Sterco di topo nelle sigarette, allarme anche in Italia

Allarme per le sigarette di contrabbando anche in Italia. Con la crisi è infatti tornato anche il mercato delle “bionde” taroccate, con numeri più che importanti e con dati allarmanti: tra gli elementi trovati al loro interno sono stati trovati anche tracce di sterco di topo, oltre a livelli più alti di nicotina, catrame, monossido di carbonio, piombo, cadmio e arsenico. Lo dice la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale che ha presentato la relazione sul fenomeno: non solo un business in cui la criminalità sguazza, ma anche un pericolo serio per la salute.
Le sigarette di contrabbando sono ritornate alla ribalta anche con l’aggravarsi della crisi: si ha meno soldi per tutto e così i fumatori spesso si rivolgono al mercato illecito. I dati parlano di 350 miliardi di sigarette illegali fumate nel mondo, con una percentuale 10,5%. In Italia questo mercato vale 2,8 miliardi di sigarette, con la criminalità a farla da padrona.
Secondo Gianni Fava (Lega Nord), presidente della Commissione, le mafie investono molto in questo settore e hanno un’organizzazione simile a quella delle multinazionali.
A preoccupare sono però i danni alla salute: se il fumo fa male di per sé, quello delle sigarette false è ancora più pericoloso. Gli investigatori hanno trovato addirittura sterco di topo nelle confezioni sequestrate e alti tassi di elementi nocivi. Questo perché le “bionde” arrivano per lo più dalla Cina dove viene usato tabacco contaminato o di qualità non idonea.
Il colosso asiatico è destinato a diventare il maggior produttore di tabacco anche a livello legale, il che aiuterebbe la stessa produzione e la commercializzazione delle sigarette di contrabbando, come ha spiegato Anna Teresa Formisano (Udc), membro della Commissione.
Ad aggravare la situazione anche l’uso del web per l’acquisto e la commercializzazione sia da parte degli utenti sia da parte della criminalità. Non solo, visto che è previsto l’arrivo anche in Italia del “pacchetto bianco”, confezioni cioè senza marca e logo, secondo una direttiva europea per la lotta al fumo. Con i pacchetti tutti uguali la lotta alle sigarette illegali sarebbe ancora più difficile.
ven 14/09/2012 da LorenaCacace in sigarette.
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e perché sono illegali ,perché lo stato non ci mette le tasse o perché fanno male alla salute