Droga a scuola: bimbi francesi mangiano hashish scambiandolo per una merendina

La droga è un problema della nostra società: tralasciando il problema più scontato dei danni che il suo consumo può arrecare alla salute, bisognerebbe anche chiedersi perché le persone sentano il bisogno di farne uso. Spesso è quella la risposta più drammatica, che porta alla luce come tante volte si cerchi il rifugio in una tranquillità indotta o artificiale, non potendola trovare dentro di sé. Questo è probabilmente il motivo per cui sempre più ragazzi si avvicinano alle sostanze stupefacenti, e in età sempre più giovane.
Non stavano però cercando il ‘trip’ alcuni studenti della scuola elementare Tarentaize, situata nella Francia centrale, vicino alla città di Saint-Etienne, quando golosamente hanno consumato delle barrette di hashish, e non fumandole, ma addentandole con gusto.
I ragazzini hanno riferito di aver trovato nel cortile della scuola una borsa piena di quelle che a loro erano parse semplici e gustose merendine ai cereali. E così, come probabilmente avrebbe fatto ogni bambino, hanno deciso di approfittare di quel tesoro incustodito.
Al ritorno a casa, però, uno dei bambini si è sentito molto male, ed è stato portato dalla madre al pronto soccorso. Risalendo alle cause che potevano averlo portato al malore, la mamma è venuta in possesso di quel che restava della barretta (che non doveva avere in effetti un buon sapore!), e dopo averla fatta analizzare ha scoperto che si trattava, appunto, di hashish.
La madre ha denunciato la scuola per ‘ammissione di sostanze pericolose’. Il preside, signor Pierre-Michel Brunel, si è detto chiaramente dispiaciuto, ma ha affermato che la scuola si prenderà la responsabilità per la vigilanza dei bambini, ma non per il fatto che abbiano mangiato dell’hashish.
Su questo ci sarà da discutere, tanto quanto bisognerà capire come quella borsa sia finita nel cortile della scuola elementare. Nota positiva, gli altri bambini che hanno fatto quella ‘stupefacente’ merenda non si sono sentiti male. Purché non cominci a piacergli…

















