Polenta take away: a Bergamo nasce Polent-One

Polenta take away: a Bergamo nasce Polent-One

Polenta take away: a Bergamo nasce Polent-One


La polenta, uno dei piatti tipici della tradizione italiana e soprattutto nel settentrione, che può essere declinata in mille accompagnamenti: con il sugo, con la salsiccia, con lo spezzatino di varie carni, dal bovino al cinghiale, oppure concia, come viene preparata in Val d’Aosta, piena di formaggi filanti… in qualsiasi maniera la si serva, rimane una bontà. E allora, perché non cercare di diffonderla un po’ di più nei nostri ristoranti, magari dandole una ‘forma un po’ più giovane‘?

Questo è quanto ha pensato una sera Marco Piovano, un ventinovenne di Bergamo, durante una serata di uscita con gli amici: s’era fatto tardi, la compagnia aveva voglia di rifocillarsi un po’, ma i locali in giro erano ormai tutti chiusi. Che voglia di una bela polenta…

Detto, fatto: Marco ha trovato il modo di mettere in piedi la sua idea, e ha finalmente inaugurato a Bergamo la sua polenteria take-away, cui ha dato il nome, un po’ settentrionale e un po’ alla Mourinho, di ‘Polent-One‘.

Come i ‘kebabbari’ e le rosticcerie che propongono piatti della cucina etnica cui ormai siamo abituati, il ristorante di Marco funziona da take-away: si entra, si ordina, si aspetta qualche minuto e si porta via il proprio menù a km zero; il tutto è reso possibile dagli speciali macchinari approntati dal nostro gestore, che, più o meno come quelli delle gelaterie, riescono a cuocere velocemente la polenta e gli permettono di servirla alla spina.

E da bravo locale attento alla tradizione e ai km zero, gli ingredienti scelti da Marco sono quelli delle vecchie ricette: farina bramata e di grano saraceno (quella utilizzata per la polenta taragna) acquistate da un mulino di Curno, che lavora ancora con macine di pietra ed è l’unico riconosciuto dalla Camera di Commercio di Bergamo.

Qualche voce del menù di Polent-One? Polenta alla spina con ragù di cinghiale o con i formaggi tradizionali ‘furmai de mùt’ o ‘strachì’, o ancora gli ‘sghinsciùlì’, cioè palline di polenta fritta ripiene di taleggio fuso, o ancora la ‘pulènta e pà e strinù’ ovvero la polenta accompagnata dal panino con la salamella

Ce n’è già più che abbastanza per programmare una bella gita a Bergamo… che è anche una bella città!

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mar 15/03/2011 da Gea Ferraris in cucina, cucina regionale.

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