Zanib Khan, la carceriera a luci rosse che scuote il Regno Unito

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Zanib Khan

In Inghilterra e nel resto del Regno Unito non si parla d’altro da giorni che del caso di Zanib Khan, una ragazza di 27 anni che ha deciso di diventare guardia carceraria dopo che il suo fidanzato è stato arrestato per rapina, e suo padre è finito anch’egli in galera per aver violato le leggi sull’immigrazione. Zanib, impiegata presso la prigione di Brixton, si è appassionata talmente tanto al suo ruolo da aver intrecciato, secondo le accuse che le sono state mosse, delle relazioni bollenti con alcuni detenuti, e per questo motivo la ‘carceriera erotica’, come è stata ribattezzata, è stata condannata a 12 mesi di prigione per aver infranto il codice deontologico della sua professione.

Alcune fonti dicono che la donna avrebbe abusato di quattro detenuti, altre addirittura sette: di certo c’è che gli organi inquirenti hanno ritrovato in casa sua delle lettere a luci rosse di due spacciatori, Daryl Smith e Timothy Iyegbe, incarcerati a Brixton, che nelle loro corrispondenze epistolari parlano di baci, carezze ed effusioni esplicite con la donna, che in aula, sin dal giorno del suo arresto nel gennaio 2011, ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali. Non la pensa allo stesso modo il procuratore Robin Du Preez, che è riuscito a far ottenere a Zanib, dopo la libertà vigilata fino ad oggi, una condanna a dodici mesi di reclusione.

Il caso è montato su tutti i giornali britannici, ed anche i politici hanno amplificato la vicenda attraverso i risultati di uno studio, secondo il quale nella terra di Sua Maestà negli ultimi 33 mesi sono stati 120 i funzionari carcerari denunciati per aver intrattenuto rapporti impropri con i detenuti. Zanib non è infatti la prima secondina a finire sui giornali per uno scandalo a luci rosse: nel 2010 la guardia carceraria Giselle Woodford, madre di due figli, venne sorpresa ad avere una relazione con il detenuto Jonathan Forrest, 21 anni, con il quale riuscì persino a fuggire in un motel, nonostante l’uomo avesse indosso un braccialetto elettronico. Altri casi molto chiacchierati furono quelli di Kelly-Anne McDade, condannata a 30 mesi di galera per aver avuto un figlio con un detenuto, e Alice Belton, 23 anni, una volontaria che introdusse illegalmente telefoni cellulari nella prigione dell’isola di Wight, mandando foto piccanti ai suoi amichetti detenuti. Non ci si annoia di certo nelle carceri della Perfida Albione.

mar 14/06/2012 da Giulio Ragni in carcere, Inghilterra.

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