Oscar Giannino contestato alla Statale di Milano con lancio di uova

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Oscar Giannino

Il giornalista Oscar Giannino bersagliato da uova e salsa di pomodoro. All’Università Statale di Milano alcuni studenti non sono stati teneri nei confronti di una delle penne più famose d’Italia nel campo dell’Economia e ieri, durante un convegno sull’euro organizzato intorno alle 15 dall’associazione universitaria di centro destra ‘Azione universitaria’, hanno scatenato la loro rabbia con un lancio di oggetti. L’intervento tempestivo della Polizia ha arginato la protesta, organizzata a quanto pare da un gruppo di studenti dei collettivi, stavolta poco tolleranti e aperti all’altrui opinione come loro costume. Giannino ha abbandonato il convegno, senza rilasciare al momento alcuna dichiarazione sull’accaduto.

Con il suo abbigliamento tra il dandy e il vintage sfoderato puntualmente alle diverse trasmissioni televisive che lo ospitano e la sua parlantina micidiale, Giannino si sa, o si ama o si odia. Gli studenti dei collettivi di Milano a quanto pare non nutrono molta simpatia nei suoi confronti, o perlomeno non appoggiano le sue opinioni in fatto di debito pubblico e di misure da adottare per vincere la crisi.

All’Università Statale di Milano la presenza del giornalista ha creato non poca confusione, quando all’incrocio tra via Conservatorio e via Passione alcuni studenti dei collettivi hanno deciso di lanciare una manciata di uova, condite anche con un pizzico di salsa al pomodoro che ha imbrattato non poco la zona. Giannino è stato apostrafato come ‘fascista, figlio di papà e buffone’, come si vede anche nel video realizzato da alcuni presenti.

Il convegno si è chiuso senza nessun contuso grazie all’intervento delle forze dell’Ordine, che sono riuscite a tenere separati gli agitati studenti dei collettivi dai partecipanti e dagli organizzatori del convegno. Il giornalista ha però dovuto lasciare l’Università attraverso un’uscita secondaria per evitare la contestazione. Intervistato da Radio 24 si è detto molto amareggiato dall’accaduto, ma non ha rilasciato altri commenti.

Giannino potrebbe in parte essere stato vittima anche dei contrasti tra le due fazioni studentesche, sempre più in guerra di idee e di opinioni in tempi, come quelli attuali, di dura crisi economica e di misure ‘lacrime e sangue’.

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paola gilardengo
paola gilardengo 2 dicembre 2011, 15:21
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Ero matricola a Torino nel 69/70 e ricordo benisimo il crecendo di violenza che sfociò, negli anni succesivi, nella gambizzazione di giornalisti e dirigenti e negli omicidi c.d. “politici”. Ora rifiuto di farmi coinvolgere dai luoghi comuni ma la paura che la storia si ripeta comincia ad affiorare. C’è ancora chi è pronto a gridare “polizia fascista” e tutti gli slogan più beceri che i miei coetanei hanno già sentito.
Massima solidarietà a O. Giannino.
A chi grida ricordo che il lavoro ognuno deve inventarelo giorno per giorno e non si può pretendere che venga somministrato col biberon dallo stato nella comoda culla dello stipendio garantito a tempo indeterminato e senza responsabilità.

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