Barbie drag queen: critiche per la nuova bambola da parte dei cattolici

La bambola Barbie torna a far discutere: dopo gli apprezzamenti da parte dell’opinione pubblica cattolica per la Barbie calva ideata per i bambini ammalati di cancro, meno entusasmi suscita la nuova versione di Barbie drag queen, disegnata da uno stilista transgender ‘a sua immagine e somiglianza‘. La nuova bambola è pronta ad essere immessa sul mercato a dicembre, con tanto di miniabito di lustrini e pelliccia di ermellino, ed avrà il nome ufficiale di The Blonds Blond Diamond Barbie Doll, per un costo di 125 dollari.
Ma come rilevato in precedenza, la nuova Barbie non piace ai cattolici, come scrive il quotidiano Avvenire in un articolo: ‘La Barbie transgender pare destinata a produrre più commenti entusiasti e scandalizzati che pezzi effettivamente venduti; e a spalancare le porte a tutte le Barbie che vi riesce di immaginare. La versione calva per non far sentire diverse le bambine ammalate di tumore, si era meritata elogi insospettabili. Era però inevitabile che Barbie cercasse di non far sentire diverso proprio nessuno‘. Ad ognuno la sua bambola, con buona pace degli anatemi del Vaticano.
GR
Barbie calva per i bambini malati di cancro

La bambola più famosa del mondo diventa calva: la casa di giocattoli Mattel ha annunciato su Facebook di aver concesso il via libera definitivo alla produzione della Barbie calva, destinata ai bambini malati di cancro, dopo una campagna virale lanciata sul social network da due donne affette da questa grave malattia. La campagna ‘Beautiful and Bald Barbie! Let’s see if we can get it made‘, che in italiano suona ‘La bella e calva Barbie, vediamo se ci riusciamo’, aveva raccolto oltre 150mila adesioni.
Le due donne, diventate calve a seguito delle chemioterapie, avevano lanciato questa proposta sia per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo male devastante e spesso incurabile, sia per esser d’aiuto ai bambini che ne vengono colpiti, anche solo per accettare psicologicamente i cambiamenti del corpo dovuti alle terapie. La Mattel è stata letteralmente travolta dalla pressione esercitata da questo gruppo su Facebook, annunciando l’incredibile svolta senza capelli della celebre Barbie.
L’azienda ha specificato che la bambola non sarà messa in commercio, bensì donata gratuitamente agli ospedali pediatrici, sopratutto quelli che si occupano di pazienti ammalati di cancro. Una vittoria per le due donne ottenute grazie alla forza dei social network, e per nulla scontata, giacché inizialmente la Mattel aveva motivato il diniego spiegando che non accettava idee da fonti esterne. Ma se si tratta di belle idee e con uno scopo nobile, non ci sono regole aziendali che tengano.
mar 23/08/2012 da Giulio Ragni in bambini, Cancro, Facebook.
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