Barba lunga di dieci anni: l’avrebbe tagliata solo alla cattura di Bin Laden

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La barba per molti popoli e religioni è un simbolo irrinunciabile di virilità; per noi occidentali è soltanto un fatto estetico, per gli uomini si intende, e raramente viene portata molto lunga. A volte, però, può assumere un significato simbolico; è stato il caso del professor Gary Weddle, un insegnante americano che, sconvolto dalla tragedia dell’undici settembre, ha preso una decisione bizzarra ma ferma: non si sarebbe tagliato la barba finché Bin Laden fosse rimasto in libertà.
La tragedia dell’undici settembre ha senza dubbio segnato un’epoca, al punto che la sua data non ha nemmeno bisogno di essere citata per intero; non serve quel ‘duemilauno’, bastano giorno e mese per capire di che cosa stiamo parlando.
Se il mondo è rimasto sconvolto nel vedere gli aerei andarsi a schiantare dentro le Torri Gemelle, forse più di tutti la vicenda ha colpito gli americani – cosa che era anche nell’intento dei terroristi. Americano è anche l’insegnante Gary Weddle, di Ephrata, in Pennsylvania, che, alla vista della sciagura, dice di essere ‘rimasto esterrefatto. Per due giorni ho mangiato pochissimo e dormito ancora di meno‘.

Tra le cose normali che Gary ogni giorno faceva, c’era quella di farsi la barba. Ma il suo sconvolgimento era tale che aveva trascurata anche quella operazione. Così l’uomo ha preso una decisione, una specie di voto: quella barba lunga, simbolo di quanto l’attentato lo aveva colpito e ferito, sarebbe rimasta fino a che un altro simbolo, quello del terrorismo, sarebbe rimasto in libertà: Osama Bin Laden, il capo di Al Qaeda.
Quando, dieci anni dopo quella decisione, è arrivata la notizia della morte di Bin Laden, Gary ha ‘pianto per tre ore‘. Dopodiché è andato in bagno, dove ha finalmente potuto rivedere il suo viso privo della lunga barba con la quale ormai pensava sarebbe stato sepolto.
lun 09/05/2011 da Gea Ferraris in Osama Bin Laden, USA.

















