Yara ultime notizie in diretta: targa commemorativa all’oratorio di Torre Pallavicina
A circa un anno dalla celebrazione del funerale della giovane Yara Gambirasio, è stata apposta una targa in sua memoria presso l’oratorio di Torre Pallavicina. A voler ricordare in questo modo la ragazzina tredicenne, rapita e assassinata secondo modalità e moventi ancora sconosciuti all’inizio dell’anno scorso, sono stati i giovani del suddetto oratorio e del Consiglio Comunale dei ragazzi, i quali hanno richiesto anche la benedizione della targa da parte del parroco di Brembate Sopra don Corinno Scotti, in seguito alla messa delle 10:30.
L’apposizione della targa commemorativa è stata celebrata ieri nell’ambito dell’iniziativa, proposta sempre dai giovani dell’oratorio e del Consiglio Comunale, dedicata alla sfortunata ragazzina, intitolata ‘Nessuna mano crudele potrà mai spegnere il nostro sorriso‘.
11 aprile 2012 – Le analisi confermano, è liquido seminale quello trovato sugli abiti della ragazza
Sugli slip e sui leggins indossati da Yara Gambirasio il giorno della sua morte erano state trovate delle tracce organiche, dalle quali era stato estratto il profilo genetico che, con tutta probabilità, appartiene all’assassino della ragazzina. Oggi, secondo alcune indiscrezioni, le analisi avrebbero confermato l’ipotesi che già circolava che le due tracce fossero entrambe di liquido seminale, tutt’e due provenienti dalla stessa persona.
Tale dettaglio, dunque, sarebbe una conferma dell’omicidio a carattere sessuale, anche se, come si può immaginare, non rappresenta purtroppo un indizio decisivo per risalire all’identità del presunto assassino. Al momento, il profilo genetico estratto dallo sperma non combacia con quello di nessuno dei quattordicimila DNA estratti e analizzati, appartenenti a persone residenti a Bergamo e zone limitrofe.
GF
6 marzo 2012 – Gorno, un paese in coda per il test del Dna
Gorno è un paesino di 1600 abitanti che non si sarebbe mai immaginato di ritrovarsi al centro di un clamoroso caso di omicidio. Eppure, il dna ritrovato sugli slip di Yara Gambirasio ha portato gli inquirenti a concentrare le proprie forze proprio su Gorno. Il profilo genetico isolato dagli investigatori, che potrebbe appartenere all’assassino, infatti, ha portato a un giovane dal dna simile a quello repertato e che frequentava la discoteca nei pressi del campo di Chignola D’Isola dove è stato rinvenuto il cadavere di Yara. E pare che questo giovane abbia molti parenti proprio in questo paesino della Val di Riso. Il risultato è che ora un’intera comunità è stata messa sotto la lente d’ingrandimento e tutto il paese si è messo in coda per sottoporsi al prelievo del dna. E bisogna sottolineare come gli inquirenti non si siano sentiti dire un solo no. Si tratterà dell’ennesimo vicolo cieco di questa indagine o questa volta si avranno dei risultati concreti?
27 febbraio 2012 – Morto Valsecchi, il capo delle ricerche
E’ passato un anno esatto dal giorno del ritrovamento di Yara Gambirasio. E in questo triste anniversario è venuto meno Giovanni Valsecchi, capogruppo degli alpini di Brembate Sopra e coordinatore della Protezione civile che aveva cercato Yara senza sosta coordinando decine di uomini.
Una volta trovato il corpicino martoriato, Valsecchi si era abbandonato a un lungo, doloroso pianto.
Ieri Valsecchi è stato portato via da una malattia che lo consumava da tempo.
8 febbraio 2012 – Dal dna spunta una nuova pista
E’ ancora presto per parlare di svolta. Anche perchè già in passato l’illusione di essere arrivati vicini alla soluzione si è poi dissolta in una bolla di sapone. Sembra, però, che gli investigatori abbiano individuato un profilo genetico interessante, o che, per lo meno, meriti maggiore considerazione rispetto agli altri 13 mila dna raccolti, in quanto il numero di particelle sovrapponibili con il dna rinvenuto nelle minuscole macchie di sangue lasciate sugli indumenti di Yara, probabilmente dall’assassino, sono almeno il 50 per cento. Si tratterebbe del profilo genetico di un uomo della provincia di Bergamo che, quindi, potrebbe vantare un legame di parentela, seppur lontano, con il killer della ragazza. Come detto, però, si tratta solo di un nuovo punto di partenza delle indagini. La prudenza, quindi, è d’obbligo. La firma della famiglia, infatti, è data dal cromosoma Y che si trasmette in linea paterna. Non si tratta, però, di un dato certo e assoluto. Non è raro, infatti, che maschi con un’identica Y appartengano in realtà a famiglie e ceppi differenti.
2 febbraio 2012 – Il pm Ruggeri nega gli atti ai legali della famiglia Gambirasio
Fa discutere il diniego del pubblico ministero Letizia Ruggeri a consegnare gli atti inerenti l’inchiesta sull’omicidio di Yara ai legali della famiglia Gambirasio. Le polemiche attorno al magistrato responsabile del caso, quindi, sono destinate ad aumentare ulteriormente, anche a causa dell’apparente immobilità delle indagini e della assoluta mancanza di risultati. I genitori di Yara, infatti, dopo aver assunto un investigatore privato come consulente di parte, il dottor Giorgio Portera, esperto di Dna dell’Università degli studi di Milano, si aspettavano dalla procura un atteggiamento collaborativo. In fin dei conti l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di scoprire l’assassino della tredicenne di Brembate di Sotto. Invece gli inquirenti hanno alzato un vero e proprio muro di gomma e la famiglia Gambirasio si sente sempre più sola. Intanto l’assessore Belotti è nuovamente intervenuto per spiegare meglio i motivi che l’hanno indotto a promuovere una raccolta firme per arrivare alla sostituzione del pm Ruggeri. ‘La richiesta mi è stata avanzata da un gruppo di cittadini, di Brembate Sopra ma non solo, scoraggiati dall’inconcludenza delle indagini. Mi hanno chiesto semplicemente di fare da tramite; da parte mia non ho mai avuto remore a criticare l’ operato della magistratura e anche in questo caso mi sembra che l’ operato del pm non sia esente da critiche: gli errori commessi da un lato e il rifiuto dall’altro di concedere l’ accesso agli atti ai legali della famiglia Gambirasio hanno generato un clima di sfiducia attorno all’indagine‘, ha dichiarato l’assessore. Insomma, il clima intorno agli inquirenti si fa sempre più pesante.
1 febbraio 2012 – Raccolta firme per sostituire il pm che si occupa del caso
Il caso di Yara Gambirasio è ancora in alto mare. E sono in molti a puntare il dito contro i responsabili delle indagini. Tanto che l’assessore al Territorio e all’Urbanistica della regione Lombardia Daniele Belotti ha deciso di promuovere una raccolta firma tra i politici per arrivare alla sostituzione di Letizia Ruggeri, il pubblico ministero che si occupa del caso dell’omicidio di Brembate di Sotto. In subordine si auspica l’affiancamento alla Ruggeri di un altro magistrato ‘di provata esperienza e capacità‘. Belotti, che ha fatto pervenire la richiesta anche al Ministro della Giustizia Paola Severino, ha dichiarato che ‘quella di Yara è la più grande indagine investigativa, per uomini e risorse messe in campo, dai tempi del terrorismo e dei sequestri di persona. Quindi non si può assegnare l’incarico della sua conduzione in base al principio semplicistico che se ne occupa il magistrato di turno al momento della denuncia‘. Insomma, non c’è pace per gli investigatori che da mesi stanno cercando l’assassino della piccola Yara.
27 gennaio 2012 – Il marocchino Mohamed Fikri di nuovo al centro delle indagini
Le indagini sulla morte di Yara Gambirasio sembrano ad un punto morto. Ed ecco che, allora, gli investigatori rispolverano una pista vecchia, o meglio, la prima pista che avevano seguito. Quella che vede al centro il muratore e piastrellista marocchino Mohamed Fikri, impiegato nel misterioso cantiere di Mapello e, nei primi giorni dell’indagine, già arrestato e poi rilasciato. Ebbene, ora la lente di ingrandimento si è di nuovo posata su Fikri e sul contenuto di una sua telefonata, intercettata, alla moglie. In questa telefonata il muratore, in lacrime, dice alla moglie: ‘L’hanno uccisa davanti al cancello‘. E la donna risponde: ‘Se non hai nulla da nascondere, non hai nulla da farti perdonare‘. Il cancello in questione è quello del cantiere di Mapello, dove, anche grazie ai cani, gli inquirenti sono giunti fin dai primi giorni della scomparsa di Yara. Che la prima pista fosse quella giusta? Il problema è che, però, la trascrizione di questa telefonata non è mai stata messa agli atti e neanche l’auto del marocchino intercettato sul traghetto non fu mai esaminata. Perchè? Domande ancora senza risposta..
24 gennaio 2012 – La famiglia assume un investigatore privato
Per rompere l’empasse in cui pare siano finite le indagini sulla morte di Yara, la famiglia Gambirasio ha deciso di assumere un investigatore privato. Si tratta di Giorgio Portera, un’ex tenente dei Ris dal 2005 al 2009, già protagonista in numerosi casi di cronaca importanti, primo fra tutti quello di Elisa Claps. Portera, la cui nomina è stata depositata stamattina al Palazzo di Giustizia di Bergamo, quindi, come consulente tecnico della famiglia, affiancherà la Procura in alcuni atti di indagine, pungolando e stimolando l’attività degli inquirenti. L’assenza di indizi concreti e di piste investigative, infatti, ha spinto la famiglia a mutare strategia per evitare che l’indagine rimanga in questa fase di stallo.
20 dicembre 2011 – L’ennesima lettera anonima accusa un uomo e una donna
Un’altra lettera anonima, l’ennesima, si inserisce nel giallo infinito sull’omicidio della piccola Yara. All’Eco di Bergamo, infatti, sono stati recapitati tre fogli di quaderno a quadretti provenienti da un presunto testimone oculare. ‘Non posso allargarmi troppo spiegando esattamente come sono arrivato a quello che sto per scrivere ma se sarà necessario lo dirò. Quello che io ho potuto vedere sono due persone che hanno ucciso Yara un uomo e una donna. Un uomo calvo di mezza età e una donna‘, scrive il misterioso testimone che si firma Piergiorgio. Il timbro sulla busta è quello del centro di smistamento di Novara. La lettera è ora nella mani della Polizia che dovrà accertare se provenga dall’ennesimo mitomane o se abbia, invece, una qualche attendibilità.
GP
1 dicembre 2011 – Figli illegittimi tra gli indiziati?
Per trovare l’assassino di Yara gli investigatori hanno cercato anche legami di parentela nascosti, eventuali figli illegittimi. La rivelazione è stata fatta dall’avvocato della famiglia Gambirasio Enrico Pelillo, durante un’intervista alla trasmissione di Rai Tre ‘Chi l’ha visto?’: ‘La familiarità del dna non è la familiarità dell’anagrafe: difficile andare a cercarla con i cognomi, perché possono esserci figli illegittimi che non si chiamano con il cognome di quello di cui è stato individuato il ceppo familiare‘. La frase del legale ha evidenziato la possibilità che chi ha lasciato tracce di dna sugli indumenti di Yara potrebbe avere dei legami di parentela anche inconsapevoli con la famiglia Gambirasio. Anche nei laboratori della polizia scientifica si è battuto questo sentiero, dopo che era stata riscontrata una somiglianza tra il dna trovato sui vestiti e quello di un giovane frequentatore della discoteca Sabbie Mobili. Purtroppo l’esito non è stato quello sperato.
GR
25 novembre 2011 – Aiuto nelle indagini dall’FBI
Secondo un’indiscrezione, non ancora confermata, pubblicata dall’Eco di Bergamo, il comandante dei Ris di Parma, il colonnello Pietro Lago, avrebbe deciso di chiedere aiuto all’FBI e sarebbe quindi volato negli Stati Uniti per sottoporre le tracce di Dna, ritrovate sui vestiti di Yara Gambirasio, ai massimi esperti americani del settore. La speranza è che gli strumenti d’avanguardia, di cui l’agenzia investigativa americana può disporre, possano dare un aiuto decisivo agli inquirenti e dare un volto a colui che ha barbaramente ucciso la ragazzina di Brembate. Gli investigatori, infatti, sono convinti che almeno due delle tracce ritrovate appartengano all’assassino.
GP
2 novembre 2011 – Dal Dna spunta una nuova pista
A quasi un anno dalla morte di Yara sembra che davanti agli investigatori, dopo tanto buio e pessimismo, si apra una nuova pista e l’ottimismo riprenda a crescere. ‘Non abbiamo mai smesso di indagare, neppure un giorno‘, fanno sapere dalla questura. E sembrerebbe, infatti, che le indagini abbiano preso, finalmente, la direzione giusta e che, se anche ci vorrà ancora del tempo, è ora forte la convinzione di non essere mai stati così vicini a scoprire l’assassino della tredicenne di Brembate. L’esame del Dna, molti cittadini di Brembate hanno deciso volontariamente di offrire il loro profilo genetico, ha permesso di restringere il campo dei sospetti. Sembrerebbe che nella lista degli inquirenti ci sia un nome, forse più di uno, e che d’ora in avanti le indagini, dopo il supporto tecnologico e scientifico, continueranno con metodologie vecchio stile. Dalle prime indiscrezioni pare si possa escludere che tra i sospettati ci sia qualche operaio del cantiere di Mapello, il luogo del mistero dove già dai primi giorni si erano concentrati tutti i sospetti.
La reazione dei cittadini di Brembate
I cittadini di Brembate sono, però, molto cauti. Già altre volte, infatti, era sembrato di essere molto vicini alla risoluzione del caso e alla fine non si era arrivati a nulla. ‘Finché non saranno il pm Letizia Ruggeri o il procuratore capo Massimo Meroni ad annunciare che la caccia è finita non saremo tranquilli‘, dicono gli abitanti della cittadina in provincia di Bergamo. Non resta che attendere gli sviluppi.
GP
26 ottobre 2011 – Il cantiere dei misteri diventa un centro commerciale
Il cantiere di Mapello, uno dei luoghi simbolo della morte della piccola Yara Gambirasio, non esiste più. Dal 26 ottobre, infatti, al suo posto sorge un moderno centro commerciale. Se era il 26 novembre quando la ragazzina di Brembate Sopra si volatilizzò nel nulla, ed era il 26 febbraio quando fu ritrovato il suo corpo senza vita in un campo di Chignolo d’Isola, ora ecco che ritorna il numero 26. E i misteri e le suggestioni legati al cantiere continuano a ossessionare la famiglia di Yara e gli inquirenti. E’ infatti qui che i cani molecolari arrivarono subito dopo la scomparsa della tredicenne, e sempre in questo cantiere lavorava il marocchino fermato, e poi subito scarcerato, con l’accusa di essere l’assassino. Ma nonostante ricerce intensissime, nessun indizio e nessuna traccia di Yara furono mai trovati. Gli inqurenti, però, sono ancora convinti che molte risposte si trovavano, e magari si trovano ancora, in quel cantiere ormai diventato un centro per lo shopping.
GP
14 settembre 2011 – Niente archiviazione per Fikri
Mohamed Fikri continua ad essere l’unico indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Gli atti della pm Letizia Ruggeri non sono stati ritenuti sufficienti dal gip Vincenza Maccora per inchiodarlo, quindi le indagini a suo carico procedono.
Il giovane operaio marocchino era finito nell’occhio del ciclone per un’intercettazione che sembrava inchiodarlo, ma poi era stato scagionato per via di un errore di traduzione.
Ora sembra che gli elementi fin qui raccolti per scagionare Fikri siano insufficienti.
Yara, lo ricordiamo, sarebbe stata ferita con un taglierino da muratore. Nei suoi polmoni sono state rinvenute particelle che si trovano solitamente nei cantieri edili.
Il gip Maccora si prende del tempo per decidere se archiviare o no la posizione del marocchino.
MDG
1 settembre 2011 – Yara è stata ferita da una taglierina da muratore
Yara è stata uccisa a pugnalate. No strangolata. No è morta di freddo. No è stata una botta in testa. No sono state tutte queste cose insieme che l’anno uccisa…
Ecco… ci sono voluti sei mesi perché gli inquirenti si decidessero sulla dinamica della morte.
Ora spunta un’altra pista: le ferite sul corpo di Yara sono compatibili con quelle lasciate da una taglierina, un attrezzo comune fra i muratori.
E nei polmoni e sugli abiti della ragazza è stato trovato pulviscolo di cemento. Questo sembra significare che Yara è stata rapita e trascinata in un cantiere. si sospetta di un muratore straniero.
Nelle ferite di Yara il medico legale ha rinvenuto residuati di piastrelle.
Si torna a parlare di Filki, un piastrellista marocchino arrestato una settimana dopo la scomparsa di Yara. Filki era stato incastrato da un’intercettazione nella quale diceva alla fidanzata ‘…L’hanno ammazzata davanti al cancello…’
Ma poi altri traduttori diedero una traduzione completamente diversa e scagionarono l’uomo.
MDG
9 agosto 2011 – Confermate le modalità dell’omicidio. L’assassino si confessa in una lettera all’Eco di Bergamo?
Alcune indiscrezioni riportano quelle che sarebbero le conclusioni della relazione di Cristina Cattaneo, perito dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, al termine della proroga di dieci giorni che aveva chiesto per consegnare la sua perizia: Yara Gambirasio sarebbe effettivamente morta a causa del freddo, della ferita alla testa da corpo contundente, dalle coltellate e da un’insufficienza respiratoria, provocata da una pressione sul collo o da un grumo di sangue in gola. In ogni caso, la morte non è imputabile a nessuna delle ferite.
La relazione non sarà resa pubblica, nemmeno tramite una conferenza stampa; peraltro, i contenuti non dovrebbero presentare novità rispetto a quanto già emerso nel corso dei mesi.
Intanto all’Eco di Bergamo è pervenuta una lettera anonima, scritta con un normografo su un foglio A3, tramite la quale un sedicente assassino svela le modalità del delitto. La lettera, recante il timbro delle Poste di Genova, che smistano la corrispondenza della Liguria e della provincia di Alessandria, è stata inviata ai Ris per essere esaminata.
Il fascicolo relativo a Mohammed Fikri è infine stato archiviato, su disposizione del pm Letizia Ruggeri.
2 agosto 2011 – Ricostruite le modalità dell’omicidio
Una botta sulla testa, le coltellate e l’abbandono nel campo di Chignolo d’Isola, con un freddo vicino allo zero.
Nessuno di questi traumi da solo avrebbe ucciso Yara Gambirasio, ma tutti e tre insieme hanno concorso a determinarne la morte.
Il medico legale Cristina Cattaneo ha chiesto altri 10 giorni per redigere la sua perizia. Questa relazione non sarà determinante per scovare l’assassino, ma sicuramente imprimerà dei punti fermi alle indagini. Ecco quali:
Il DNA dell’assassino
Gli inquirenti hanno prelevato il DNA a quasi 4.000 persone. Nessuna di loro è compatibile con le tracce di DNA rinvenute sulle mutandine di Yara. E’ probabile che si tratti delle tracce genetiche dell’assassino.
La ricostruzione dell’omicidio
Yara probabilmente è stata tramortita con un colpo al capo, forse con una pietra. La piccola è svenuta sul colpo e poi non si è più risvegliata. Poi arrivano le sei coltellate: alla gola, alle braccia, sulla schiena, tutte superficiali e nessuna mortale.
E poi l’abbandono sul campo con un freddo vicino allo 0.
Il movente
Sulle mutandine di Yara c’è del DNA estraneo, ma non si tratta di sperma. Forse il movente dell’aggressione è stato all’inizio di natura sessuale, ma poi lo stupro non si è consumato.

21 luglio 2011 – Una nuova pista porta gli inquirenti fino in Salento
Dopo cinque mesi dall’omicidio di Yara Gambirasio, una nuova pista porterebbe gli inquirenti fino in Puglia. Secondo quanto riporta la ‘Gazzetta del Mezzogiorno’, infatti, a otto salentini, che la procura ritiene coinvolti nell’assassinio, è stato prelevato il Dna per effettuare la comparazione con le tracce ritrovate sul corpo della ragazza uccisa. A far concentrare l’attenzione degli inquirenti su queste otto persone sono le risultanze dei tabulati telefonici, secondo le quali i telefoni cellulari dei salentini si trovavano tutti nella zona di Brembate proprio nei momenti in cui Yara ha fatto perdere le proprie tracce. E considerato che queste persone sono residenti nelle zone di Gallipoli, Galatina, Otranto, Borgagne e San Pietro in Lama, gli inquirenti si sono insospettiti e vogliono vederci chiaro. E se a questo si aggiunge che la famiglia Gambirasio era solito passare le vacanze a Tricase porto, proprio in Puglia, questa nuova pista sembra davvero promettente.
17 giugno 2011 – Polvere nei polmoni di Yara
Secondo indiscrezioni raccolte da ‘Telelombardia’, dall’autopsia di Yara risulterebbe che nei polmoni della ragazzina siano state riscontrate tracce di polvere simile a quelle che solitamente respirano gli operai nei cantieri edili. Ecco che, quindi, torna alla ribalta il cantiere di Mapello, a pochi chilometri da Brembate, dove sin dai primi giorni si erano concentrati i sospetti e le ricerche di Yara. Insomma, dopo la scoperta di un dna maschile che potrebbe essere riferibile all’assassino, un altro piccolo passo avanti in queste indagini che sembrano sempre più difficili e senza sbocco.
15 giugno 2011 – Isolato il DNA dell’assassino
Forse ci siamo: il DNA dell’assassino di Yara sarebbe stato identificato. Sul corpo della ragazzina scomparsa lo scorso 26 novembre sono stati rinvenuti i profili genetici di 4 persone, ma solo uno sarebbe ‘altamente indiziario’, come dicono gli investigatori. Si tratterebbe del DNA di un uomo. Questo scagiona più o meno 3 miliardi e mezzo di persone. Non vogliamo fare ironia, ma solo sottolineare come a mesi di distanza dall’omicidio non ci siano significativi passi avanti nelle indagini. Al momento sono stati fatti oltre 2.500 test genetici su tutte le persone che avrebbero potuto a qualunque titolo avere qualcosa a che fare con Yara, ma tutti i rilievi si sono rivelati infruttuosi.
6 giugno 2011 – DNA maschile su Yara
Un uomo di razza bianca ha lasciato tracce del suo DNA sulla maglietta di Yara. Lo rivela l’Eco Di Bergamo, il quotidiano che più da vicino sta seguendo l’omicidio della piccola ginnasta di Brembate.
Gli inquirenti adesso cercheranno di capire se si tratta dello stesso DNA rinvenuto sugli slip della piccola Yara.
A queste si sommano i due profili genetici, uno maschile ed uno femminile, ritrovati sui guanti della ragazza.
Questo potrebbe non essere un passo in avanti nelle indagini: non è possibile capire se l’assassino sia uno, se siano due o se la morte è stata provocata da un branco.
26 maggio 2011 – Il corpo di Yara torna a Brembate
Il corpo di Yara Gambirasio è stato trasportato a Brembate Sopra per i funerali. Ieri la salma è stata esposta solo all’omaggio dei familiari e degli amici più stretti.
Da oggi è concesso l’accesso al pubblico.
Il 28 maggio si terrà il funerale nel palazzetto dello sport di Brembate.
Le lacrime per la morte di Yara sono un misto di dolore e rabbia: rabbia contro l’assassino, ma anche per il fatto che a 6 mesi dall’omicidio le indagini non hanno portato assolutamente a nulla. Non c’è una pista, non ci sono sospettati, non c’è niente. Alcuni provvedimenti messi in atto dagli inquirenti, come per esempio il prelievo di campioni di DNA a pioggia a decine di persone, lasciano intendere che si brancola nel buio.
Anche i responsi sulle modalità della morte si sono contraddetti viarie volte: Yara è morta di freddo. No, è stata strangolata. Gli assassini potrebbero essere due. No Yara è vittima del branco…
27 aprile 2011 – Funerale sul maxischermo a giugno
Potrebbero slittare a giugno le esequie della piccola Yara. Nonostante i genitori e il sindaco abbiano chiesto alle autorità di accelerare i tempi sembra proprio che non se ne farà nulla prima di giugno.
Il pm Letizia Ruggeri aveva concesso tre mesi ai periti dell’autopsia. Sembra che scaduti i 90 giorni sarà chiesta addirittura una proroga.
Il funerale si terrà all’interno della palestra che frequentava Yara. All’interno entreranno solo familiari, parenti e rappresentanti delle istituzioni. Alcune telecamere trasmetteranno la cerimonia funebre su maxi-schermi fuori dalla palestra.
1 aprile 2011 – Yara forse uccisa dal branco
Yara potrebbe essere stata uccisa dal branco. La rivelazione in una lettera anonima all”Eco di Bergamo.
L’autore della lettera sostiene di essere un agente di commercio che vive a 40 chilometri da Chignolo e che per lavoro gira tutto il Bergamasco.
Ecco un estratto della missiva: ‘Con i fari per pochi secondi ho fatto luce nel campo dove ho visto delle figure che si allontanavano o meglio si addentravano nel campo. Sembravano litigare, o forse scherzavano, e avevano fretta. Ho solo due certezze: che erano tre e che erano le 19 in punto del 26/11′.
L’Eco di Bergamo è lo stesso quotidiano che qualche settimana fa raccolse un’altra lettera anonima nella quale sedicenti inquirenti si scusavano per la propria incompetenza.
28 marzo 2011 – Yara ha morso il suo assassino
Yara potrebbe avere morso il suo assassino ai genitali. Sembra che siano state rinvenute tracce di DNA sui denti o sull’apparecchietto della ragazza. A questo punto gli inquirenti stanno cercando referti medici in tutta Italia compatibili con ferite da morso ai genitali.
24 marzo 2011 – Forse gli assassini sono un uomo e una donna
Gli investigatori lavorano su tracce di DNA rilevate sui guanti di Yara. Sembra si tratti del DNA di due persone, un uomo e una donna. Dai test genetici fatti su dozzine di persone si spera di trovare un profilo genetico che possa identificare un legame con l’assassino di Yara, o al limite anche con un suo parente.
23 marzo 2011 – Yara massacrata a pugni e strangolata
Yara sarebbe stata massacrata a pugni. Poi sarebbe stata finita con una presa alla gola. E’ quanto scrive il settimanale ‘Oggi’.
Solo dopo la sua morte, l’assassino (o gli assassini) avrebbero infierito sul povero corpo a colpi di coltello. Segni compatibili con lo strangolamento sarebbero stati trovati dal medico legale Cristina Cattaneo. Lo strangolamento potrebbe anche spiegare perché non sono state rinvenute evidenti tracce di sangue.
Prima avevano raccontato che Yara era stata ammazzata a coltellate. Poi hanno detto che era morta di freddo. Ora parlano di strangolamento.
La verità sul caso Yara sembra una sola: gli investigatori non hanno la minima idea su come muoversi. Questo troverebbe conferma nei prelievi di DNA a pioggia fatti nei giorni passati, nella speranza di trovare una pista.
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dom 04/06/2012 da Autori Vari in casi di cronaca irrisolti, DNA, Milano, Omicidio, ultime notizie, Yara Gambirasio.
yara quando è scomparsa ho temuto subito che potesse finire male. E infatti.. riposa in pace piccolo angelo…
yara e sarah, due nomi simili, due destini simili. Che tristezza
yara e i sensitivi… altro capitolo… quanti ne hanno sentiti? ognino diceva la sua… è viva… è morta… no è viva… no è morta… tutti a lucrare… che schifo…
yara: ricerche ridicole. Era dietro casa sua praticamente. Come hanno fatto a non trovarla prima?
e anche yara è morta
possibile che le ultime notizie che passano al telegiornale parlino solo di notizie di cronaca? :-s
yara… notizie sconfortanti all’orizzonte… per fare l’esame del dna a pioggia a 40 persone vuol dire che non hanno idea di chi possa essere l’assassino…
Troppi commenti, troppe piste, troppi se e ma. Tutte supposizioni ma di concreto non c’è nulla., Come non si sa come mai quel corpicino sia rimasto 3 mesi in un posto e nessuno se ne fosse mai accorto.
Non so più che credere a chi credere, so solo che il dolore dei famigliari è l’unica certezza che c’è dietro tutta questa tristissima vicenda. Spero abbia un fine, spero ci sia una giustizia.
UNa ragazzina comune, pura, limpida come l’acqua di sorgente. la mente umana a volte fa paura…… e io mi sto chiedendo. perchè? ma una risposta non c’è non ci sarà mai. Ci saranno le giustificazioni, raptus e altre cretinate ancora…….poi sempre se, trovassero l’assassino…dopo alcuni annetti al fresco (trattato bene e con lasagne, parole dell’altro carnefice, zio di Sara) ecco che si aprono le porte.
E tutto ritorna come se nulla fosse mai successo. Così come Erika, che dopo asver compiuto un mattatoio è in libertà ora ma è “maturata” così la definisce la stampa! e con la pretesa di formarsi pure una famiglia.
Che SCHFO! Persone inoocenti, morte, per la follia di alcuni, che poi ritornano in libertà.
Evviva USA…almeno lì li fanno fuori. Altro che perdono!!!!!!
Questo caso sembra essere destinato a non essere risolto, non si sa bene il motivo. Forse la Polizia non è piu’ in grado di mandare avanti le indagini come una volta? Intanto quella povera bambina è stata ammazzata e non si è trovata una pista che porti all’ assassino. Forse il Parroco di Brembate sa tutto, ma perchè non parla, non è civile tutto questo, anche dovesse essere cacciato dal Vaticano, ma non è giusto che l’assassino o gli assassini siano in libertà fino a quando non uccideranno ancora………….
RICOSTRUZINE DI GUGLIELMO dal 29-11-2010
Yara Gambirasio
Un grande dispiacere appresi la notizia della scomparsa di Yara
Gambirasio un interessamento morboso mi coinvolse, mai fatto interrogai me stesso ci provo si, da una foto di Yara presa dal giornale incominciai a cercare il punto della palestra fu la partenza poche informazioni sono arrivato al grande cantiere, la ricerca mi dava sempre quel posto da me sconosciuto Yara era morta in quel luogo.
Ripresi il giorno sequente continuai la ricerca le mie domande, le risposte come segue,le persone che rapirono Yara erano in 3 persone maschi, giovanili, stranieri. Col computer cerai il punto ingrandendo la figura apparve il grande complesso, in seguito rimasi incuriosito dal grande via vai di mezzi persone e quant’altro, seguivo moltissimo i programmi di molte reti, mi solleticava l’idea la curiosità. Avrete capito che uso un pendololino per le mie ricerche, lo usavo per altri scopi e da 35 anni la Radiestesia fa parte della mia vita, con ciò informare non è un male. Questa scienza è usata dal contadino, proffessori, scienziati, medici, prelati, persino anche da truffatori.Volevo portare a conoscenza che Yara e stata portata al prato dopo, come Melania Rea uccisa in un altro luogo, non mi pronuncio Sara Scazzi, Roberto Straccia assasinato in oltraluogo da me mensionato telefonai ai Carabinieri di Pescara gentilissimo spigai ? chi l’ha visto due parole è gay, non ho cecato è morto, si. Fine della trasmissione, inutile le mie ricerche forse danno fastidio.
Guglielmo B.Y.
.Bergamo.
L’autore della lettera sostiene di essere un agente di commercio che vive a 40 chilometri da Chignolo e che per lavoro gira tutto il Bergamasco.
Ecco un estratto della missiva:
‘Con i fari per pochi secondi ho fatto luce nel campo dove ho visto delle figure che si allontanavano o meglio si addentravano nel campo. Sembravano litigare, o forse scherzavano, e avevano fretta. Ho solo due certezze: che erano tre e che erano le 19 in punto del 26/11′.
L’Eco di Bergamo è lo stesso quotidiano che qualche settimana fa raccolse un’altra lettera anonima nella quale sedicenti inquirenti si scusavano per la propria incompetenza.
Nella giornata di mercoledì 1 dicembre sono riprese la mattina e continuate per tutta la giornata, sotto la neve, le ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa da Brembate di Sopra, Bergamo, venerdì 26 novembre 2010.
La testimonianza sotto liniata è la prova della mia ricerca, Guglielmo B.Y.
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Ora che è morta Yara Gambirasio, cioè che c’è la certezza della morte, chissà quanto saranno contenti i vari sciacalli che ci lucrano sopra con trasmissioni strappalacrime