E-commerce a rischio con le nuove direttive Ue

E-commerce a rischio con la nuova proposta di direttiva europea ‘Consumers Rights’, che andrebbe a regolar le operazioni di acquisto e di transazione commerciale on-line tra venditore ed acquirente.
Si parla di ‘armonizzazione totale’ delle normative in vigore negli stati europei ed inerenti il settore commerciale, ossia un livellamento al rialzo – tenendo presente gli standard di protezione tedeschi – delle normative dei 27 Paesi membri.
Le aree sottoposte a regolamentazione sono essenzialmente cinque:
- diritto di restituzione del prodotto acquistato;
- informazioni riportate obbligatoriamente;
- tempistiche di consegna garantite;
- garanzie reali;
- acquisti on-line.
Il disegno di legge, oltre 1500 emendamenti e 4 direttive, verrà approvato o meno definitivamente a maggio e, in caso di approvazione, verrà applicato ai contratti stipulati dopo i successivi 30 mesi.
In particolare, relativamente all’e-commerce, gli emendamenti approvati dal Parlamento rischierebbero, secondo le associazioni di categoria, di minare profondamente il settore e spingere ad un rialzo generalizzato dei prezzi praticati.
Tanto che alcuni siti, tra cui http://vente-privee.com e http://mmm.pixmania.com hanno fatto richiesta scritta ai propri governi di non approvare l’emendamento del Parlamento.
I punti salienti della regolamentazione sono i seguenti:
- articolo 22a, ‘nel caso di un contratto a distanza, il consumatore ha diritto di chiedere al professionista di consegnare il bene o di prestare il servizio in un altro Stato membro’: questo vuol dire che ogni sito, qualora richiesto, deve essere in grado di consegnare in tutta Europa, traducendosi in un aumento considerevole delle spese di gestione della parte contrattualistica e logistica ;
- articolo 12, che estende la durata legale per il diritto di recesso dagli attuali 10 giorni a 28 giorni, cosa che potrebbe incoraggiare i consumatori ad ordinare prodotti superiori alle loro necessità, comportando un aggravio economico per i venditori ed anche un maggiore inquinamento per il numero di trasporti inutile;
- articoli 16 e 17, che obbligano il sito di e-commerce al rimborso entro 14 giorni, contro i 30 attuali, cosa che potrebbe comportare in alcuni casi un rimborso ancor prima della ricezione della merce resa, così da non poter controllare eventuali danni.
Da uno studio condotto dalle associazioni di categoria europee, l’approvazione di questa direttiva comporterebbe l’incremento dei costi di trasporto a 10 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto a quelli attuali.
mer 19/04/2011 da Serena Lena in Internet.
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