Attentati 11 settembre, lo sapeva anche la Camorra

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Esisterebbe un filo conduttore tra l’attentato dell’11 settembre e la Camorra. Una rivelazione sconvolgente di un pentito, Biagio di Lanno, ex affiliato della cosca del Polverino. Stando a quanto dichiarato dal pentito, quindi, l’organizzazione criminale campana, era a conoscenza degli attentati alle Torri Gemelle, rivendicati da al-Qaeda. Dunque la camorra aveva contatti diretti con i rappresentanti dell’organizzazione estremista islamica, se non con l’allora leader in persona, ovvero Osama bin Laden.
Nel verbale dei magistrati, il pentito di Lanno, avrebbe citato come fonte un corriere della droga marocchina, di nome Rachid, in quanto la cosca del Polverino era, ed è ancora, specializzata nel traffico internazionale di hashish. Ma le rivelazioni sconcertanti non sono finite. Da quanto si legge nel verbale, inoltre, i camorristi erano al corrente anche dell’attentato ai treni di Madrid dell’11 marzo 2004 e in entrambi gli episodi, ovvero l’attentato dell’11 settembre e quello dell’11 marzo, alcuni protagonisti sarebbero stati ospitati e nascosti, per un breve periodo di tempo, proprio nei covi della cosca.
Le dichiarazioni, che potrebbero sembrare pura fantasia, sarebbero state confermate dai fatti descritti in modo dettagliato dal pentito durante l’interrogatorio. Proprio nel corso degli ultimi mesi l’indagine anticamorra ha portato all’arresto del boss del clan, Giuseppe Polverino, mentre si trovava in Spagna, dopo anni di latitanza. Inoltre, nell’interrogatorio, il pentito avrebbe fatto il nome di Rachid, il trafficante marocchino che faceva da corriere tra il clan camorrista e al-Qaeda.
Il corriere marocchino, che il pentito avrebbe riconosciuto da una foto mostrata durante l’interrogatorio, era uno di loro e lui lo vide proprio in occasione di un pranzo: “Rachid, era uno di noi; venne a pranzo a casa di Sabatico Cerullo, al quale partecipai io e Angelo D’Alterio, e un altro marocchino che lo accompagnava”. L’accompagnatore sarebbe stato uno dei Kamikaze coinvolti negli attentati alle torri gemelle dell’11 settembre. Lo stesso pentito lo riconobbe immediatamente dalle foto: “uno di quelli che si va a uccidere”.
E un giorno, mentre il pentito si trovava con il trafficante, avrebbe ascoltato una conversazione telefonica in cui Rachid rivelava il segreto del grande attentato: “una volta ricevette una telefonata da un suo sodale con il quale dialogava in spagnolo. Al termine disse che sarebbe accaduto qualcosa utilizzando degli aerei. Per qualcosa si intendeva un attentato e aggiunse che qualcosa sarebbe accaduto sui treni metropolitani in Spagna. Quella telefonata ha assunto ben altro valore quando ci furono gli attentati alle Torri Gemelle e a Madrid”. Lo stesso Cerulo, si era vantato di avere avuto tra i suoi ospiti nella propria abitazione, persone coinvolte nel grande attentato.
Una rivelazione sconvolgente sulla storia degli attentati e della lotta al terrorismo internazionale, che da anni divide occidente e oriente. L’inchiesta è condotta dai pm Ardituro e Del Gaudio. Le stesse fonti investigative avrebbero confermato il passaggio nel napoletano del corriere Rachid nel corso degli ultimi anni.
mer 03/06/2012 da Luigi Putrino in Al Qaeda, attentati, camorra.
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