Daniela Santanché: La vera casta sono i sindacati

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Daniela Santanche

È ormai assodato che i migliori comici italiani non sfilano sul palco di Zelig, ma nel Parlamento italiano: dopo Laura Allegrini, anche il sottosegretario di non si sa bene cosa Daniela Santanché, con il mascellone squadrato d’ordinanza, è tornata dalle vacanze più pimpante che mai, sparando a raffica una serie di perle. L’argomento ovviamente non poteva che essere la manovra finanziaria e gli ormai odiosi costi della politica, che secondo Crudelia Santanché non sono poi tutta questa gran roba. La vera casta, udite udite, sono i sindacati.

In merito allo sciopero contro la manovra finanziaria proclamato dalla Cgil per il prossimo 6 settembre, la nostra Crudelia ha così affermato ai microfoni di una trasmissione televisiva: ‘Questa manovra sicuramente si puo’ migliorare, e i sindacati potrebbero dare un contributo straordinario. Si è parlato tanto della casta dei politici, e la manovra prevede un grande dimagrimento della politica. Ma la vera casta è quella dei sindacati‘. Evidentemente il generale di ferro della corte berlusconiana conosce reconditi segreti dei sindacati italiani che sfuggono ancora a noi comuni mortali: è probabile che nelle sedi della Cgil i dirigenti mangino pranzi da re con dieci euro come al Senato, e quelli di Cisl e Uil facciano vacanze estive di svariati mesi come qualche politico nostrano. Il tutto ovviamente alle spalle di noi cittadini.

Peccato che Crudelia si guardi bene dal fornire qualche dato, una cifra, un caso certo di privilegi: forse è ancora provata dall’ultima sua performance televisiva, in cui scambiò la bandiera di un’associazione no profit per una filo-terrorista. L’assioma per lei è presto enunciato: ‘I sindacati non hanno l’obbligo di rendere pubblici i loro bilanci, ricevono fondi pubblici ma non sono soggetti al controllo della Corte dei Conti, ricevono donazioni in esenzione d’imposta‘ afferma Crudelia con il suo ghigno satanico, pensando di aver rivelato al pubblico il Terzo Segreto di Fatima. Una critica feroce e senza scampo ai sindacati spreconi che dovrebbero rinunciare alle donazioni esentasse: prendessero esempio dai signori politici, che si tagliano lo stipendio dello 0,34%, e poi vanno cianciando di sacrifici necessari per il paese. Ah per la cronaca, la Santanché ha parlato anche di sprechi e abolizioni delle feste nazionali per ‘aumentare la produttività‘: il tutto in collegamento dalla notoriamente parca ed ascetica località di Courmayeur. Questi si che sono comici, altro che i soliti cabarettisti della domenica…

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