La crisi economica lascia spazio ai corsi di bon ton per vigili urbani

Si parla tanto di crisi economica, ma quando c’è da buttare soldi, gli italiani sono in pole-position.
L’ultima trovata è quella di istituire un corso di bon ton per i vigili urbani, che consenta loro di meglio contestualizzarsi nella società. Non si parla di grandi numeri, il corso prevede 4 giorni di lezione per un ammontare di 250 euro a testa che moltiplicati per 20 – tanti saranno i discenti che avranno accesso al corso – fanno 5.000 euro.
Tuttavia, anche 5.000 euro hanno un significato in tempi in cui si parla di aumenti di tasse ai cittadini e di tagli agli enti locali; senza pensare che, nel caso in cui questa manovra venisse allargata a tutto il corpo pubblico, il conto sarebbe di 17 milioni e mezzo di euro.
Le città coinvolte nel processo di ‘educazione’ del corpo di stato sono Roma, Milano, Venezia e Savona.
Di seguito ecco i ‘dieci comandamenti’ alla base del corso:
1°: indossare correttamente la divisa, evitando foulard e accessori.
2°: evitare gli occhiali da sole durante la conversazione con il cittadino.
3°: salutare in maniera formale.
4°: utilizzare un italiano corretto.
5°: evitare di fare battute ironiche quando si ha a che fare con i cittadini.
6°: non utilizzare gli imperativi.
7°: evitare di parlare con le braccia conserte.
8°: non avvicinarsi fisicamente troppo al cittadino.
9°: restare in piedi mentre si redige un verbale.
10°: individuare lo stile sociale del cittadino.
gio 20/12/2011 da Serena Lena in crisi economica, Vigili urbani.
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