Mubarak ultime notizie: “clinicamente morto l’ex rais” ma ancora nessuna conferma

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Mubarak condannato all'ergastolo. La sentenza provoca scontri in aula e in piazza


Sarebbe morto l’ex Rais Hosni Mubarak secondo quanto appreso dall’annuncio dell’agenzia ufficiale egiziana Mena: “L’ex presidente Mubarak è clinicamente morto”. Una dichiarazione sulle sue condizioni sarebbe poi arrivata da due fonti vicine all’ex rais, attraverso le agenzie Reuters e Ap e dalla tv araba al-Jazeera: “Il presidente è peggiorato, le sue condizioni sono pessime: dopo l’infarto è in respirazione artificiale, tuttavia è ancora presto per dire che sia clinicamente morto”. Anche il suo avvocato, in un comunicato all’Ansa, avrebbe dichiarato che Mubarak sarebbe ancora in vita, ma è in coma. È giallo quindi sulle stato di salute dell’uomo che per 30 anni ha segnato il destino dell’Egitto. L’unica notizia confermata è che l’ex rais è stato trasferito d’urgenza dal carcere all’ospedale dopo un infarto, scortato dai militari. Le sue condizioni erano peggiorate subito dopo essere stato condannato al carcere a vita, il 2 giugno, per aver ordinato l’uccisione di manifestanti anti regime, nel febbraio dello scorso anno.


11 giugno – L’ex rais in condizioni critiche

Sarebbero piuttosto critiche le condizioni dell’ex rais Hosni Mubarak. Stando a quanto si apprende dalle fonti ufficiali, ovvero dal ministro degli Interni Alaa Mahmoud, il cuore dell’ex rais si sarebbe fermato due volte questa mattina e per rianimarlo è stato necessario ricorrere all’uso del defibrillatore.
Le condizioni di salute, già precarie da diversi mesi, sarebbero peggiorate ulteriormente da quando è stato condannato all’ergastolo, e ciononostante l’uomo avrebbe rifiutato di nutrirsi. Proprio per le sue condizioni fisiche sempre peggiori, le autorità starebbero valutando l’ipotesi di trasferirlo in un ospedale del Cairo, soprattutto dopo le continue richieste da parte dei familiari, di affidarlo alle cure di un ospedale militare. Le autorità avrebbero altresì accolto la richiesta di permettere ai familiari di passare del tempo affianco all’ex Rais, in fin di vita. Dal giorno del trasferimento presso l’ospedale del carcere di Tora, il 2 giugno scorso, le sue condizioni fisiche sarebbero peggiorate, con forti attacchi respiratori, irregolarità cardiache e pressione alta.

10 giugno – L’ex Rais potrebbe essere morto

Potrebbe essere già morto l’ex rais dell’Egitto, Hosni Mubarak, condannato al carcere a vita, all’età di 84 anni, perché responsabile dei morti nelle repressioni verificatesi durante il suo mandato. È quanto trapela da alcune indiscrezione che nel corso di tutta la giornata si sono diffuse in rete. Se non è morto, è certo che l’ex rais sta molto male, in quanto ha continui attacchi di perdita di coscienza, secondo le fonti ufficiali dell’emittente al-Aeabiya. Inoltre, la moglie Suzanne, a cui domenica è stato concesso il permesso di poter fargli visita, avrebbe accusato le guardie per non aver dato al marito la possibilità di curarsi fuori dalla prigione, magari in una clinica privata. Le autorità continuano a respingere le continue richieste dei familiari che chiedono che l’uomo venga affidato alle cure in una struttura militare. Dalla notte di sabato sono partite su Twitter le voci secondo cui l’ex rais sarebbe morto e le stesse dichiaravano che la conferma sarebbe giunta nella mattinata di domenica, ma ancora non sarebbe arrivata nessuna conferma, oltre al fatto che Mubarak potrebbe essere in fin di vita.

3 giugno – Mubarak condannato all’ergastolo. La sentenza provoca scontri in aula e in piazza

È stato condannato all’ergastolo, l’ex rais Mubarak, per aver ordinato l’uccisione di 800 manifestanti durante la rivoluzione che ha rovesciato il suo mandato. Nella mattinata di ieri è stata letta dal presidente della Corte d’Assise del Cairo, Ahmad Rifaat, la sentenza con cui veniva messo un punto al processo contro Hosni Mubarak. L’accusa, però, aveva chiesto la condanna a morte per l’ex rais.

Nessuna parola dall’ex rais, nascosto dai suoi due figli, dagli obiettivi di telecamere e macchine fotografiche, nessuna parola oltre alla risposta “maugud” (presente) alla chiamata del presidente della Corte d’Assise in tribunale. Il rais, subito dopo la lettura del verdetto, è stato trasportato immediatamente in elicottero alla prigione di Tora, dove si trovano anche i suoi figli, arrestati ad aprile. L’ex rais si è rifiutato di scendere dall’elicottero militare, con il quale è stato trasferito. Secondo quanto dichiarato dai media locali egiziani, Mubarak sarebbe stato colto da una crisi cardiaca proprio durante il trasferimento in elicottero, dove avrebbe ricevuto le prime cure. Subito dopo, invece di essere trasferito in carcere, come previsto, il presidente, date le sue condizioni, è stato trasportato presso l’ospedale della prigione.

La gioia per la notizia della condanna all’ergastolo è durata poco e si è trasformata in rabbia quando il presidente della Corte, nella lettura della sentenza ha aggiunto che “per insufficienza di prove” i sei collaboratori di Adly sono stati assolti e che sono stati giudicati prescritti i reati di corruzione e abuso di potere contestati ai due figli di Mubarak. La protesta è iniziata dal tribunale fino alla piazza di Tahir, luogo simbolo della rivoluzione egiziana, dove migliaia di manifestanti si sono riuniti.

La sentenza del processo del secolo, cosi come viene definito dai media in Egitto, va a coincidere proprio con le elezioni presidenziali egiziane, il cui secondo turno in cui si sfidano Ahmad Shafiq, sotto Mubarak e Mohamed Morsi, sotto i Fratelli Musulmani, è previsto per il 16 e 17 giugno, fra due settimane circa. Sicuramente il verdetto non avrà effetti particolari sul secondo turno delle presidenziali, sebbene la “piazza egiziana” sia già in protesta.

È quanto si afferma dal parere espresso da Wahid Abdel Meguid, esperto del Centro studi strategici di Ahram, secondo il quale la sentenza con cui i collaboratori del ministro dell’interno Habib el Adly sono stati assolti dalle accuse, provocherà altre proteste per le strade e le piazze egiziane, nonostante l’ex rais sia stato condannato all’ergastolo come il al suo ex ministro degli interni Habib el Adly.

dom 19/06/2012 da Luigi Putrino in Egitto, Proteste.

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