Salerno-Reggio Calabria, cantieri protetti dall’esercito

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I cantieri della Salerno-Reggio Calabria sono una delle vergogne nazionali. Si sa che in Italia amiamo distinguerci nell’abbigliamento e nelle pratiche quotidiane. Anche la gestione delle cosa pubblica, in quanto democrazia, da tempo risulta essere un ‘momento’ di distinguo. Ed è così che lo Stato ha deciso di mandare l’esercito a governare i cantieri per la realizzazione dell’autostrada del Sole, la Salerno Reggio Calabria. Novanta imprese e i militari a controllare su 30 chilometri, che ogni 300 metri ciascuna faccia il proprio lavoro.
I cantieri per quella che è chiamata ‘il corpo del reato più lungo d’Italia’ a stretta sorveglianza dunque. E gratis. Impregilo, Condotte e tutti i più importanti nomi interessati ai lavori di ammodernamento dell’A3 lavorano a spese dello Stato.
Da giovedì mattina sono tre i cantieri sotto presidio militare, quelli del quinto macrolotto a Barritteri e Scilla, e quello del sesto a Campo Calabro, quasi sullo Stretto. In quest’ultimo cantiere, il servizio d’ordine E.I. è per l’impianto di betonaggio in via di costruzione. Che ha già un servizio di vigilanza privata. Una sessantina di soldati della brigata ‘Aosta’ di Messina che a turno lavorano insieme a poliziotti e forze dell’ordine. Se dovessero esserci delle anomalie, l’esercito contatterà direttamente le centrali operative e delle pattuglie già presenti sul tratto della Salerno Reggio Calabria effettueranno i controlli.
Sui 30 chilometri che da Gioia Tauro portano a Scilla si contano tre furti al mese. I danneggiamenti rappresentano il 20 per cento dei reati registrati lungo il quinto macrolotto. Diciotto le violenze e le minacce contro gli operai in tre anni.
Nonostante il fitto controllo di carabinieri polizia e Guardia di Finanza, il super cantiere è stato più volte soggetto a furti e danneggiamenti. Per questo è stato chiamato l’esercito a controllare insieme a una vigilanza privata che dovrebbe bastare. E invece? E invece c’è la ‘ndrangheta, piaga criminale che ha allungato i tentacoli in tutta Italia.
In Procura sono già dieci gli alti funzionari della ‘Condotte’ indagati perché accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, all’interno dell’inchiesta per la costruzione della statale 106 jonica. E lo dimostrano le inchieste ‘Tamburo’ e ‘Arca’ sui lavori della Salerno-Reggio Calabria. Prede o carnefici? I dirigenti e i capocantieri delle grandi imprese nazionali sono gli stessi dirigenti che a Roma firmano protocolli per la legalità e in Calabria si avvalgono della facoltà di non rispondere nei processi in cui vengono chiamati a testimoniare.
Il Ministero dell’Interno ha per questo pensato al progetto ‘Sciamano’. Un piano interforze, che prevede anche la ricostruzione de L’Aquila e che consentirebbe un controllo capillare dell’autostrada del Sole. Così ‘da evitare le infiltrazioni mafiose o quantomeno creare un percorso che lasci traccia dei tentativi del loro passaggio’. E nel frattempo il governo manda l’esercito.
ven 11/02/2011 da Carla Incorvaia in Esercito, n'drangheta, Scandali.














