Ddl anticorruzione ultime notizie: ottenuto il terzo sì dalla Camera

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Ddl anticorruzione: ottenuta la prima fiducia


Si è concluso con il terzo si il voto di fiducia alla Camera, sul ddl corruzione. Dopo aver confermato la fiducia all’articolo 10 del ddl che implica l’incadidabilità dei condannati, la Camera dei Deputati ha votato a favore dell’articolo 13 e 14 che prevede la corruzione tra privati e include l’aumento delle pene per la corruzione, nel minimo e nel massimo. La Camera ha espresso consenso con 430 si, 70 no e 25 astenuti. L’articolo 13, nello specifico, prevede numerose modifiche al codice penale, in termini di un aumento delle pene per il reato di peculato, che da tre anni è stato portato a 4 anni. È stato ridefinito il reato di concussione, che diventa riferibile al pubblico ufficiale ed è stata inserita una nuova formulazione dell’attuale reato: “corruzione per un atto d’ufficio” che sarà sanzionato con la reclusione da uno a cinque anni e non più da sei mesi a tre anni.
La conferma arriva anche dal ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi il quale dichiara che con il testo approvato, il governo potrà esercitare la delega a partire dal giorno successivo all’approvazione della legge cosi che i nuovi divieti saranno di applicazione immediata. Ora non resta che attendere il voto finale sul ddl anticorruzione, previsto per giovedì. La Camera, in seduta straordinaria, analizzerà gli articoli restanti dal 15 al 20 e i 16 ordini del giorno depositati, così da arrivare a giovedì, per le 12, con le dichiarazioni di voto e il voto finale alle 13. Nel commentare le polemiche sulla possibile entrata in vigore nel 2018, il ministro Paola Severina, ha dichiarato che si cercherà di accelerare al massimo al fine di rendere effettiva il decreto già dal 2013.

Ddl anticorruzione: ottenuta la prima fiducia alla Camera

Il governo ha ottenuto alla Camera il primo sì delle tre fiducie sul ddl anticorruzione. La prima fiducia è stata raggiunta con 461 si, 75 no e 7 astenuti. Il ddl riguarda, nello specifico, l’articolo 10 sull’incadidabilità dei condannati. Tuttavia il governo Monti avrebbe richiesto la fiducia anche a proposito di altri due articoli, ovvero il 7 e il 13 del ddl anticorruzione, dove il primo impedisce l’emissione di contratti con enti pubblici per chi è condannato per reato contro la pubblica amministrazione, come per esempio la concussione e la corruzione. Il secondo articolo, ovvero l’articolo 13, riguarda l’aumento delle pene per la corruzione, al minimo e al massimo. Si tratterebbe di un’azione richiesta dal Pd.

Stando a quanto dichiarato dal ministro della giustizia Paola Severino, il ddl anticorruzione è stato al centro di un ampio dibattito e si è cercati di raggiungere un compromesso nel rispetto del Parlamento, annullando il più possibile le contrapposizioni politiche. La fiducia ottenuta si è tradotta come l’unico strumento volto a portare alla realizzazione di un provvedimento ritenuto fondamentale da tutti i membri.

Entro un anno, il governo è delegato ad adottare un decreto legislativo contenente un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento europeo, de deputato e di senatore della Repubblica, oltre che per qualsiasi altra carica elettiva di enti regionali o locali e per le cariche di presidente e di componente del consigli di amministrazione dei consorzi, aziende sportive e comunità montane. Questo, secondo quanto si legge nel testo uscito dalla commissioni Affari costituzionali e Giustizia sull’articolo 10 del ddl anticorruzione che ha ottenuto il primo Si delle tre fiducie nell’Aula della Camera.

Suddetta norma, però, non verrà applicata alle elezioni del 2013, bensì a partire dalle elezioni del 2018, secondo la posizione dell’Idv e Fli. Proprio Fli non avrebbe partecipato alla prima votazione di fiducia alla camera, dichiarando, al contrario, un voto favorevole nelle due successive. Il Pdl ha dichiarato si per responsabilità, come si evince dalla dichiarazione del deputato Enrico Costa: “Non ci sottraiamo alla nostra responsabilità anche se, invece che la fiducia avremmo preferito il dibattito: eravamo vicino a un traguardo storico con il ddl presentato da Alfano“. Le votazioni per la seconda fiducia sono ancora in corso.

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