John Sweeney, serial killer amante dell’arte: dopo aver ucciso, dipingeva i suoi delitti

I serial killer affollano le pagine di cronaca nera e l’immaginario collettivo: personalità deviate eppure talvolta veri e propri ‘geni del crimine’, queste figure terribili sono anche molto affascinanti – un fascino perverso, si capisce, che fa parte dell’attrazione che esercita su di noi la parte ‘oscura’ del mondo. Che cosa spinge una persona ad ucciderne delle altre? Che cosa crea i ‘rituali’ che caratterizzano gli omicidi seriali? Sono tutte domande che spesso restano senza risposta.
Nome omen, dicevano gli antichi: ‘il destino nel nome’. E talvolta, è proprio vero. Ecco la storia del cinquantaquattrenne John Sweeney, che come il suo omonimo cinematografico si è distinto per un’orribile abitudine: ha ucciso delle persone.
Il signor Sweeney è stato giudicato colpevole dell’assassinio di due donne, con le quali aveva una relazione, ed è stato condannato all’ergastolo dal tribunale inglese. Il suo volto non ha tradito nessuna emozione, né durante il processo, né durante la lettura della sentenza. E nemmeno, si suppone, mentre commetteva i delitti per i quali sconterà la meritata condanna.
Strana una tale freddezza per un amante dell’arte: il signor Sweeney infatti amava dipingere, seppur con scarsi risultati. Chissà se è stato il suo talento desiderato ma mancato che gli ha fatto scattare la molla per uccidere le sue fidanzate? Il dubbio viene, dal momento che i quadri di Sweeney ritraevano soggetti macabri, con donne fatte a pezzi, addirittura un autoritratto mentre con un coltello sta per avventarsi su una donna, dall’inquietante titolo ‘Un romantico week end per due in Austria’.
Purtroppo, quelle opere non erano semplici quadri: in due di esse sono state infatti riconosciute le due fidanzate di cui si diceva, la trentatreenne Melissa Halstead, assassinata nel’86, e la trentunenne Paula Fields, che aveva tre figli piccoli. Ora la polizia sta cercando di rintracciare le donne raffigurate in altri tre quadri del mostro, due delle quali forse sono state riconosciute: si tratterebbe di una donna brasiliana e di una colombiana, incontrate da Sweeney tra il’96 e il ’98. Gli inquirenti sperano di ritrovarle ancora vive.
L’assassino era stato incastrato dieci anni fa grazie alla testimonianza di Delia Balmer, scampata all’ascia di Sweeney (la sua arma preferita) grazie all’aiuto di un vicino.
I crimini efferati di questo killer sono dunque stati fermati. Oggi il signor Sweeney entrerà in carcere per scontare la sua pena.
mar 05/04/2011 da Gea Ferraris in donna, Inghilterra, Omicidi.





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