Strage a Denver: 24 capi d’accusa formalizzati contro James Holmes [FOTO]

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Strage di Denver, foto di James Holmes al processo

  • James Holmes al processo
  • James Holmes sguardo perso nel vuoto
  • James Holmes con il suo avvocato
  • James Holmes sguardo assente
  • James Holmes parla con i suoi avvocati
  • James Holmes primo piano

Continua a porte chiuse il processo nei confronti del killer di Denver James Holmes, autore della strage all’anteprima dell’ultimo film di Batman. Per la morte di 12 persone e il ferimento di altre 58, la Corte del Colorado ha formalizzato 24 capi d’accusa per omicidio e 116 per tentato omicidio: come ricordato nei giorni scorsi, Holmes rischia la pena di morte per il delitto efferato di cui si è macchiato. Alla prima udienza, l’ex studente di neuroscienze era apparso intontito, probabilmente per effetto di qualche sedativo, e con l’aria assente, presentandosi davanti ai familiari delle vittime con i capelli tinti di rosso, un colore che, secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, era lo stesso di una delle prostitute che era solito frequentare. Non si placano intanto le polemiche nel paese riguardo la regolamentazione per l’acquisto e il possesso di armi da fuoco, vista la facilità con cui Holmes ha potuto munirsi di un vero e proprio arsenale, sia per compiere la strage nel multisala che per trasformare la propria dimora in un ordigno esplosivo. Ma attuare un restringimento dei diritti sanciti dal Secondo Emendamento in piena campagna elettorale presidenziale sembra alquanto improbabile.

GR

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James Holmes sostiene di non ricordare nulla

Verità o strategia difensiva per evitare la pena di morte? L’autore della strage al cinema di Denver James Holmes sostiene di non ricordarsi nulla di quanto avvenuto quella tragica sera. Sembra, infatti, che il killer abbia più volte domandato ai secondino ‘Perche’ sono qui?‘, sostenendo di non ricordarsi il motivo per il quale si trova in carcere. Insomma, forse su suggerimento degli avvocati, Holmes sta giocando la carta disperata dell’amnesia. Come se non bastasse, ‘Joker’, com’è stato soprannominato il ventiquattrenne autore della strage di Denver, non sarebbe neanche un prigioniero modello. Gli agenti di sorveglianza sostengono che Holmes si lamenti continuamente della scarsa qualità del cibo che gli viene proposto e dei dolori addominali secondo lui causati dal pessimo cibo. Insomma, non resta che aspettare lunedì 30 luglio per vedere cosa succederà nella prossima udienza nella quale Holmes sarà formalmente incriminato.

GP

James Holmes ha speso 15mila dollari per armarsi

Un fucile d’assalto Ar-15, un altro fucile a pompa, due pistole Glock, circa 6350 proiettili in tutto, un elmetto, gas lacrimogeno, maschera antigas, un pugnale e tutto il resto dell’attrezzatura, compreso il materiale per costruire più di 30 bombe: fanno all’incirca 15mila dollari. Tanto avrebbe speso James Holmes per armarsi e compiere la strage di Aurora, sobborgo di Denver, secondo quanto ipotizzato dalle forze investigative. Una buona parte dell’equipaggiamento e tutte le munizioni sono state comprate via web, dove è sufficiente registrarsi fornendo generalità, indirizzo e numero di carta di credito: tutto in pochi minuti.

Ma dove ha preso tutti questi soldi lo studente di medicina? Secondo gli inquirenti Holmes potrebbe aver utilizzato una cospicua parte della sua borsa di studio da 26mila dollari, con la quale dovrebbe mantenersi pagando vitto ed alloggio, giacché a causa degli studi il killer non poteva permettersi di lavorare part-time. La sola alternativa all’utilizzo della borsa di studio per armarsi potrebbe essere l’aiuto esterno di qualcuno, amici o parenti: è quanto intendono accertare gli investigatori.

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Jessica Ghawi era scampata alla strage di Toronto

 Jessica Ghawi, foto di una vittima della strage di Denver

  • Jessica Ghawi
  • Jessica con delle amiche
  • Jessica Ghawi qualche anno fa
  • Foto ricordo di Jessica
  • Jessica e il suo cane
  • Jessica, giovane cronista sportiva
  • Vittima della strage di Denver

Una delle vittime del terribile massacro di Denver è Jessica Ghawi, una giovane cronista e blogger sportiva amante del football e dell’hockey. Strano e crudele il destino di Jessica. Solo poco tempo fa, nel giugno scorso, era sopravvissuta ad un altro gesto di follia di un uomo che in un centro commerciale di Toronto aveva aperto il fuoco contro la folla. In quell’occasione la fortuna l’aveva salvata facendola optare per un ristorante di sushi al posto del fast food in cui molte persone troveranno poi la morte. ‘È stato il giorno che ha cambiato la mia vita. Ho visto quanto è fragile la vita. Ho visto il terrore sul viso delle persone, ho visto cambiare le loro vite. Non possiamo sapere né quando né dove esaleremo l’ultimo respiro. Per un uomo è stato sabato 2 giugno in un’area di ristoro‘, aveva scritto subito dopo la sparatoria nel suo blog. Questa volta, purtroppo, in un cinema di Denver, il destino le ha voltato le spalle.

GP

James Holmes rischia la pena di morte

Capelli color arancione e sguardo perso nel vuoto, il killer di Denver James Holmes è apparso alla prima udienza del processo con l’aria stravolta, forse sedato secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, dopo essere rimasto in isolamento per diversi giorni. Il processo durerà mesi, e Holmes rischia la pena di morte per l’omicidio di dodici persone avvenuto nel cinema dove veniva proiettato Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Probabile che la difesa chieda l’infermità mentale per l’ex studente di medicina.

Intanto emergono altri particolari sulla vicenda: due ore e mezza prima della sparatoria James Holmes aveva assunto 100 mg di Vicodin, un antidolorifico molto potente, e a riferirlo agli agenti di polizia sarebbe stato lo stesso ragazzo dopo essere stato fermato nel parcheggio del cinema multisala. Sulla polemica intorno alla facile diffusione delle armi da fuoco, sancita dal Secondo Emendamento della Costituzione americana, il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha diramato una nota ufficiale dopo il silenzio dell’amministrazione Obama nei giorni precedenti: ‘Il presidente è concentrato su quello che possiamo fare per proteggere i diritti sanciti dal Secondo Emendamento, che ritiene importante, rendendo però più difficile il possesso di armi a persone che non dovrebbero averne‘.

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Inizia il processo

Strage di Denver alla prima di Batman

  • Strage di Denver, la maschera del killer
  • Strage di Denver, il capo della polizia
  • Strage di Denver, la casa del killer
  • Strage di Denver, il cinema
  • Strage di Denver, un testimone

È previsto per oggi, lunedì 23 luglio, la prima udienza contro James Holmes, l’assassino responsabile della strage che venerdì scorso si è consumata all’interno del cinema di Aurora, in Colorado, durante la proiezione dell’ultimo film di Batman. Dopo aver disinnescato le trappole esplosive presenti all’interno del suo appartamento, la polizia ha trovato il suo computer, sequestrato con la speranza di poter trovare ulteriori indizi e informazioni sulla tragedia, come le fasi di preparazione. Era prevista una vera tragedia, peggiore di quella verificatasi, se il mitragliatore non si fosse inceppato. Se invece delle pistole avesse usato il fucile mitraglia allora le vittime sarebbero state molto di più. Il ragazzo rimarrà in isolamento fino alle 8:30 di lunedì, quando in Italia saranno le 16:30. In America atti di questa gravita sono puniti severamente e il ragazzo 24enne rischia anche la pena di morte, in vigore in Colorado. Da alcune ricerche sulla sua vita privata, sembrerebbe che il ragazzo avesse cercato di iscriversi a un poligono in Colorado, ma il proprietario si era rifiutato avendo notato qualcosa di strano nel messaggio della sua segreteria telefonica.

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Disinnescate le bombe nella casa del killer

Dopo un lavoro durato diverse ore, gli artificieri sono riusciti a disinnescare tutti gli ordigni esplosivi nella casa del killer di Denver, il quale aveva pianificato di compiere un’altra strage attraverso la sua dimora mentre lui irrompeva nel cinema alla prima del nuovo film di Batman, compiendo una carneficina. Solo il caso ha impedito che gli Usa piangessero una seconda strage: James Holmes aveva preparato una vera e propria trappola, collegando lo stereo a un timer per far partire musica techno a tarda notte per ‘indurre i vicini a chiamare i soccorsi e, quando fossero arrivati gli agenti, far esplodere tutto‘, afferma una fonte della polizia. Ed una vicina effettivamente ha chiamato il 911, ma le hanno detto che tutte le auto erano impegnate in una sparatoria.

Le indagini della polizia hanno intanto portato ad un sito di incontri a luci rosse, dove Holmes appare con i capelli rossi e un messaggio inquietante rivolto ad una donna che recita: ‘Mi visiterai in prigione?‘. Non poteva infine mancare il contorno delle polemiche: scoppia infatti la protesta delle associazioni contro la diffusione delle armi da fuoco, poiché né il Presidente Obama, né lo sfidante Romney, i quali hanno entrambi sospeso la campagna elettorale in segno di lutto, hanno speso parole contro la facilità con cui è possibile acquistare una pistola negli Usa, scatenando la rabbia di una parte dell’opinione pubblica americana. La lobby delle armi si conferma troppo influente per l’esito delle elezioni.

GR

Casa del killer imbottita di esplosivi

Un giovane solitario, che non rispondeva a chi gli porgeva il saluto. Così i vicini di casa descrivono il ventiquattrenne James Holmes, il killer della strage di Denver, che ha provocato finora la morte di dodici persone che stavano assistendo alla prima de Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Ex studente di medicina che si è ritirato dall’università, intorno alla mezzanotte di giovedì Holmes è uscito di casa, armato con pistole e fucili, ha lasciato lo stereo acceso in casa con una canzone a ripetizione continua, e ha fatto fuoco, per motivi ancora ignoti, all’interno di un cinema. Le forze dell’ordine che sono giunte nella sua casa hanno ritrovato numerosi ordigni esplosivi, già innescati, tanto che è stata decisa l’evacuazione degli isolati confinanti. Chris Henderson, capo dei vigili del fuoco locali, descrive il salone dell’appartamento di Holmes come attraversato da cavi connessi a bottiglie di plastica, contenenti liquido sconosciuto, probabilmente infiammabile.

E intanto sono già partite le polemiche intorno al film, poiché le prime indiscrezioni giornalistiche volevano Holmes truccato come il cattivo del film Bane, interpretato da Thomas Hardy. In realtà il killer ha scelto di indossare una maschera antigas con tutta probabilità per evitare il fumo dei lacrimogeni che ha utilizzato per irrompere nel cinema. Ma le solite teorie sulla cattiva influenza dei film già si sprecano nell’opinione pubblica americana, e la Warner ha deciso di ritirare il trailer di un film di gangster di prossima uscita perché si vede proprio un’irruzione armata dentro a un cinema. Resta il dramma di un America ancora una volta sotto shock per una strage compiuta in un luogo pubblico, e oltretutto in uno degli stati, il Colorado, dove è più facile comperare armi da fuoco. Una questione ben più controversa della presunta cattiva influenza di un film.

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Denver, strage alla prima di Batman

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Obama: ‘Scioccato per la strage di Denver

Salgono a 50 i feriti della strage di Denver, mentre il numero dei delle vittime è fermo al momento a 12. Emergono anche i primi dettagli della sparatoria: il killer, identificato come James Holmes, 24 anni, avrebbe lanciato un lacrimogeno all’interno del cinema all’ultimo spettacolo di mezzanotte e mezza, iniziando poi a sparare sulla gente. Confermata la notizia della presenza di bambini tra le vittime. Molti testimoni hanno assistito alla scena e si era pensato alla presenza di alcuni complici, ma la polizia al momento non conferma. Il killer, già fermato dalla polizia, è un ragazzo di 24 anni: dai racconti è entrato nel cinema vestito di nero con giubbotto antiproiettile, casco, occhiali scuri e maschera antigas, armato di due pistole e un fucile: non ha opposto resistenza all’arresto. Esclusi al momento legami con il terrorismo, anche se l’Fbi sta valutando se alzare il livello di allarme per la sicurezza nazionale. Intanto il presidente Barack Obama è stato informato della sparatoria. A informare il presidente, come riferisce la Nbc, è stato il consigliere per la sicurezza interna, John Brennan.

Sono scioccato e rattristato per una sparatoria tragica e atroce”, si legge nella nota emessa dalla Casa Bianca. “Metteremo il massimo impegno per portare davanti alla giustizia chiunque sia il responsabile dell’accaduto, per garantire la sicurezza alla nostra gente e per prenderci cura di chi è rimasto ferito. Come facciamo sempre nei momenti difficili e bui, dobbiamo restare uniti come fossimo una sola famiglia americana”, si legge nel comunicato.

Obama ha assicurato poi che “tutta l’amministrazione è impegnata ad assicurare i responsabili alla giustizia e a garantire la sicurezza di tutti”.

Strage a Denver alla prima di “Batman”

Strage alla prima di “Batman” a Denver, in Colorado. Secondo la radio locale Koa ci sarebbero almeno 14 morti, compresi diversi bambini, oltre a un numero di feriti che al momento oscilla tra i 30 e i 40. Tutto è successo davanti al 16th Century Movie Theater, cinema ad Aurora, sobborgo alla periferia della città, dove si stava proiettando l’ultimo episodio della saga del supereroe “Il Cavaliere Oscuro- Il Ritorno”. Dai primi racconti dei testimoni un uomo con il volto coperto da una maschera del gas e vestito come Bane, il terrorista “cattivo” del film, ha iniziato a sparare all’impazzata. Il killer sarebbe stato fermato, ma secondo la Nbc potrebbero essere più d’uno gli autori della strage.

La polizia ha arrestato uno dei killer, un giovane di circa 20 anni, trovato in possesso di un fucile e di una pistola: alcuni agenti hanno già perquisito l’appartamento del ragazzo, trovando altro esplosivo.

Fonti di polizia hanno parlato di almeno 50 feriti, specificando che 10 persone sono morte sul colpo, mentre 4 sono decedute nel tragitto verso l’ospedale.

Abbiamo sentito degli spari e un’esplosione, ma credevamo fosse il film, quando abbiamo visto che molte persone si alzavano e scappavano ci siamo alzati anche noi”, sono le parole di un testimone che ha raccontato alla televisione Usa 9news i momenti della sparatoria.

L’emittente televisivo sta seguendo in diretta il fatto: dalle prime notizie, il killer avrebbe fatto esplodere un ordigno all’interno del cinema Aurora durante la proiezione del film, sparando poi sulla folla.

La tragedia sta avvenendo non molto lontano da Columbine, un sobborgo di Denver dove 13 anni fa due adolescenti spararono contro gli studenti di un college, causando la morte di 13 persone.

sab 31/07/2012 da LorenaCacace in Cinema, USA.

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