Milano, impiegata truffa lo Stato per più di 60.000€ in tre anni ritirando la pensione del padre morto

Mai come in questo periodo, purtroppo, si sente parlare di pensioni ed evasione fiscale: ben si inserisce in questo discorso la vicenda di un’impiegata di Milano cinquantacinquenne, Luigia S., che ha frodato lo Stato per più di 60.000 euro, continuando per quasi tre anni a ritirare la pensione del padre, che era in realtà deceduto. La donna, che si presentava puntuale ogni 2 del mese per ritirare la pensione del genitore, percepiva così indebitamente 1.800 euro in più ogni mese.
La truffa della donna è stata scoperta quando l’Inps di La Spezia ha avvertito l’Inps di Milano del decesso del padre dell’impiegata. A quel punto è scattata la trappola, e Luigia S. è stata fermata dai carabinieri quando si è recata allo sportello. Processata per direttissima, la donna ha spiegato di essersi recata a ritirare la pensione le prime volte e poi di essersi abituata a quell’introito, fino a non poterne più fare a meno. Inoltre non sapeva più come fare a denunciare la morte del padre dopo tutto quel tempo senza pagarne le conseguenze.
Ma i nodi sono venuti al pettine, e le conseguenze, ora, le dovrà pagare eccome. Durante il processo è venuto fuori che il marito e la figlia erano all’oscuro di tutto: Luigia aveva spiegato che il maggior guadagno mensile era dovuto ad una promozione nel suo lavoro.
Foto di Forum PA.
lun 05/12/2011 da Gea Ferraris in carabinieri, Milano, Pensioni, processi.














