Rifiuti tossici in Campania: roghi velenosi per strada [VIDEO]

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Il Corriere della Sera approfondisce la triste scoperta che i cittadini di Afragola hanno fatto qualche giorno fa in un terreno confiscato alla mafia, dove una villa sotto sequestro veniva usata come fornace per bruciare i rifiuti tossici, generando colonne di fumo nero e velenoso, che costringeva tutti gli abitanti della zona a trattenere il respiro e proteggere le vie respiratorie meglio possibile.
Nel reportage video del Corriere, si vede come nelle vicinanze della villa l’ossigeno si satura velocemente e restano da respirare solo le colonne di fumo generate dai rifiuti altamente tossici. Qui c’è di tutto e proveniente da ogni luogo: scarti industriali, vernici, tavole di amianto, oltre a elettrodomestici sventrati dai Rom che disperdono eternit ovunque.
Già percorrendo l’asse mediano in direzione Castel Volturno si vedono cumuli di rifiuti abbandonati, tra cui pellami, scarti vari delle fabbriche di abbigliamento, tutte attività che non si vedono sul territorio, perchè qui si riversa la spazzatura di tantissime attività.
Secondo i medici della zona i danni per la salute sono altissimi e nel cosiddetto “triangolo della morte” tutti i collanti e i materiali per fabbricare le borse e altri articoli d’abbigliamento che poi vengono esportati sono alla base di questi roghi velenosi.
R.M.
Rifiuti tossici in Campania: la villa di un boss trasformata in una fornace
In Campania, precisamente tra Afragola e Caivano, in un terreno confiscato alla mafia, una villa appartenuta ad un boss della camorre era stata trasformata in un “altoforno” dove si bruciavano i rifiuti.
La villa confiscata era stata trasformata in un inceneritore con tanto di forno, usato 24 ore al giorno forse da rom, per bruciare rifiuti anche tossici, producendo fumi puzzolenti e tossici tossici giorno e notte.
Nel pomeriggio di mercoledì 25 luglio si è scoperto questo terribile scenario, nascosto nelle campagne tra Afragola e Caivano, durante un sopralluogo di cittadini e associazioni esauste.
La villa è vicina ad un campo Rom, circondata da un muro, ma pochi minuti dopo la denuncia dei comitati sono arrivati i Vigili del fuoco, la polizia e i carabinieri. La colonna di fumo proveniente dalla villa abbandonata era creata da un “altoforno” che distruggeva rifiuti di ogni genere. Nei roghi andava a finire anche il rame rubato, rendendo l’aria irrespirabile e costringendo gli abitanti di quella zona a chiudersi in casa. Nel corso del sopralluogo sono stati trovati rifiuti provenienti da molte aziende dei dintorni e creavano veri e propri roghi, lasciando il forno sempre acceso come un vero inceneritore.
Prima delle denunce dei cittadini nessuno si era accorto di nulla, ma il fenomeno dei roghi dei rifiuti stava aumentando nelle ultime settimane, quindi la Regione Campania ha messo in atto un piano di sorveglianza per capire come mai l’aria nelle province di Napoli e Caserta era ormai irrespirabile.
Il commento del parroco don Maurizio Patriciello, sul luogo dell’ispezione insieme ai comitati: “Incredibile, una fabbrica della morte che fuma 24 ore al giorno. Sotto gli occhi di tutti, una vergogna“. Dopo la scoperta fatta dai comitati con le forze di polizia, i cittadini hanno annunciato che sporgeranno una querela contro 37 sindaci, oltre che contro il presidente della Regione Campania e i presidenti delle province di Napoli e di Caserta.
mar 31/07/2012 da Roberta Mazzacane
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