Terremoto Emilia Romagna: scosse di assestamento. Ecco perché la terra trema

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Continuano ad avvertirsi in tutto il Nord Italia le scosse di assestamento, che non si sono arrestate dopo il sisma di questa mattina. Il terremoto che questa mattina si è verificato in Emilia Romagna, è stato provocato dall’estremità settentrionale dell’Appennino, sepolta sotto la Pianura Padana. Sarebbero oltre 30 le scosse che si sono registrate in tutta la giornata e che sembrano non terminare.
Si sarebbe trattato di un terremoto superficiale, a 6,3 chilometri di profondità, secondo quanto si apprende dagli esperti. Quella della Pianura Padana è una zona poco nota in termini di rischio sismico, proprio come sottolinea Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che parla della presenza di pieghe di roccia sepolte sotto i sedimenti del Po e non è di certo la prima volta che si registrano terremoti.
Sciame sismico
Dell’intera area dell’epicentro, il comune di Finale Emilia, è stato quello più colpito dal sisma verificatosi alle 4:04 di questa mattina che ha causato diverse vittime. Fortunatamente, nel comune di Finale, i danni sono per lo più materiali e non ci sarebbero state vittime ma solo feriti, perché alcuni abitanti, per evitare di esser sommersi dal crollo delle abitazioni, si sono buttati dai balconi.
Alla scossa delle 4:04 ne sono seguite altre di lieve entità, delle scosse di assestamento, per tutta la mattinata di quest’oggi, avvertite fino la Liguria.
Durante la mattina sono state avvertite altre lievi scosse d’assestamento.
Alle 15:18 una forte scossa di magnitudo 5.1 è stata avvertita nel Modenese, tra Bologna e Ferrara ed anche a Milano. Altri danni e crolli: sono caduti calcinacci, cornicioni e diversi edifici sono rimasti lesionati, fra cui la Torre dei Modenesi.
Alle 15:21 nella Pianura Padana si è registrato un terremoto di magnitudo 4.1.
Le vittime
Le vittime del terremoto sono sei e circa 50 i feriti. Due operai sono rimasti schiacciati dal crollo di un tetto nella fabbrica di Ceramiche dove lavoravano, a S. Agostino e un terzo operaio è stato ucciso nel crollo di un capannone industriale, dove lavorava, a Ponte Rodoni di Bondeno. È stata la paura che avrebbe fatto morire due donne di crepacuore, durante il violento sisma e un’ultima vittima è stata ritrovata tra le macerie della fonderia Tecopress di S Agostino.
Salva per miracolo una bambina di cinque anni rimasta sotto le macerie della proprio abitazione. La telefonata di soccorso della bambina rimasta intrappolata, sarebbe arrivata direttamente da New York, al 113 di Roma, dove vive il figlio di una famiglia vicina di casa della famiglia della bambina ed aveva chiamato i genitori per sapere come stavano. La piccola, che si trovava nella cameretta, è stata sommersa dal soffitto, ma per fortuna il suo letto, che si trovava sotto la parete, è riuscita a proteggerla. Il padre, insieme ad un vicino, è riuscito a liberare il viso della piccola per farla respirare. I soccorsi sono poi arrivati dopo un’ora e un’altra ora è stata necessaria per liberarla dalle macerie.
Come l’Aquila, ma meno danni
Nonostante l’intensità della scossa sia stata simile a quella che ha devastato l’Aquila, i danni e il numero dei morti sono stati fortunatamente inferiori. Il motivo è che l’Aquila è una città molto popolosa con un grande numero di edifici, situata esattamente sopra una faglia sismica. Inoltre nonostante i gradi Richter dei due eventi siano stati simili, l’energia del terremoto che ha colpito l’Aquila è stata maggiore.
Gian Paolo Cavinato del Cnr spiega le differenze fra i due terremoti: “Fondamentale è prendere in esame la struttura geologica del territorio: il terremoto dove oggi si è verificato in Pianura Padana, è un’area a medio-eleveto rischio sismico, ma dove è ‘sepoltà l’estremità settentrionale dell’Appennino. L’Aquila è in un’area montuosa, vicinissima al Gran Sasso all’interno di una valle: gli effetti di propagazione delle onde sono molto differenti. Nelle zone montuose, infatti ci può essere un’amplificazione maggiore. Inoltre, la composizione geologica dei terreni affioranti e sepolti è fondamentale: la roccia reagisce all’oscillazione di un sisma in modo completamente diverso da quello che fa un terreno soffice, che in caso di terremoto vibra molto di più”.
Ancora scosse
Il Centro-Nord trema da mesi. Anche zone tradizionalmente considerate a basso rischio sismico come la Pianura Padana, in realtà sono sempre più frequentemente interessate da terremoti. Gli esperti tagliano corto: nel breve periodo, ovvero nelle prossime ore, potrebbero esserci altre scosse di assestamento, la maggior parte delle quali non percepibili. Ma nei prossimi giorni/settimane potrebbero anche verificarsi eventi più gravi, scosse fino al 4° grado.
Ecco la lista degli ultimi eventi sismici che hanno interessato il Centro-Nord:
- 27 gennaio: scossa 5,4 Richter alle 15:56.
- Notte fra il 23 e il 24 gennaio: alle 00:55, una scossa 4.2 con epicentro Verona.
- il 17 luglio 2011 scosse con punte di 4,7 gradi Richter Mantova/Rovigo;
- 29 ottobre 2011 scossa di magnitudo 4,2 in zona Veneto/Trentino;
- 23 dicembre 2008: sisma 5,2 Richter in zona Parma/Reggio Emilia;
- 24 novembre 2004: sisma 5,2 con epicentro Garda bresciano.
sab 20/05/2012 da Luigi Putrino in terremoti, Terremoto, terremoto Emilia Romagna.
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