Al carcere di Regina Coeli pasti domenicali da grand hotel

Essere trattati come veri signori, anche se solo per un giorno, è il sogno che diventa realtà per i detenuti di Regina Coeli, il celebre carcere romano.
Caponata di melanzane, pasta alla Norma, involtini di vitello ripieni, e per cannoli siciliani. È tipicamente siciliano il menù che lo chef Filippo La Mantia ha servito per il pasto domenicale.
Il celebre cuoco ha così oggi cucinato per 84 detenuti, che possono veramente considerarsi fortunati, che hanno potuto così festeggiare e per una volta essere contenti di essere dei detenuti, almeno per saziare il il palato, magari perchè qualcuno di loro, piatti prelibati di quel tipo non li ha mai assaggiati.
I carcerati hanno consumato il pranzo insieme al direttore del carcere, Mauro Mariani. Il cuoco spiega come la domenica sia per i carcerati un giorno malinconico, forse il più duro della settimana, ma grazie ad un buon pasto il sorriso può sempre tornare sui volti di chi sta male.
Fortunatamente l’iniziativa è stata portata a termine, per la gioia di tutto, e per far acquistare anche nuova fiducia nei carceri, come strumenti non solo di reclusione e coercizione ma anche di formazione, quella che dovrebbe essere la loro vera funzione, affinchè il detenuto sia riabilitato e possa reinserirsi nella società come una qualsiasi altra persona.
Se questo infatti non è possibile, tanto varrebbe condannare il reo direttamente all’ergastolo, in quanto la società non lo riaccoglierebbe mai tra le sue braccia e l’ex detenuto ormai si sentirebbe a casa solo al di fuori dal sistema.
lun 04/04/2011 da Christian Vannozzi in carcere, Roma.

















