Suicidi per colpa della crisi: il paese può salvarsi solo a danno di lavoratori e pensionati?

  • Commenta
  • Email
  • Condividi

suicidi crisi economica

L’ultima in ordine di tempo è stata una pensionata siciliana, che si è lanciata dal balcone dopo che la sua pensione era stata ridotta da 800 a 600 euro al mese, ma la lista comincia ad essere piuttosto lunga. Piccoli suicidi che non fanno rumore, uomini e donne in preda all’angoscia e alla disperazione di una crisi economica che strangola i più deboli.

È un fenomeno purtroppo già visto in altri paesi, che come l’Italia stanno combattendo contro la peggiore crisi mai affrontata dal dopoguerra. Operai e semplici cittadini strozzati dal Fisco che si danno fuoco, piccoli imprenditori che ricorrono a gesti estremi perché in preda alla depressione, disoccupati, cassintegrati e pensionati che vedono ricadere sulle loro spalle tutto il peso di un modello economico ormai divenuto insostenibile, dove pochi ricchi guadagnano come milioni di poveri. È una lunga lista che si aggiorna ormai con una cadenza quasi giornaliera, e secondo un parziale conteggio sono già sedici persone ad essersi tolte la vita o che hanno provato a farlo nei primi tre mesi del 2012, per problemi economici, per aver perso il posto di lavoro e soprattutto fiducia nel futuro. L’Europa dice che stiamo andando bene, che grazie alle politiche messe in atto dal governo atuale stiamo uscendo dalla crisi: ma a quale prezzo?

Sebbene quattro mesi fa, prima dell’insediamento del governo Monti, il nostro paese era messo indiscutibilmente peggio, il conto dal punto di vista sociale per superare la crisi è davvero troppo salato: possibile che l’uscita dal baratro debba poggiare solo sui sacrifici di pensionati e lavoratori? I guasti di una Finanza onnipotente e intoccabile ricadono su chi di questa crisi non ne è stato artefice, eppure la politica, non solamente italiana ma globale, sembra incapace di offrire una prospettiva alternativa al salvataggio delle banche e degli altri poteri forti. Ad essere in crisi non sono solamente i conti pubblici, ma il modello occidentale della democrazia capitalista: bisogna recuperare l’importanza primaria dell’elemento sociale su quello economico, dare vita ad un nuovo modello di convivenza e sviluppo che subentri a quelli conosciuti finora. Ma i potenti della Terra da questo orecchio non sembrano sentirci: quanti suicidi saranno necessari affinché ci si desti dal torpore dell’indifferenza?

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08