senato” Peccato che sia arrivato troppo tardi questo senso di responsabilità. Forse, se fosse arrivato un po’ prima, questo senso di responsabilità, non saremo qui oggi.
Berlusconi si esprime amareggiato e triste per la reazione di quei manifestanti che ieri hanno festeggiato con fischi e cori di contestazioni le sue dimissioni, paragonate ad un gesto generoso e responsabile. Berlusconi si rivolge per prima a loro, ricordando che lui non se ne andrà, ma che il suo impegno per liberare il Paese dalle incrostazioni ideologiche e corporative, sarà raddoppiato sin da domani.
L’ex presidente del Consiglio ha poi terminato il suo video messaggio ricordando come dalla sua discesa in campo, nel 1994, non sia mai venuto meno al suo impegno politico al servizio di tutti i cittadini e colleghi che gli hanno sempre dato fiducia.
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Dimissioni Berlusconi: ultime notizie in diretta
13 novembre 2011:
16:00
Silvio Berlusconi proprio non ci sta ad essere stato fatto fuori e sfoga la sua amarezza in una lettera indirizzata a Francesco Storace, leader del partito La Destra. Ecco il succo della missiva, scritta nel giorno in cui il presidente della Repubblica Napolitano sta ultimando le consultazioni prima di conferire formale incarico al governo Monti: ho fatto del bene al Paese, mi hanno fatto fuori per degli squallidi intrighi.
Di seguito alcuni estratti della lettera di Silvio Berlusconi a Francesco Storace.
Ritorno al passato: ‘C’è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità, la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto’.
Non vanificate il mio operato: ‘Che quanto e’ stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso’.
Piccoli ricatti e trasformismo: ‘Siamo andati avanti nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che e’ il vizio più antico della politica italiana’.
Affondo a Fini: ‘La fronda della componente finiania è stato il peccato originale che ha minato il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene’.
Dottor Berlusconi, permette una parola? Noi l’abbiamo spesso criticata, ma solo perché lo facciamo con tutti, destrorsi e sinistri. Due anni fa aveva la fiducia al 54% dell’elettorato. Ora sondaggi indipendenti le danno fiducia al 20%. Eleganza vuole che quando si capisce di non essere più graditi, ci si faccia da parte in sordina, senza sputare veleno. Ma questo è solo il nostro sommesso parere.
12 novembre 2011:
22:00:
Il premier Silvio Berlusconi ha ufficialmente dato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La notizia è stata accolta da un lungo applauso dalla folla in piazza, che fino a qualche momento prima fischiava e urlava buffone e dimissioni all’ormai ex presidente.
L’ex presidente avrebbe lasciato il Quirinale da un’altro ingresso, per evitare pericoli, lasciando così, ufficialmente, il governo più longevo della storia italiana. Silvio Berlusconi è rientrato a Palazzo Grazioli, insieme a Gianni Letta, con il corteo delle sue auto, prendendo una via diversa a quella percorsa al suo arrivo.
L’Italia ha ufficialmente voltato pagina, domani il presidente della Repubblica avvierà le procedure per le consultazioni.
Secondo il calendario pubblicato dal Quirinale, le consultazioni per i gruppi parlamentari inizieranno domani mattina alle 8 e termineranno entro le 18.
Continuano, intanto, i festeggiamenti della folla che ha preso d’assalto la piazza, tra cori e canti e danze, mentre le bottiglie di spumante vengono stappate, tutti brindano alle dimissioni di Berlusconi.
LP
21:15:
Silvio Berlusconi è arrivato alle 20:30 al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni. Davanti alla residenza del presidente della Repubblica si è radunato un migliaio di persone per assistere all’evento. Lo spettacolo non era incoraggiante per il premier uscente: fischi, urla e anche qualche lancio di monetine, come al tempo della caduta di Craxi.
Il futuro governo Monti si fa sempre più vicino. Dopo le dimissioni di Berlusconi ci sarà un accordo fra il premier uscente e Monti per definire l’appoggio del Pdl ad un governo tecnico e, probabilmente, a tempo. Sono trapelate alcune indiscrezioni: Berlusconi, alla guida del partito più numeroso il Parlamento, darà il suo appoggio al governo Monti solo a certe condizioni:
- che non si ricandidi alle prossime elezioni,
- che non vari leggi in materia radio-televisiva (per non ledere gli interessi di Mediaset),
- che non tocchi la attuale legge elettorale,
- che ci si occupi esclusivamente di mettere in atto le leggi indicate dall’Europa, senza legiferare in altre materie fondamentali.
Pare che Berlusconi abbia chiesto alcuni ministri del Pdl o comunque la presenza di Gianni Letta nel nuovo Esecutivo, ma Monti avrebbe rifiutato seccamente.
Domani le consultazioni, che di fatto saranno solo una formalità dal momento che Napolitano ha in mente un solo nome: Monti.
Tutto ha iniziato ad accelerare dopo l’ok di oggi alla Camera al ddl Stabilità.
Il nodo delle elezioni: Lega Nord e parte del Pdl invocano elezioni anticipate. L’idea di fondo, dicono, è che il popolo ha il diritto di essere rappresentato da un governo scelto con voto democratico. Uno dei più facinorosi fra i berluscones, Giuliano Ferrara, ha tenuto un convegno a Milano per sensibilizzare su questo tema.
Il problema però è che un governo politico difficilmente potrebbe farsi carico di riforme impopolari, perché rischierebbe di perdere il consenso degli elettori e quindi di non potersi ripresentare alle urne. Meglio allora, forse, affidare le riforme più dolorose ad un governo tecnico.
Intanto impazza in toto-ministri. Chi farà parte del prossimo governo Monti? l’Idv fa sapere che non appoggerà un governo del quale faccia parte Gianni Letta, considerato un intrallazzatore, più che un uomo delle istituzioni. Queste le durissime parole di Antonio Di Pietro: ‘Non credo che nella ricostruzione possa entrare il Richelieu di un governo piduista come quello di Berlusconi’.
21:00
È arrivato con mezz’ora di ritardo Silvio Berlusconi al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tra i fischi e i cori della folla che lo ha accolto gridandogli buffone.
All’uscita da Palazzo Grazioli, accolta da cori che gridavano buffone al presidente, Formigoni si è sentito autorizzato a prendere le difese del premier, offendendo la folla, mostrando il terzo dito.
Cori come se si fosse allo stadio per tutta la serata, oltre 500 persone in piazza a Montecitorio si sono raccolte per assistere all’uscita del premier da Palazzo Chigi. Tantissime persone con cartelli e striscioni contro Silvio Berlusconi.
In attesa di un comunicato dal Quirinale la folla si agita in piazza davanti al Quirinale.
LP
18:00:
Alla Camera sono terminate le votazioni sugli ordini del giorno al bilancio dello Stato e alla Legge di stabilità, passata con 380 sì, 26 no e 2 astenuti. Subito dopo il premier si è spostato a palazzo Chigi per l’ultimo Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi. Dopo l’ufficio di presidenza del Pdl, Silvio Berlusconi si recherà al Quirinale per consegnare formalmente le sue dimissioni nelle mani del presidente Giorgio Napolitano, tra le 20 e le 20.30 di questa sera. Intanto in piazza Montecitorio aumenta il numero di persone che si preparano a festeggiare l’annuncio delle dimissioni del premier. Alcuni avrebbero anche improvvisato “l’Halleluja dal Messiah” di Handel per salutare il presidente.
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17:00
Centinaia di persone sono in attesa davanti palazzo Chigi per assistere all’annuncio ufficiale del premier. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, salirà al quirinale entro le 20 per rassegnare le proprie dimissioni ufficialmente e da domani Giorgio Napolitano avvierà le consultazioni per concludere, si spera entro la giornata, l’assegnazione del nuovo incarico. Il preferito del Colle rimane uno solo, Mario Monti, mentre la Lega e una parte del Pdl mantengono la posizione contrariata al governo tecnico.
Giornata di lavoro intenso per il neosenatore a vita Mario Monto. Diversi incontri importanti in questa giornata negli uffici di Palazzo Giustiniani, durante i quali ha ricevuto il presidente della Bce Mario Draghi, Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Poi il colloquio di due ore con Berlusconi a palazzo Chigi.
Intanto il presidente della Repubblica parla di una sfida importante per la coesione sociale del nostro Paese, riferendosi alle decisioni che si stanno discutendo in queste ore per fronteggiare al meglio la crisi.
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11:00
Oggi il premier Silvio Berlusconi è atteso per le dimissioni al Quirinale, dopo l’approvazione della legge di stabilità, di cui si attende il via libera alla Camera. Nella giornata di domani Giorgio Napolitano avvierà le consultazioni per concludere, anche il giorno stesso, l’assegnazione del nuovo incarico. Mario Monti, ex commissario europeo rimane il candidato ideale e preferito per il Colle ed anche per tutte le opposizioni. Anche l’Idv sembra appoggiare il nuovo candidato, pur di non sottostare alle condizioni del Cavaliere che per il suo governo tecnico continua a sostenere la proposta di Angelino Alfano e Lamberto Dini.
Il capo dello stato attenderà di completare il giro di consultazioni prima di scegliere, anche se potrebbe dare comunque l’incarico all’ex commissario europeo, data l’opposizione del Pdl per la sua candidatura. Se una volta in Parlamento, il nuovo governo non ottenesse la fiducia, si passerebbe alle elezioni anticipate.
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11 novembre 2011:
Le dimissioni di Berlusconi dovrebbero tenersi questo sabato o al massimo domenica. Oggi il Senato ha approvato la Legge di Stabilità. Visto che era ora di pranzo, i senatori hanno proceduto per alzata di mano per accelerare. Ora si attende il passaggio alla Camera.
Intanto Silvio Belusconi propone di affidare un esecutivo tecnico alle giovani forze di Lamberto Dini. Sì, proprio quel Dini che fece cadere il secondo governo Prodi. Quel Dini la cui moglie è stata condannata a 2 anni 4 mesi di galera per il crac di 22 milioni di euro della società Sidema Srl (ma l’indulto ha condonato tutto). La Lega appoggia la proposta.

8 novembre 2011
20:00: Dopo ore concitate e colloqui su colloqui con i suoi ministri e con il capo dello Stato, alla fine la sofferta decisione: Silvio Berlusconi rassegna le dimissioni, ma non prima che venga varata la legge di Stabilità.
Il voto sul Rendiconto è passato con 308 voti, lontano anni luce dai 316 necessari per avere la maggioranza assoluta. Silvio aveva annunciato di attendere il voto sul Rendiconto per trarre le sue conclusioni. Ebbene, la matematica parla chiaro: i numeri per andare avanti non ci sono. Da qui la decisione.
L’Ansa questo pomeriggio è riuscita a fotografare un foglietto sul quale Berlusconi ha appuntato alcuni pensieri:
- Prendo atto, rassegno le dimissioni
- Ribaltone
- Voto
- Presidente Repubblica
- Una soluzione
- 308, meno 8 traditori.

Il suo problema è che se davvero lascia la poltrona perde istantaneamente gli scudi contro i processi di Milano.
L’esecutivo è chiaramente in stallo, ma il destino del governo è segnato. Non ci sono più i numeri.
Oggi anche l’alleato più fedele di Berlusconi, cioè Umberto Bossi, vedendo aria di tempesta aveva invitato il premier a lasciare la leadership della coalizione all’erede al trono Angelino Alfano.
Vi terremo informati con aggiornamenti in diretta.
19:55: Berlusconi si dimette. Ma non prima di varare la legge di Stabilità. Ecco una nota della segreteria Pdl: ‘Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione’.
19:43: Dopo un’ora di colloquio Silvio Berlusconi ha lasciato il Quirinale. Il premier e Gianni Letta sono tornati a Palazzo Grazioli. Sembra che Berlusconi non abbia intenzione di dimettersi.
18:35: Berlusconi ha lasciato palazzo Chigi per andare a conferire dal presidente della Repubblica Napolitano. Berlusconi ha assicurato che si tratta solo di un consulto, l’ipotesi dimissioni non è in discussione. Alcuni ministri hanno suggerito al premier di lasciare l’incarico. Altri gli hanno suggerito una soluzione di compromesso: dimettersi in cambio di elezioni anticipate senza governi di transizione. In questo caso si potrebbe tornare al voto con la legge elettorale Calderoli e Berlusconi avrebbe alte possibilità di essere rieletto.
17:00: Per Sandro Bondi la via maestra è quella delle elezioni anticipate (magari con l’attuale legge elettorale, così Berlusconi uscendo dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra): ‘Il nostro patrimonio sono il bipolarismo, il Partito Popolare europeo, la leadership di Berlusconi e l’investimento su Alfano. Guai se li bruciamo sull’altare di un governo pasticcio nell’illusione di guadagnare tempo o salvare una quota di governo. Per queste ragioni, tutti in questo momento, sia l’opposizione che la maggioranza, dovrebbero indicare come strada maestra quella delle elezioni anticipate’.
16:59: Menia di Futuro e libertà prende in giro Berlusconi: ‘Per Berlusconi direi sic transit gloria mundì’. Sono le stesse parole con cui il premier commentò la morte di Gheddafi.
16:45: il vertice lampo si è allargato a tutti i ministri. Subito dopo Berlusconi e Letta sono tornati a palazzo Chigi. Secondo La Russa la gravità di quanto avvenuto oggi spingerà il premier ad incontrare Napolitano.
16:32: I deputati di centrodestra che non hanno votato sono 11:
Sono i deputati del Pdl Antonione, Fava, Malgieri (che pare fosse in bagno…), Destro, Papa (perché agli arresti domiciliari).
Assenti i parlamentari del gruppo Misto Mannino, Pittelli, Sardelli, Stagno D’Alcontres e Versace.
Astenuto Stradella del Pdl.
16:28: Berlusconi e Bossi stanno commentando il voto in un vertice straordinario. Con loro i ministri Maroni, Tremonti e Calderoli.
16:25 Berlusconi scruta il tabulato del voto. Il premier circondato dai suoi ministri cercano di capire chi è stato fedele, chi si è astenuto e chi ha votato no.
16:11: Passa il Rendiconto dello Stato, con 308 voti
15:40: De Gregorio vota la Fiducia perché ‘non si abbandona la nave che affonda’. Per chi avesse memoria corta, De Gregorio è stato portato in parlamento da Di Pietro, poi è stato ‘ingaggiato’ dal Pdl.
15:13: Scilipoti rilascia la sua dichiarazione: ‘La leadership del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è forte ed è perfettamente in tempo, insieme ad un Governo capace, e con il contributo del Parlamento, al varo del ddl sullo Sviluppo’. Ieri aveva fatto il prezioso: ‘Potrei votare sì come potrei votare no’.
15:00: Bersani lascia la cadenza emiliana per quella parnenopea. A un giornalista che gli chiede pronostici sui numeri, il segretario PD risponde ‘Mo’ vidimm’.

13:50: Siparietto umoristico con Stracquadagno. Assediato dai giornalisti il fedelissimo di Berlusconi si è rifugiato in un blindato dei carabinieri urlando ‘Lasciatemi stare, voglio essere un uomo libero’. Poi ha rilasciato questa dichiarazione: Berlusconi ‘ce la farà perché è un uomo di Stato e gli uomini di Stato ce la fanno sempre’.
12:59: I 6 deputati radicali non voteranno. ‘Questa al momento è la nostra decisione’, annuncia Maurizio Turco. Bersani sta trattando coi radicali per prevenire uno dei loro imprevedibili ripensamenti.
12:58: Bossi liquida Berlusconi e punta su Alfano: ‘Abbiamo chiesto a Berlusconi di fare un passo di lato, laterale’ per lasciare spazio ad Alfano. Bossi aggiunge però che ‘oggi non succederà niente’.
12:56: L’Opposizione ha deciso un comportamento di compromesso: presenzierà in Aula per garantire il numero legale, ma si asterrà dal voto.
12:15: Poco fa Berlusconi ha incontrato a Palazzo Grazioli la ‘scontenta’ del Pdl Isabella Bertolini. La deputata annuncia che voterà il Rendiconto, ma non sa se voterà la Fiducia: ‘Non ho niente da trattare. A Berlusconi non intendo chiedere di fare un passo indietro, ma di farne uno in avanti e di assumere un’iniziativa politica’. Che significa secondo voi?
12:10:: I malpancisti del Pdl non parteciperanno al voto. Si tratta di Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio.
12:00: Tremonti lascia di corsa l’Ecofin di Bruxelles per partecipare al voto. Una cosa simile era già avvenuta in estate, in occasione del voto sulla Finanziaria.
11:40: Francesco Nucara del Pri non voterà per motivi di salute, è ricoverato in clinica da domenica. Nucara invita i colleghi a votare il rendiconto come atto dovuto.
11:00: Carlucci, Vizzini e gli altri ‘traditori’: Gabriella Carlucci è stata l’ultima transfuga dal Pdl, passando all’Udc di Casini come altri tre deputati nei giorni scorsi. Calcolatrice alla mano, Denis Verdini e Silvio Berlusconi stanno cercando di convincere uno per uno i ribelli e i ‘malpancisti’ per ottenere la fatidica soglia di 316 voti alla Camera. Il giornale Libero, vicino al centrodestra, segnalava tutta una nutrita galassia di deputati sempre più insofferenti riguardo alla situazione attuale: si va dal trio Bertolini, Stracquadanio, Pittelli, autori della missiva frondista contro il premier, poi ci sono gli indecisi come Pippo Gianni, Roberto Marmo e persino Scilipoti. Quattro ex del Fli, Urso, Ronchi, Scalia e Buonfiglio, sono passati al Gruppo Misto, ed altri ancora, diciotto in tutto secondo il Terzo Polo, stanno meditando di negare la fiducia a Berlusconi in aula.
Ogni scenario è aperto
Sul rendiconto era possibile che la maggioranza tenesse. , in quanto molti frondisti avevano annunciato il sì per non offrire il fianco alla speculazione finanziaria.
Secondo Giuliano Ferrara Berlusconi sarebbe salito al Colle subito dopo il rendiconto per rassegnare le dimissioni. E così è stato. Non prima comunque di un tentativo di intimidazione da parte di Berlusconi che ha voluto sfidare i ‘traditori’ annunciando di volerli guardare negli occhi.
Che succede ora se Berlusconi si dimette?
Vediamo cosa potrebbe accadere adesso…
Scenario 1: governo Berlusconi ad interim
Berlusconi sale al Colle e rimette il proprio mandato nelle mani di Napolitano. Il presidente della Repubblica gli affida il compito di formare un nuovo esecutivo provvisorio in attesa che si vada a nuove elezioni.
Scenario 2: nuovo governo Berlusconi
L’ipotesi più ipocrita e improbabile. Il premier si dimette e Napolitano gli affida il compito di formare un nuovo Esecutivo, con lui stesso come presidente del Consiglio. In pratica si fa un mega-rimpasto di ministri e si tira a campare.
Scenario 3: governo tecnico
Berlusconi si dimette e un ‘tecnico’ prende il suo posto per qualche mese, in attesa di nuove elezioni. Il governo provvisorio si occupa solo di affari correnti e non compie scelte politiche determinanti.
In questo caso potrebbe diventare presidente del Consiglio la seconda carica dello Stato, ovvero il presidente del Senato Renato Schifani. Il alternativa, si potrebbe prendere un ‘tecnocrate’ esterno alla politica, come un economista di grande fama.
Scenario 4: governo di unità nazionale
In questo caso, verrebbero azzerate le differenze fra destra, centro e sinistra. Le forze politiche si metterebbero d’accordo per spartirsi la torta dei ministeri (e dei relativi appalti). Questa è l’eventualità che privilegiano i terzisti Fini, Casini e Rutelli, dal momento che da mesi cercano di ritagliarsi una nicchia di potere.
Aggiornamenti Twitter in diretta
dom 13/11/2011 da Giulio Ragni in dimissioni Berlusconi, Francesco Rutelli, Gabriella Carlucci, Parlamento, pdl, Silvio Berlusconi, voto di fiducia.














