Palermo, spari in aperta campagna. Non è un regolamento di conti, ma quattro amici che giocano alla guerra

Raffiche di mitra, spari ripetuti in aperta campagna: niente di strano se alcune persone, udendoli, si siano allarmate tanto da chiamare le forze dell’ordine. Siamo a San Giuseppe Jato, nei pressi di Palermo, e oltre alla paura per quei ripetuti colpi di arma da fuoco si unisce il timore che si possa trattare di qualche sparatoria che coinvolge la mafia. I carabinieri hanno dunque organizzato un vero e proprio blitz, circondando la zona con cento uomini.
E poi, la sorpresa: niente guerra tra bande, a dire il vero niente bande. Coloro che si stavano sparando utilizzando un vero e proprio arsenale di mitragliatori, fucili di precisione e chi più ne ha più ne metta erano semplicemente quattro persone, quattro amici in tuta mimetica che, come hanno dichiarato in loro difesa ai carabinieri, stavano ‘solo giocando‘.
Non sarà però un gioco l’inchiesta che è stata aperta: i quattro, uno dei quali ex comandante dei vigili urbani di Palermo, erano in possesso di 400 armi, alcune modificate in un loro magazzino-laboratorio. Bisognerà appurare, tra le altre cose, la provenienza di quell’arsenale.
Foto di davidaola.
lun 16/01/2012 da Gea Ferraris in armi, carabinieri, Cronaca di Palermo, giocatori, Guerra, Padova, Palermo, vigile urbano.






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