Chiesa e politica: il cardinale Bagnasco contro il degrado etico. Il Pdl minimizza

![]()
Non è la prima volta che di fronte agli scandali pubblici di Silvio Berlusconi, la Chiesa faccia sentire il proprio dissenso, ma mai parole come quelle pronunciate ieri dal Cardinale Bagnasco nei confronti del degrado etico della res publica sono sembrati un riferimento diretto al Presidente del Consiglio e al suo stile di vita dissoluto. Insomma anche la Santa Sede molla l’attuale governo dopo gli attacchi di sindacati, opposizioni, Confindustria e stampa estera. Eppure all’interno del Pdl la parola d’ordine è minimizzare il duro attacco della Cei.
Le voci di palazzo che si rincorrono in queste ore raccontano di un Silvio Berlusconi sorpreso dall’affondo di Bagnasco: ‘Non me lo aspettavo‘ avrebbe detto il Cavaliere ai suoi. Strano che frequentare dozzine di prostitute a sera vada contro i precetti della Chiesa, in effetti. Tuttavia le repliche all’interno del Pdl sono assai prudenti rispetto al bisogno di ‘aria pulita‘ e all’auspicio di una nuova forza politica che rappresenti i cattolici evocati da Bagnasco: ‘Più della morale, mi hanno colpito i riferimenti di Monsignor Bagnasco al nuovo orizzonte di impegno politico per i cattolici. Anche qui mi aspetto letture superficiali: la Chiesa non lavora e mai potrebbe farlo alla rinascita di un partito dei cattolici‘ dice il berlusconiano di ferro Osvaldo Napoli. E Fabrizio Cicchitto invita l’opposizione a non strumentalizzare ‘il richiamo del cardinal Bagnasco alla serietà, alla sobrietà, alla solidarietà, al rifiuto della reciproca denigrazione, allo stile di vita individuale, ai comitati d’affari, alle indagini unilaterali, la quale costituisce l’espressione di una riflessione in atto nel mondo cattolico, che richiede da parte di tutti noi un’attenta considerazione e che però non va banalizzata con considerazioni politiche strumentali‘.
Due riflessioni ci sembrano quanto mai opportune: la prima è che Berlusconi e la sua maggioranza non provino a recuperare il consenso della Chiesa approvando qualche legge liberticida sui temi cosiddetti ‘eticamente sensibili’ come il testamento biologico, la fecondazione assistita, o il riconoscimento delle coppie gay, cosa puntualmente avvenuta ad ogni monito dei vescovi che alludesse alla disinvolta sessualità del premier. Già ieri il programma televisivo di Giuliano Ferrara attaccava i ‘moralisti’ che attaccano Silvio ma vorrebbero distribuire i preservativi nelle scuole, decidere di morire quando vogliono e permettere l’aborto. Per fortuna nessuno lo guarda, ma è già un’avvisaglia di quello che potrebbe accadere in Parlamento.
L’altra riflessione riguarda proprio il ruolo della Chiesa nella vita pubblica italiana: la sua influenza è cosa sin troppo nota, e ci sembra che, negli ultimi dieci anni almeno, la Cei sia stata moralmente complice dei disastro politico italiano, appoggiando un partito ed un leader come Berlusconi che legittimava con la sua mescolanza di pubblico e privato quel ‘disastro etico’ oggi evocato da Bagnasco, in cambio di qualche legge ‘pro-vita’ e una bella esenzione delle tasse sugli immobili della Chiesa non destinati a luoghi di culto. Sarebbe troppo chiedere almeno un mea culpa?
mar 27/09/2011 da Giulio Ragni in Bunga bunga, cardinale Bagnasco, Chiesa, pdl, Silvio Berlusconi.














