Carlo Giovanardi: ‘Militari gay? Meglio stanze separate’
Lo ammettiamo, ne sentivamo la mancanza. In questi tempi bui di spread e pareggi di bilancio, la fantasiosa verve di Carlo Giovanardi è un toccasana che ci ricorda come al mondo c’è sempre chi sta peggio di noi. Il mitico Don Carlo torna a sparare ad alzo zero sul suo bersaglio preferito: di chi stiamo parlando? Naturalmente dei gay, vero incubo del nostro eroe, che ormai li vede dappertutto, una vera e propria invasione che infesta il suo candido mondo rigorosamente etero. In particolare Don Carlo se la prende oggi con gli omosessuali nell’esercito, per il quale, secondo la sua proverbiale saggezza, servirebbero stanze separate perché altrimenti potrebbero imbarazzare gli altri mentre fanno sesso fra loro. D’altronde si sa che i gay sono peggio dei porcospini in calore: quando vedono un altro gay nel raggio di 30 chilometri, è subito festa.
‘Oggi nell’esercito mettono gli uomini da una parte e le donne da un’altra. Dormono in posti diversi perché giustamente possono crearsi dei disguidi. Dunque se ci sono degli omosessuali dichiarati che vogliono praticare la loro omosessualità devono essere messi in camerate separate, è una questione di buonsenso: e avessi due o tre persone che non solo sono gay ma vogliono praticare in maniera attiva la loro omosessualità, avrei qualche imbarazzo a essere in una camerata con loro. Le camerate separate sarebbero una cosa assolutamente normale‘, ha dichiarato il senatore Pdl. Normale ovviamente nel surreale mondo del Giova, dove gli omosessuali entrano nell’esercito non per praticare una professione, ma per dare libero sfogo alla loro perversa libido. E poi volete mettere il fascino della divisa?
Tutta la questione nasce dalle esternazioni del generale Clemente Gasparri, fratello di Maurizio Gasparri, altro membro del partito berlusconiano con forte deficit di neuroni, il quale aveva dichiarato che ‘ammettere di essere gay non è pertinente allo status di carabiniere‘: si vede che la genialità è una dote di famiglia. Dopo le proteste di rito delle associazioni omosessuali e dei partiti di sinistra, e le confessioni pubbliche sui giornali di militari gay, Giovanardi non poteva non esprimere illuminate parole sull’argomento. E così, mentre negli Usa Obama mette fine al Don’t ask, don’t tell e si moltiplicano iniziative di coming out dei marines, l’Italia non perde occasione di dimostrarsi un paese retrogrado, perlomeno tra i banchi del Parlamento: come non dimenticare le tante dichiarazioni infelici di deputati e senatori nell’ultimo anno? E allora ci permettiamo di chiedere l’applicazione del Don’t ask, don’t tell ai signori politici e al loro grado di apertura mentale: non ricordatecelo sempre che siete così, tanto lo sappiamo già.
dom 08/07/2012 da Giulio Ragni in Carlo Giovanardi, Esercito, gay.
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