Crolli a Pompei continui per l’incuria: gli italiani sono indifferenti?

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crollo pompei

Continuano incessantemente i crolli a Pompei, a causa delle forti piogge e dell’incuria di decenni su quello che è considerato uno beni più inestimabili dell’umanità: l’ultimo crollo di questo straziante stillicidio si è registrato alla domus di Diomede, sulla via Consolare, la stessa lungo la quale nei giorni scorsi erano crollati due muri moderni. Tutto avviene nella preoccupazione del mondo intero, ma a fare eccezione sembrano essere proprio l’Italia e gli italiani, che paiono indifferenti alla sorte di Pompei.

Per una volta non vogliamo puntare il dito contro la politica, che certo ha la sua responsabilità nel disastro che da un anno a questa parte sembra susseguirsi nel sito archeologico, dal tragico crollo dell’Armeria dei Gladiatori. Vogliamo invece rivolgere l’attenzione proprio all’opinione pubblica, ai cittadini, che, crisi economica a parte, sembrano essere più in ansia per l’esito finale dei delitti di cronaca nera o della chiusura dei programmi Rai, piuttosto che alla sorte di Pompei. Dove sono le proteste sul web per la situazione del sito archeologico? Dove sono le raccolte di firme promosse dai soliti grandi quotidiani? Dov’è l’indignazione? Mentre turisti e fondazioni straniere guardano con grande attenzione e preoccupazione a Pompei, mentre la Ue stanzia 105 milioni per il recupero del sito, gli italiani sono avvolti nella cinica coltre dell’indifferenza. È davvero così? Perché una cosa è certa: ogni volta che il cielo minaccerà maltempo, state certi che ci sarà un crollo a Pompei. Ma questo ai cittadini italiani non sembra interessare quanto l’assoluzione di Amanda e Raffaele o la cacciata di Michele Santoro dalla Rai.

gio 27/10/2011 da Giulio Ragni in archeologia, arte.

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