Permessi per disabili, Roma detiene il record: oltre 60mila

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Permessi per disabili, a Roma sono più di sessantamila

In Italia, si sa, i furbetti non mancano di certo. Sono molti, infatti, coloro che si ingegnano in tutti i modi per aggirare la legge. A Roma, per esempio, sono addirittura oltre sessantamila i permessi di parcheggio per disabili. Roma è una metropoli con circa 3 milioni di abitanti, d’accordo, ma sessantamila contrassegni per handicappati sono francamente inverosimili. Insomma, tenendo conto che ogni permesso può essere associato a tre autoveicoli, si può ben immaginare come la ZTL romana sia invasa dall’agognato contrassegno arancione.

Il sistema dei permessi per i disabili è stato riformato sei anni fa e avrebbe dovuto essere accompagnato da un incremento dei controlli che, invece, non c’è stato. A discapito dei veri disabili.

Le auto in sosta dotate di contrassegno, infatti, sono irremovibili e l’unico sistema per accertarsi che il permesso sia regolare sarebbe, per i vigili urbani, quello di attendere il guidatore del veicolo per verificare se il permesso effettivamente gli appartenga o gli sia solo stato prestato. O se sia servito per accompagnare da qualche parte una persona disabile. Controlli, che, però, vista anche la scarsità di personale, raramente, per non dire mai, vengono effettuati.

Insomma, da quando a Roma è stata creata la ZTL, i permessi sono aumentati a dismisura e, viene da dire, anche in modo assai sospetto. Il centro della città, da Piazza di Spagna, con auto addirittura parcheggiate ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, fino a via Condotti o via del Corso, sono invase da veicoli che espongono il famigerato contrassegno arancione, senza che nessuno pensi a disturbare i proprietari per controllare la legittimità dei permessi. Vedere una Porsche Carrera che può sfiorare i 330 chilometri orari parcheggiata in pieno centro davanti ad una boutique di Valentino con un contrassegno per handicappati, dovrebbe fare sorgere in chi di dovere almeno un sospetto. Invece no. Siamo pur sempre in Italia.

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