Colombia, sfrattati dal governo: per protesta si sotterrano vivi

Un avviso di sfratto è una comunicazione che nessuno di noi vorrebbe mai ricevere: essere cacciati dalla casa in cui si vive è avvilente, oltre che ovviamente l’inizio di una gravissima serie di problemi. Molte persone, anche nel nostro Paese, si vedono portare via la casa, magari per debiti, o perché non più in grado di pagarla (argomento tristemente d’attualità); oppure, come nella città colombiana di Aguachica, perché al posto della propria abitazione dovranno essere eseguite delle altre opere. Ma in questo caso gli inquilini sfrattati hanno deciso di non cedere all’ingiunzione.
Sono combattive, le 300 famiglie di Aguachica che, residenti nella zona di Oasis II, si sono viste notificare l’avviso di sfratto, poiché al posto delle loro abitazioni dovranno sorgere invece 2000 lotti di case popolari: e hanno deciso di difendere con le unghie e con i denti il loro diritto al tetto.
Gli attuali abitanti di Oasis II sono, secondo la Bbc, degli squatter, che hanno preso possesso della zona molti mesi fa. Sul territorio da loro occupato, invece, il presidente Juan Manuel Santos ha previsto la costruzione di case popolari, da destinare gratuitamente alle persone povere che vivono in Colombia. Ma gli ‘squatter‘ di cui sopra non hanno intenzione di abbandonare la zona, ritenendo in questo modo di poter dimostrare di non aver altro posto dove andare, rientrando così a pieno titolo all’interno del programma di edilizia popolare.
Sedici contadini, dunque, hanno deciso di piantare radici, se così si può dire, nel terreno che non vogliono lasciare: e infatti si sono letteralmente sotterrati. A guidarli il contadino Heriberto Rodriguez, il quale ha parlato alla stampa assicurando la presenza di 250 giovani e 50 adulti che vogliono, anche loro, aderire alla manifestazione di protesta, sotterrandosi come i primi sedici. Il motivo è che lo Stato non ha dato alcuna risposta alle loro richieste, e quindi, come detto da Heriberto, ‘hanno tutte le intenzioni di continuare la loro protesta‘. I manifestanti si definiscono infatti ‘vittime del governo‘, e non intendono mollare la presa su ciò che considerano un loro diritto.
Nel frattempo si è mossa anche la protezione civile, per monitorare la situazione: già sei persone sono infatti state ricoverate in ospedale per disidratazione a causa delle alte temperature. I gruppi sul posto coordinati tra loro contano, oltre alla protezione civile, anche pompieri e medici ospedalieri. Un’infermiera ha riferito alla stampa la sua preoccupazione: ‘Gli interrati mostrano segni vitali alterati, stanno male‘.
Foto di Guido Andolfato.
mar 30/05/2012 da Gea Ferraris in case, Colombia, medici, Proteste, Protezione Civile, vigili del fuoco.
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