Grecia, scontri e incendi ad Atene per il piano di salvataggio. Il Parlamento approva nella notte
Lacrime e sangue. Mai come oggi questa frase ormai logora ha acquistato pienamente un senso: le lacrime del popolo greco per l’ennesimo piano di salvataggio dell’Europa si sono tramutate infatti in una battaglia senza esclusione di colpi tra le forze dell’ordine e i centomila manifestanti scesi in piazza per dire no all’ulteriore manovra, approvata dal governo nella notte, per ottenere il prestito dall’Unione Europea e cercare così di arrestare la crisi greca. Ma a quale prezzo per i cittadini?
Una decina di palazzi dati alle fiamme con lanci di molotov e lacrimogeni, tra negozi, cinema e banche: Piazza Syntagma, nel cuore di Atene, si è trasformata ieri in un campo di battaglia che ha lasciato alla fine circa 60 feriti, tra i quali 40 agenti di polizia. 22 i manifestanti arrestati, appartenenti al gruppo di anarchici dei Black Block, ma a protestare sono scesi tanti semplici cittadini, professori universitari, studenti, disoccupati, gente che non ha più nulla da perdere, a causa di una disoccupazione galoppante e una recessione che ha raggiunto il – 5% del Pil.
Le misure pretese dall’Unione Europea, per dare il via libera al secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, sono davvero salate: una radicale riforma del mercato del lavoro, che prevede una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni, vendita di beni dello Stato e privatizzazioni nei settori petrolio, gas, acqua e lotteria, forti riduzioni di spesa per difesa, sanità e autonomie locali. Il ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos ha detto che ‘la scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile‘: eppure il conto da far pagare ai cittadini è davvero altissimo, forse proibitivo, senza alcun piano per lo sviluppo e la crescita. Dietro lo spettro del fallimento greco non c’è solo la fine dell’Unione Europea, ma del capitalismo occidentale, delle sue storture e delle sue endemiche ingiustizie.
lun 13/02/2012 da Giulio Ragni in crisi greca, Grecia, Incendio, Proteste, violenza.

















