Petrolio: Pantelleria nuovo punto di estrazione petrolifera

Petrolio: a poca distanza dall’inizio delle operazioni di trivellazione della società americana Transunion a 27 chilometri dalla costa di Pozzallo, l’Audax annuncia la propria volontà di muoversi analogamente a 13 chilometri al largo di Pantelleria e la Northern Petroleum minaccia di fare lo stesso nelle vicinanze delle isole Egadi.
Il terrore dello shock energetico generato dalla crisi del governo libico, sta spingendo sempre di più alla ricerca di nuovi fonti petrolifere: le associazioni ambientaliste segnalano più di cento permessi di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo.
I timori degli ambientalisti stanno, dunque, prendendo forma, dal momento che il ‘decreto antitrivella’ varato il 26 agosto dal governo, proibiva soltanto lo svolgersi delle operazioni di estrazione a 12 chilometri dalla riva, per cui ha avuto il solo effetto di fare spostare più in là di qualche chilometro le piattaforme.
Piattaforme che, secondo quanto riportato dai siti web delle stesse compagnie petrolifere, potrebbero entrare in funzione già tra poche settimane.
La Northern Petroleum lo scrive chiaramente e pubblicamente: ‘La legislazione italiana che vieta le trivellazioni off-shore entro le 12 miglia dalla costa – si legge nel comunicato – avrà un effetto irrilevante sugli assetti della compagnia’.
Il bottino, secondo sempre la Northern Petroleum, è più che ghiotto: 4 miliardi di barili, ossia ben 400 miliardi di euro.
Anche perchè in Italia, a differenza degli altri Stati, estrarre, non costa quasi niente: fino a 50 mila tonnellate di petrolio, infatti, non si pagano le royalities ed oltre tale quantità, ammontano a solo il 4% – contro il 50% dell’Alaska, il 60% del Canada, l’80% della Russia o l’85% della Libia.
Basta pensare che con questi soldi lo stato italiano potrebbe finalmente cancellare il debito pubblico in pochi anni.
mar 26/04/2011 da Serena Lena in energia, Italia, Libia, Petrolio.

















