Papa Benedetto XVI, copyright sulla sua voce contro la satira

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Papa Benedetto XVI

Inutile, il Vaticano è sempre un passo avanti rispetto alla politica nostrana, e in tantissimi campi: dopo essere sbarcato su YouTube, prima e meglio di molti altri politici italiani, ecco arrivare ora per Benedetto XVI una legge sul diritto d’autore che mette sotto copyright anche la voce del Pontefice, una norma articolata che al suo interno, azzardando un’interpretazione dei vari commi, potrebbe persino impedirne l’utilizzo a fini satirici.

Scrive Il Corriere della Sera circa questa legge: ‘È entrata in vigore ieri la nuova legge vaticana sulla protezione del diritto d’autore, approvata il 19 marzo dalla pontifica Commissione per la Città del Vaticano, l’organo che a nome del pontefice esercita il potere legislativo nello Stato. Il testo tutelerà Benedetto XVI come i predecessori, e tra l’altro arriva alla vigilia della beatificazione di Giovanni Paolo II, con relativi rischi di abusi commerciali: in passato, si fa notare Oltretevere a mo’ di esempio, c’è chi è arrivato a stampare l’immagine di Wojtyla sui lecca-lecca‘.

Fin qui tutto bene, ma la legge introduce un elemento da far invidia a tutti quegli esponenti politici nostrani che si fanno il sangue amaro quando vedono una loro caricatura satirica: come spiega sempre il quotidiano, ‘L’innovazione rivoluzionaria, in tema di diritto d’autore, riguarda la voce. Già lo statuto della Radio Vaticana, dal ’95, assegna all’emittente il compito di ‘costituire, custodire e gestire l’archivio sonoro pontificio garantendone la salvaguardia del carattere pastorale e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale‘, ma ora, ‘La Santa Sede avrebbe il diritto di chiedere a un editore, anche su internet, la correzione o la rimozione di un documento del Magistero che sia stato pubblicato a scopo commerciale, senza autorizzazione, oppure con errori o modifiche del testo‘. L’immagine e anche la voce del Papa ‘non può essere esposta, riprodotta, diffusa o messa in commercio quando ciò rechi pregiudizio, in qualsiasi modo all’onore, alla reputazione, al decoro o al prestigio della Sua Persona‘.

Capito l’antifona? Occhio quindi ai video burla in cui magari si utilizza un discorso del Papa accostandole ad immagini di natura diversa, tanto per fare un esempio. Richiamando nel testo della legge l’onore e la reputazione, il Vaticano si dota degli strumenti legali per pretendere l’eliminazione di ogni tipo di contenuto satirico e irriverente nei suoi confronti. Il rapporto di amore e odio del Papa con internet si arricchisce dunque di un nuovo capitolo: non resta che vedere come verranno applicate tali norme.

mer 30/03/2011 da Giulio Ragni in Benedetto XVI.

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