Yara Gambirasio ultime notizie, Fikri denuncia: “Agenti mi hanno picchiato”

Per l’omicidio di Yara Gambirasio, Mohammed Fikri è al momento l’unico indagato della vicenda. Il marocchino di 25 anni ha rilasciato un’intervista al settimanale Oggi, dove denuncia di essere stato prelevato da agenti dei carabinieri, incappucciato e fatto salire su un’auto. Sarebbe poi stato picchiato e minacciato, dopo essere stato portato in carcere. Per l’omicidio della giovane di Brembate di Sopra, Fikri si è sempre dichiarato innocente.
“Mi hanno messo un cappuccio nero in testa e mi hanno portato a riva. Non vedevo niente, ero terrorizzato. A terra qualcuno ha sollevato il cappuccio e mi ha fissato. ‘È lui’, ha detto e ha riabbassato il cappuccio“, racconta Mohammed Fikri durante l’intervista, “Mi hanno caricato su un’auto e per tutto il viaggio mi hanno trattato da assassino. Andavano a 220 all’ora, anche di più“.
“A mezzanotte eravamo a Bergamo, hanno cominciato a far domande, poi con 6 gradi sotto zero, sulle scale davanti al cortile della caserma mi hanno fatto spogliare. Ho tolto tutto, slip, calzini e sono rimasto nudo. Insistevano ‘confessa, Benozzo ha detto che sei stato tu’. Ho preso un ceffone e un calcio sulla tibia, poi mi hanno portato in carcere“.
Fikri poi precisa che il giorno dopo, dopo avere reso la sua confessione, è stato rimesso in libertà ed è partito per il Marocco, pensando che l’inchiesta non lo coinvolgesse più. “In questa storia - dichiara ancora Fikri al settimanale – di vittima ce n’è una, si chiama Yara. Io sento di aver subito un’ingiustizia ma per fortuna posso difendermi e appena questo incubo finirà chiederò indietro tutto quello che mi è stato tolto. L’onore, il lavoro, gli amici e Fathia, la donna che dovevo sposare, e un anno fa, distrutta da questa storia, mi ha lasciato“.
V.G.
La svolta nelle indagini
Era il 26 febbraio del 2011 quando il corpo senza vita della tredicenne Yara Gambirasio veniva ritrovato in un campo incolto nell’area industriale di Chignolo d’Isola, non lontano dal fiume Brembo, a 10 chilometri da Brembate di Sopra. Proprio dal paese in provincia di Bergamo si erano perse le tracce della piccola Yara, scomparsa nel nulla nel tardo pomeriggio 26 novembre dopo essere uscita dalla palestra dove praticava ginnastica ritmica.
Dopo quasi un anno e mezzo dal ritrovamento del corpo, le indagini su questo terribile omicidio sembrano essere ancora in alto mare. Per ora, per lo meno stando a quanto riportato dagli organi di stampa, non sembra che l’attenzione degli inquirenti si sia mai fermata su un sospetto in modo particolare. Tante le piste seguite, ma nessun risultato concreto.
Ma proprio nei giorni scorsi fonti investigative hanno fatto sapere che le indagini potrebbero finalmente essere arrivate ad una svolta. Sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti gli amici della sorella di Yara. Intervistato dal ‘Corriere della Sera‘, infatti, un ragazzo di Brembate ha dichiarato che i Carabinieri gli ‘hanno chiesto se conosco amici di Keba (la sorella di Yara) che vivono a Brembate di Sopra e ho risposto con un nome in particolare, un coetaneo, più o meno, che frequento spesso. Dopo la mia risposta non mi sembravano molto soddisfatti, ma forse è una mia impressione Mi hanno anche chiesto se dopo la scomparsa di Yara ho notato qualcosa di strano in paese. In particolare hanno insistito per sapere se c’è, secondo me, un gruppo di nostri coetanei, o giù di lì, che non frequenta più i soliti luoghi, che si è assentato, oppure se esistono dei ragazzini che parlano con insistenza dell’omicidio di Yara‘.
Gli investigatori, intanto, continuano anche nella loro opera di raccolta dei Dna, così come proseguono le analisi biologiche da parte dei Ris. A tutt’oggi, però, nonostante la raccolta di migliaia di dna con spesa notevole di denaro pubblico, le indagini non hanno portato a nulla di concreto. Tanto che da più parti, anche dalla politica, sono arrivate proteste contro il modo con cui le indagini sono state condotte fino ad oggi.
Dall’intervista di questo ragazzo di Brembate sembrerebbe ora che gli investigatori si siano gettati su una nuova pista. Non ci resta che sperare che sia quella giusta, anche perchè in caso contrario il rischio di un’archiviazione è sempre più concreto. Mentre la famiglia di Yara aspetta giustizia da più di un anno.
lun 23/07/2012 da Giuseppe Pomero in casi di cronaca irrisolti, ultime notizie, Yara Gambirasio.
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