Luigi Lusi ultime notizie: secondo i pm poco credibili le sue dichiarazioni

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luigi lusi

Un sospetto serpeggia tra i magistrati titolari dell’inchiesta sui fondi sottratti alla Margherita: Luigi Lusi non dice la verità. Non è ancora una certezza, ma di certo c’è molto scetticismo sulle accuse fatte dall’ex tesoriere ai dirigenti dell’allora Margherita, in particolare su Rutelli, come se il senatore stesse giocando una partita politica sulle spalle di quella giudiziaria. ‘Non c’è niente di strano nel fatto che il presidente della Margherita scriva al suo tesoriere o dia disposizioni in merito a come distribuire le risorse, ammesso che ciò sia avvenuto. Se questo rientra nella normale attività politica, non c’è nulla di anomalo‘, fanno notare i pm, e d’altronde era assolutamente pacifico che prima dello scandalo Lusi godesse della totale fiducia di Rutelli. Ma da qui a dire che dietro gli investimenti immobiliari di Lusi ci sia l’attuale leader dell’Api ce ne passa: gli inquirenti faranno tutti gli accertamenti dovuti, ma questo primo lungo interrogatorio di sette ore con l’ex tesoriere hanno seminato più dubbi che certezze, tanto che un’iscrizione di Rutelli sul registro degli indagati come atto dovuto viene allo stato attuale esclusa. Se il sospetto si tramuterà in certezza è lecito chiedersi a che gioco stia giocando Lusi. Il tempo e le prossime indagini ce lo diranno.

25 giugno 2012 – Lusi: ‘Rutelli mi disse di investire i fondi in Canada’

Parla Luigi Lusi dal carcere di Rebibbia, e le sue accuse sono molto gravi, e tirano in ballo ancora una volta Francesco Rutelli. Sarebbe stato il leader della Margherita a dare indicazioni al tesoriere per investire i soldi del partito nell’immobiliare: secondo Lusi Rutelli ‘era ossessionato‘ dalla spartizione dei fondi tra i maggiorenti della Margherita, che divenne l’unica ragione sociale di un partito ormai morto. ‘Era convinto che qualcuno lo potesse ascoltare, intercettare. Mi convocava ad horas in qualcuno dei suoi uffici. Ripeteva che non aveva tempo. E le nostre comunicazioni non duravano mai più di dieci minuti. Mi trattava bruscamente‘ racconta Lusi nel suo interrogatorio di sabato scorso, ribadendo per l’ennesima volta che lui eseguiva solo gli ordini di Rutelli, che prevedevano ad esempio di investire in Canada i fondi dei rimborsi elettorali nel settore immobiliare. A sostegno di quanto asserisce, Lusi avrebbe consegnato ai magistrati due lettere a firma di Rutelli, una a mano ed una al computer, secondo le indiscrezioni riportate da alcuni quotidiani.

Egli sa di poter diffamare e mentire: le sue palesi menzogne saranno comunque amplificate. Il suo percorso di uomo libero si è fermato. Ma quanto a lungo durerà il tormento delle sue vittime?‘. Questa la replica di Rutelli dopo l’uscita sui giornali delle parole di Lusi tratte dai verbali di interrogatorio, il quale se la prende anche con la stampa per l’eccessivo spazio dato alle dichiarazioni del suo accusatore: ‘Molta stampa continua a dare credito al ladro, ingannatore e calunniatore, evidentemente ignara di doveri deontologici e giuridici. Qualunque cosa dica; in qualunque modo si contraddica; qualunque calunnia profferisca, Lusi ottiene titoli distruttivi per l’onorabilità di persone perbene. Egli non è credibile? La verità finisce comunque schiacciata sotto le menzogne del calunniatore‘.

24 giugno 2012 – Lusi: ‘Affari immobiliari per conto di Rutelli e della sua corrente’

Dal carcere di Rebibbia ha iniziato a raccontare la sua verità Luigi Lusi, in un interrogatorio lungo sette ore tenuto davanti al gip Simonetta D’Alessandro, a cui l’ex tesoriere della Margherita ha anche consegnato una documentazione che si era portato appositamente in carcere. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, Lusi non solo avrebbe risposto a tutte le domande, ma avrebbe confermato delle accuse precise nei confronti degli ex dirigenti del suo partito: ‘Tutti gli investimenti immobiliari che ho fatto dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana, c’era un preciso patto fiduciario‘. È slittata intanto alla prossima settimana la presentazione dell’istanza di revoca della misura cautelare che i legali di Lusi avevano intenzione di fare nella stessa giornata di ieri: ora che l’ex tesoriere è pronto a raccontare ‘la sua verità‘, come ha ribadito più volte, c’è chi giura tra le stanze di Palazzo Madama che qualche pezzo grosso della Margherita stia tremando. Se è vero che qui siamo nel campo delle illazioni e delle voci di corridoio, tuttavia appare chiaro a tutti che la vicenda dei fondi sottratti non è affatto conclusa. Anzi siamo appena all’inizio.

23 giugno 2012 – Luigi Lusi interrogato in carcere

È iniziato l’interrogatorio di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, nel carcere romano di Rebibbia, dove si trova detenuto da tre giorni con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Stando a quanto dichiarato, la procura di Roma contesta al senatore l’appropriazione illecita di 25 milioni di euro. Sarà il gip Simonetta D’Alessandro a tenere l’interrogatorio di garanzia, in collaborazione del procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci, entrambi titolari dell’inchiesta giudiziaria. L’ex tesoriere si dichiara sereno e tranquillo essendo a raccontare la verità: “La sua verità!”. È quanto si apprende dalle parole dei suoi difensori, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, che prima di iniziare l’interrogatorio, lo hanno incontrato per alcuni minuti, in privato. Stando a quanto dichiarato dagli avvocati penalisti, l’intento di Lusi sarebbe quello di fornire tutti i particolari a sua conoscenza sulla sottrazione di fondi dalle casse del partito e chiamare in causa anche altri soggetti.

21 giugno 2012 – Si all’arresto del Senato

Luigi Lusi è in carcere. Il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione all’arresto di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di aver distratto oltre 20 milioni di euro dai fondi dei rimborsi elettorali, e per il quale il Tribunale di Roma ha avanzato un’ordinanza di custodia cautelare. Lusi è stato condotto al carcere romano di Rebibbia, dove ha varcato la soglia poco prima delle 20,30, e già oggi potrebbe essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

Al momento del voto il Pdl è uscito dall’aula di Palazzo Madama, eccetto pochi dissidenti che hanno votato contro l’arresto, mentre l’Italia dei Valori, la Lega Nord, l’Udc, il gruppo Api-Fli e il Pd hanno dichiarato il voto favorevole. Al termine della votazione, effettuata senza scrutinio segreto, i favorevoli sono stati 155, 13 i contrari. ‘Sono una persona che sta vivendo un incubo‘ ha dichiarato Lusi dopo l’esito. Nel suo intervento difensivo, durato 33 minuti, l’ex tesoriere ha chiesto scusa ma ha deplorato ‘un approccio che soddisfi chi evoca i forconi della piazza‘, attaccando i vertici dell’ex Margherita, pur senza mai nominare direttamente Rutelli. Rutelli che ha preferito non partecipare al voto in quanto parte offesa del processo.

17 giugno 2012 – Lite tra ex leader della Margherita

Ufficialmente morto nel 2007, il partito della Margherita continuava a prendere soldi dai rimborsi elettorali, come ha evidenziato in tutta la sua contraddittorietà il caso Lusi: in gran segreto gli ex leader del partito si sono incontrati ieri per decidere cosa fare dei soldi. Alla fine, con l’approvazione del bilancio, l’intero tesoretto è stato devoluto allo Stato, con larghissima maggioranza, ma la seduta è stata tutt’altro che rilassata, con l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi che ha attaccato: ‘Le conclusioni di questa assemblea sono già prefissate, si impedisce ogni verifica e confronto, se fossimo in Parlamento si potrebbe parlare senza forzature di colpo di Stato. Rutelli nella sua relazione ha detto che gli aventi diritto sui 398 membri originari dell’assemblea, sono 200. Ma i presenti sono 84 e guarda caso non c’è nessuno, o pochi, degli oppositori‘. Da parte sua, Francesco Rutelli ha liquidato in poche battute l’affondo di Parisi: ‘Non mi pare ci sia stata tutta questa grande protesta. Di Parisi non mi ricordo un congresso o una assemblea della Margherita dai quali egli non si sia allontanato protestando…‘.

13 giugno 2012 – Attentato alla villa di Lusi a Genzano

L’abitazione di Genzano del senatore Luigi Lusi è stata obiettivo durante la notte scorsa di un attentato. Da quanto è stato comunicato alla stampa, gli attentatori hanno cosparso il cancello e alcuni fili elettrici con del liquido infiammabile, gasolio con tutta probabilità, per poi tentare di appiccare il fuoco. Il tentativo è però andato a vuoto, e l’unico risultato è stato quello di annerire il cancello, e di provocare lo sprigionamento di un po’ di fumo.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri delle compagnie di Velletri e di Genzano, allertati da alcuni testimoni che avrebbero raccontato di aver visto uno sconosciuto non identificato allontanarsi di corsa dopo che il fumo aveva cominciato a diffondersi.
Il commento di Lusi è stato amaro: per lui l’attentato ‘è la conseguenza di questi due mesi di campagna d’odio. Pensate se anziché in una villetta isolata avessi abitato in un condominio a Roma‘.

12 giugno 2012 – La giunta del Senato vota si all’arresto

La Giunta delle autorizzazioni del Senato ha detto si all’arresto del senatore Luigi Lusi nell’ambito dell’inchiesta sui fondi sottratti alle casse della Margherita. 13 i voti a favori dell’arresto contro 4 che invece propendevano per il fumus persecutionis. La Procura, riferiscono fonti parlamentari, ha inviato solo una parte delle carte richieste in Giunta per le autorizzazioni a procedere: spetterà ora all’aula decidere la sorte del senatore. Come insegna il recente caso di Sergio De Gregorio, tutto può ancora succedere.

1 Giugno 2012: Altri 50 milioni di euro mancanti

Altri 50 milioni di euro mancanti. Il caso Lusi sembra un pozzo senza fine, e ad annunciare il nuovo ammanco dalle casse della Margherita è stato il Tribunale del Riesame, che ha confermato l’arresto dell’ex tesoriere e di sua moglie: ‘Mancano all’appello altri 50 milioni di euro di cui non si conosce la destinazione finale. La somma oggetto di depredazione non era di soli 12 milioni di euro, ma di circa 23, anche se mancano all’appello altri 50 milioni di euro di cui non si conosce la destinazione finale, posto che in quattro anni il patrimonio del partito è sceso da 88 milioni di euro a soli 15 milioni‘. Ma si apre un giallo sull’entità del buco, dopo che gli ex leader della Margherita hanno diffuso un comunicato alquanto insolito in cui si afferma: ‘Non vorremmo si trattasse di un refuso: le variazioni del patrimonio della Margherita sono, senza alcun dubbio, da imputare, detratte le sottrazioni indebite già accertate a carico dell’ex tesoriere, alle normali spese dell’associazione per le attività politiche svolte e le spese di gestione del partito‘.

27 Maggio 2012: Soldi ai politici per multe e bollette

Multe e bollette telefoniche, soldi per la benzina e parcelle di avvocati: c’è di tutto nella documentazione fornita dalla segretaria di Luigi Lusi ai magistrati romani che indagano sul caso che vede coinvolto l’ex tesoriere della Margherita, e ad un primo sguardo non tutte le fatture portategli dai leader della Margherita sembrerebbero essere rimborsi giustificati dall’attività politica. Chi ha visto le carte parla di decine di migliaia gli euro rimborsati a Francesco Rutelli e ai parlamentari che facevano parte del suo staff: tra le fatture più curiose, spuntano ad esempio 4mila euro a Rutelli per l’acquisto di una fotocopiatrice, 11mila per il pagamento delle multe di Giuseppe Fioroni, ma il diretto interessato nega che possa trattarsi di contravvenzioni prese con la vettura personale. Ci sono verifiche da fare anche su alcuni rimborsi erogati a Dario Franceschini nel 2010 e relativi al pagamento di due avvocati, e poi ancora soldi erogati a una ditta per il rifacimento di un manto stradale, traslochi, spese per giornali e carburante. Davvero si tratta di spese tutte legate all’attività politica e non a fini personali? È quanto intendono accertare gli inquirenti.

25 Maggio 2012: Tribunale del Riesame conferma l’arresto

Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto l’istanza dei legali di Luigi Lusi, che chiedevano la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ex tesoriere della Margherita, accusato di associazione a delinquere e appropriazione indebita. Il Tribunale ha invece deciso di scarcerare i due commercialisti della Margherita, Giovanni Sebastio e Mario Montecchia, per cui è stato disposto l’obbligo di firma tutti i giorni, confermando la gravità delle accuse a loro carico. Intanto dall’inchiesta emergono nuovi particolari da parte dell’assistente di Lusi, che parla di ‘accordi saltati‘ su una ‘vicenda riguardava case che lui aveva comprato su accordi con altri che ora ‘si facevano indietro’. Disse che sarebbe cominciata la guerra e che lui si sarebbe dimesso‘. La donna ha spiegato di non essersi occupata dei bilanci del partito, ma negli ultimi due anni Lusi le avrebbe passato ‘alcune fatture che dovevano essere riviste da lui‘, che decideva poi quali non dovessero andare direttamente alla contabilità: ‘Da lui passavano le fatture dell’attività politica, nel senso che erano le fatture per prestazioni di servizi legati all’attività politica‘.

24 Maggio 2012 – Lusi: Spese documentate, ma non potevo verificare le fatture

È stata una seconda audizione meno pirotecnica della precedente quella effettuata dall’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi presso la Giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato: durante la seduta Lusi, accusato di associazione a delinquere e appropriazione indebita, avrebbe in parte rettificato quanto detto nella precedente audizione, assicurando che a suo avviso le somme che venivano richieste dai dirigenti del partito in varie occasioni erano sempre corredate di apposita documentazione e impiegate per manifestazioni politiche, ma che non era in grado di verificare le fatture e se queste corrispondessero agli eventi descritti. Riguardo ai nomi coinvolti, Lusi conferma di aver pagato due fatture al sindaco di Firenze Matteo Renzi, e ha soltanto aggiunto il nome di Enrico Letta tra quelli dei dirigenti della Margherita autorizzati a chiedere al tesoriere finanziamenti da utilizzare in attività politiche.

17 Maggio 2012: Matteo Renzi si difende

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha risposto alle affermazioni di Luigi Lusi in merito al presunto pagamento nei suoi confronti di migliaia di euro: Renzi ‘sfida’ il senatore invitandolo a fornire la carte, le prove di quanto ha riferito, per stabilire chi davvero stia mentendo. Sulla pagina Facebook del sindaco di Firenze si può leggere il suo sarcastico commento: ‘Lusi due la vendetta torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. Due mesi fa erano 140 mila euro. Oggi siamo scesi a 70 mila. Sarà la crisi…‘.
Renzi resta dunque sulla sua linea, negando con forza di aver preso anche un solo euro, chiamando come prova i documenti e i bonifici sui quali non c’è traccia di alcun versamento illecito a suo vantaggio. E ne approfitta poi per rilanciare la sua idea dell’abolizione totale dei finanziamenti ai partiti: ‘Se qualcuno pensa di usare di mezzucci per mandare messaggi in codice, sappia che mi hanno insegnato che si deve aver paura di tante cose, ma mai dei ladri. E che il posto dei ladri non è (o non dovrebbe essere) il Parlamento‘.

16 Maggio 2012: Luigi Lusi: “Ho dato 70mila euro a Matteo Renzi”

Emergono clamorose rivelazioni dall’audizione che il senatore Luigi Lusi ha tenuto alla Giunta delle immunità di Palazzo Madama: secondo le indiscrezioni l’ex tesoriere della Margherita avrebbe dato migliaia di euro al sindaco di Firenze Matteo Renzi, ed altri soldi dei rimborsi sarebbero finiti ai dirigenti dell’Api di Francesco Rutelli. Lusi avrebbe avuto l’incarico di consegnare 120mila euro suddivisi in tre tranche a Renzi, ma alla fine per ordine di Rutelli gliene avrebbe dati solo 70mila.

Lusi ha affermato durante l’audizione di eseguire solo gli ordini impartiti dai dirigenti: avrebbe destinato migliaia di soldi pubblici a fondazioni ed associazioni vicine al partito, ad Enzo Bianco passava un mensile di 3000 euro, poi salito a 5500, e a Rutelli ed altri dirigenti della Margherita venivano erogate altre somme ingenti dai fondi, che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito. Sempre secondo Lusi, altri soldi venivano dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinché venissero rimborsate, e che anche gli attuali dirigenti dell’Api venivano pagati con i soldi della Margherita. L’ultimo particolare riferito dall’ex tesoriere è che aveva lasciato in cassa 20 milioni di euro quando ha abbandonato l’incarico, e quei soldi, secondo la sua versione, sarebbero stati utilizzati anch’essi da Francesco Rutelli.

04 Maggio 2012: Per il gip Lusi ha messo in pericolo la democrazia

Sono parole davvero allarmanti quelle messe nero su bianco dal giudice per le indagini preliminari Di Roma Simonetta d’Alessandro riguardo l’ordinanza di custodia cautelare per Luigi Lusi, al centro dello scandalo rimborsi della Margherita: l’ex tesoriere avrebbe non solo sottratto fondi pubblici, ma con il suo comportamento ha prodotto un effetto devastante nella democrazia, coadiuvato dalla moglie e dai suoi collaboratori: ‘Lo spoglio è stato operato dal Lusi in un quadro associativo, e non poteva essere diversamente, attesa l’entità delle somme e l’intuibile necessarietà di complicità interne, anche tecniche. Quadro associativo che non si identifica nel partito, ma che ha operato in danno del partito‘, si legge nelle carte. E se i partiti sono un baluardo della democrazia, il rischio per il giudice è che il comportamento di Lusi ingeneri una deriva antidemocratica in un contesto di corruzione generale. La richiesta di custodia cautelare ora dovrà ricevere l’autorizzazione del Senato, e sembra proprio che questa volta potrebbe esserci il via libera parlamentare: oltre al probabile si di Pd e delle opposizioni, anche il Terzo Polo di Pierferdinando Casini ha annunciato che voterà a favore all’ordinanza.

03 Maggio 2012: richiesta d’arresto per Lusi

I magistrati che indagano sullo scandalo rimborsi della Margherita hanno inviato al Senato la richiesta di autorizzazione all’arresto dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, accusato di appropriazione indebita riguardo sottrazione di oltre 21,6 milioni di euro dalle casse del partito. Oltre a questo reato e alle accuse di riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni, alla base dell’ordinanza cautelare vi è anche il reato di associazione per delinquere che la Procura fino a pochi giorni fa non aveva avanzato. Oltre al senatore Lusi, un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata notificata stamane a Giovanna Petricone, moglie dell’ex tesoriere, e a due commercialisti che hanno curato gli interessi delle società immobiliari riconducibili a Lusi, coinvolte nell’inchiesta.

13 Aprile 2012: spuntano altri 13 milioni

Si ingrossa ancora di più il caso Lusi, l’ex tesoriere della Margherita indagato per appropriazione indebita: dalle carte dei magistrati spuntano altri 13 milioni di euro che Lusi avrebbe distratto dai fondi del partito per l’anno 2010-2011, secondo quanto emerso dalla relazione della società di consulenza Kpmg depositata oggi dai legali del partito ai pm romani, in cui ‘si evidenziano artifici contabili adottati dal senatore per occultare le sue appropriazioni in danno del partito‘. In questi conti della Margherita presi in esame dai consulenti del Kpgm sono evidenziati 800mila euro di spese non documentate solo per il 2011, spese per viaggi e trasferte elettorali pagate con assegni di piccolo taglio che sono stati registrati nella contabilità ‘senza alcun documento a supporto della spesa sostenuta‘. Nella relazione si legge anche di altre spese antecedenti al 2011, comprese quelle dell’utilizzo di ‘un’autovettura Lancia Thesis della quale non è ad oggi nota la proprietà, i cui giustificativi presentano diverse anomalie‘.

4 Aprile 2012: Francesco Rutelli ascoltato dai magistrati

Francesco Rutelli ha respinto ogni accusa lanciata dall’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, nell’audizione in Procura di ieri riguardo l’inchiesta sull’appropriazione indebita dei fondi del partito. Rutelli ai magistrati ha ribadito ‘l’assoluta determinazione dei dirigenti della Margherita a recuperare tutto il maltolto e destinarlo a finalità pubbliche di interesse generale: la villa di Genzano, in particolare, per ospitare attività sociali per persone svantaggiate, affidandole a un ente pubblico‘, sostenendo che Lusi utilizzava i soldi dei rimborsi elettorali esclusivamente per il suo tornaconto. Secondo il leader di Api ‘le sottrazioni indebite venivano nascoste dietro registrazioni di costi fittizi e con varie operazioni fraudolente‘, e Lusi avrebbe agito ‘a totale insaputa del gruppo dirigente e con modalità accuratamente nascoste rispetto alla contabilità ufficiale‘. Presto verranno ascoltati dalla Procura altri dirigenti del partito come Enzo Bianco e Gianpiero Bocci, i quali hanno lavorato lungamente e in stretta collaborazione con Lusi, e che respingono con decisione qualsiasi ipotesi ‘spartitoria’ dei fondi, come avanzato dall’ex tesoriere.

29 Marzo 2012: Fondi spartiti tra popolari e rutelliani

Continuano ad essere rilasciati sui giornali stralci delle dichiarazioni di Luigi Lusi messe a verbale ieri con i pm: emerge che il patto per la spartizione dei fondi della Margherita assegnava ‘il 60 per cento ai Popolari e il 40 per cento ai rutelliani‘, con il tesoriere a fare da garante per ‘mettere al sicuro i rimborsi elettorali‘, circa 220 milioni di euro. Dichiara Lusi ai magistrati romani: ‘Dal 2009 ho annotato le uscite perché i Popolari non sapevano quanto prendeva Francesco Rutelli, che ritengo nel tempo abbia avuto qualcosa in più per la nostra vicinanza politica e perché era presidente del partito‘. Lusi sostiene anche che era stato consigliato da alcuni vertici della Margherita circa l’investimento dei soldi negli immobili che ora l’ex tesoriere si dice pronto a restituire. Ma i nomi non li fa perché ‘tanto non confermerebbero‘. Infine gli altri soldi prelevati a titolo personale, circa 700mila euro, sarebbero stati utilizzati da Lusi come prestiti a parenti, di cui ‘100mila euro a mio fratello Angelo e 120mila a mio nipote‘.

28 Marzo 2012: Luigi Lusi parla ai magistrati

Luigi Lusi insiste nella sua versione dei fatti, e ai pm di Roma che lo hanno interrogato per sei ore, l’ex tesoriere della Margherita afferma che ‘i vertici del partito sapevano tutto‘. Prima dell’interrogatorio davanti ai magistrati, Lusi aveva confermato ai cronisti che l’intervista mandata in onda dal programma Servizio Pubblico di Michele Santoro era stata fatta a sua insaputa, ed ha negato di essere stato lui a fornire la documentazione al settimanale L’Espresso, come aveva sostenuto Francesco Rutelli. Dopo l’interrogatorio, i legali di Lusi si dicono soddisfatti per il chiarimento circa tutto il quadro probatorio. Ricordiamo che l’ex tesoriere è indagato per appropriazione indebita e per concorso in intestazione fittizia di beni.

Lusi: C’era un accordo per spartirsi i soldi

Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate da Lusi ai magistrati romani: ‘C’è stato un accordo per spartirsi i soldi tra alcuni esponenti del partito, i vertici della Margherita lo sapevano. Sono stato una sorta di garante, mi sono accollato anche le spese di altri‘. Lusi avrebbe poi messo a verbale un’altra frase che aveva dichiarato precedentemente ai cronisti che lo avevano intervistato, ovvero che qualcun altro avrebbe usato le carte di credito utilizzate per viaggi, pranzi ed altre folli spese finite nel dossier dei magistrati.

La Margherita respinge ancora una volta le insinuazioni di Lusi attraverso il legale Titta Madia: ‘Ritengo del tutto illogico che i leader sapessero e approvassero le ruberie ai loro danni‘. Ai magistrati spetterà ora il compito di confermare la veridicità delle affermazioni dell’ex tesoriere secondo cui c’è stata una condivisione delle responsabilità con altri appartenenti al partito nella spartizione illecita dei fondi.

19 Marzo 2012: Rutelli attacca l’Espresso e litiga con Lucia Annunziata

In una conferenza stampa Francesco Rutelli ha risposto alle durissime accuse nei suoi confronti circa il suo coinvolgimento nel caso Lusi. ‘Su di me avete scritto una manica di cazzate!‘, ha sbottato il leader di Api contro i giornalisti de L’Espresso che per primi hanno rivelato i bonifici per un totale di 886mila euro destinati alla fondazione presieduta da Rutelli, affermando che si trattava di versamenti regolari, ed accusando Lusi di essere la mente dietro l’articolo per depistare le indagini. ‘Le cifre erogate, come per tutte le altre associazioni, fondazioni, istituti, scuole di formazione, figurano nella contabilità e nei bilanci approvati‘, spiega Rutelli, che parla anche di intrusione illecita nei dati bancari dietro l’articolo pubblicato. Un Rutelli indignato, che afferma che il suo nuovo partito, l’Api, non ha ricevuto nemmeno un euro da Lusi, e che per tutto questo fango intorno a lui ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma.

Rutelli litiga con Lucia Annunziata a In Mezz’ora

Durante la puntata andata in onda domenica di In Mezz’ora, c’è stato un ruvido confronto sul caso Lusi tra Francesco Rutelli e la conduttrice Lucia Annunziata. Il leader di Api ha ribadito: ‘C’è qualcosa che ho preso io? No, neanche un centesimo. Ho chiarito, mo’ basta‘. E di fronte la pressing della giornalista sbotta: ‘Ma li do, ancora insiste? Non li ricevo, li do, l’ho querelato, vuol farsi querelare anche lei? Ma mi ascolta o segue una sua scaletta e ripete le domande che aveva programmato? Ho finanziato, io, personalmente, di tasca mia e ancora mi rompete le palle? Basta‘.

Ecco il video del litigio tra Francesco Rutelli e Lucia Annunziata

15 Marzo 2012: 886mila euro alla fondazione di Rutelli

Il settimanale L’Espresso pubblica la notizia che Luigi Lusi avrebbe versato, dal novembre 2009 al luglio 2011, ben 866mila euro al Centro per il futuro sostenibile, la fondazione creata dal leader della Margherita Francesco Rutelli. Il primo bonifico bancario è del 13 novembre 2009, un momento cruciale della vita politica di Rutelli, proprio a cavallo dell’abbandono del Pd e della nascita dell’Api insieme a Bruno Tabacci. Tutti i versamenti di cui parla L’Espresso sono inferiori alla soglia dei 150 mila euro, cifra oltre la quale, per statuto del partito, il tesoriere avrebbe avuto bisogno anche della firma del Presidente del Comitato Federale di Tesoreria, carica ricoperta da Giampiero Bocci. Torna prepotente la domanda: possibile che nessuno dei leader del partito conoscesse i movimenti di denaro fatti da Lusi, soprattutto quelli destinati ad una fondazione creata da Rutelli stesso? A che titolo questi soldi sono finiti nel Cfs? Si tratta di contributi legittimi? Non ci sono certezze a queste domande, ma è ovvio che qualcuno dovrà risponderne, anche a costo ‘che cada il centrosinistra‘.

Intanto Francesco Rutelli replica indignato alle rivelazioni del settimanale: ‘Inqualificabile l’accusa di finanziamento occulto ad Api: le informazioni, quelle vere e quelle false, sono state certamente fornite dall’ex tesoriere Lusi, come parte della sua azione di inquinamento del procedimento penale in corso contro di lui, già sanzionata dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Roma. I magistrati hanno definito precedenti articoli, assai verosimilmente ispirati dallo stesso indagato, ‘segnali preoccupanti’, poiché contengono circostanze che non emergono dagli atti e dai documenti acquisiti al fascicolo processuale e che, qualora veritiere, sarebbero probabilmente note al solo Lusi‘. Dunque, conclude la nota diramata dall’ufficio stampa di Rutelli, ‘L’Espresso sapeva di rendersi strumento di una condotta di inquinamento e depistaggio dell’indagine e del tentativo, vano, di intimidazione delle persone offese‘.

13 Marzo 2012: la Margherita chiede 10 milioni di euro di danni

Gli ex dirigenti della Margherita, il partito fondato da Rutelli, hanno deciso di intentare un causa civile nei confronti dell’ex tesoriere Luigi Lusi con una richiesta di risarcimento per danni da diffamazione tra i 5 e i 10 milioni di euro. Ciò che non è andato giù ai dirigenti del partito è stata l’intervista rilasciata da Lusi al programma di Santoro ‘Servizio Pubblico‘, in cui l’ex tesoriere ha coinvolto anche i vertici diellini. ‘Eseguivo ciò che mi veniva detto‘, aveva dichiarato Lusi nell’intervista. Gli avvocati della Margherita Alessandro Diddi e Titta Madia non hanno rivelato l’esatta quantificazione del danno perché la loro intenzione è quella di lasciare un certo margine di discrezionalità al giudice che dovrà pronunciarsi sul caso.

11 Marzo 2012: viaggi e spese folli con i soldi del partito

Londra, New York, Malaga, Birmingham, Parigi, Venezia: l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi avrebbe fatto la vita del nababbo perennemente in giro per il mondo, e tutto con i soldi del partito: in risposta alle accuse sulle responsabilità degli ex compagni di partito nello sperpero del denaro pubblico, Rutelli e soci hanno ribattuto con le anticipazioni delle conclusioni sulla perizia riguardo i conti gestiti da Lusi: tra il 2007 e il 2011 l’allora tesoriere ha prelevato 11 milioni attraverso contanti e di assegni di piccola e media entità, in cui emerge ‘la vocazione predatoria e la spregiudicatezza‘ del senatore, che ora rischia di essere indagato non soltanto per appropriazione indebita, ma anche per trasferimento fraudolento di beni provento di reato, che prevede fino a 12 anni di reclusione.

Viaggi in alberghi di extra lusso, conti record ai ristoranti più rinomati ed altre spese pazze: Lusi e famiglia avrebbero fatto la vita dei gran signori, stando a quanto emerge dalla perizia, con i soldi dei rimborsi elettorali destinati al partito, soldi sui gravano ancora molte incognite: degli 80 milioni di euro ricevuti dal partito, 24 ne avrebbe utilizzati Lusi a titolo personale, mentre 20 sono presenti in cassa. All’appello ne mancano ancora 36.

9 Marzo 2012: Nuovi sequestri di beni da parte della Finanza

C’è del marcio nel centrosinistra? A sentire Lusi sembra proprio di sì: “Questa partita è molto più grande, questa partita fa saltare il centrosinistra. E quando su di me uscirà fuori ulteriore merda che servirà a screditarmi definitivamente non ci sarà più una domanda da porsi”. E ancora: “Io ho gestito 214 milioni di euro, ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7 poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181. Li abbiamo usati tutti per pagare il personale e i telefonini?”.
La domanda fondamentale se la pone lo stesso Lusi: “Perchè i revisori dei conti e il comitato di tesoreria hanno sempre fatto relazioni positive sui miei bilanci? È evidente che andavano bene altre cose, no?”.

Intanto c’è un nuovo provvedimento di sequestro preventivo ai danni dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi: la Guardia di Finanza ha messo i sigilli a cinque appartamenti di Capistrello, in provincia dell’Aquila, e a una villa ad Ariccia, nei pressi di Roma, data in usufrutto alla nipote, insieme ad altri due milioni di euro individuati dagli inquirenti su conti aperti presso Allianz Bank. Questo nuovo sequestro, che si va aggiungere ai precedenti, si è reso necessario, fanno sapere i magistrati, per l’alto rischio di un inquinamento probatorio.

Il provvedimento non prende di mira solo l’ex tesoriere: indagati anche la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, per aver ricevuto dal marito assegni per oltre 3 milioni di euro, oltre che per ricettazione e concorso in riciclaggio assieme al fratello Francesco Giuseppe Petricone a cui, a sua volta, avrebbe girato un milione e 601mila euro tramite la società di diritto canadese ‘Luigia Ltd’, da lui amministrata: per questa intricata vicenda si configura nei confronti di Lusi, della moglie del cognato il reato di trasferimento fraudolento di beni. Per quanto riguarda la nipote acquisita dell’ex tesoriere della Margherita, Micol D’Andrea, è stata avviata un’indagine per impiego di denaro di provenienza illecita e di concorso, con lo stesso Lusi, di trasferimento fraudolento di beni, per aver assunto la titolarità dell’usufrutto della villa di Ariccia.

20 Febbraio 2012: I pm indagano su altri 20 milioni

Il caso Lusi si allarga sempre di più: i pm stanno concentrando le loro indagini su altri 20 milioni di euro oltre ai 13 già oggetto dell’inchiesta: stando a quanto accertato dai magistrati, dei circa 60 milioni transitati nei due conti correnti della Margherita tra il 2007 e la fine del 2011, oltre 20 avrebbero destinatari al momento non identificati, e per questo motivo gli inquirenti vogliono andare a fondo per capire se altre somme siano state indebitamente sottratte dall’ex tesoriere del partito, o se parte dei fondi siano state destinate a soggetti non previsti dallo statuto del partito.

18 Febbraio 2012: Sequestrate le quote societarie

Il gip Simonetta D’Alessandro ha accolto la richiesta della Procura di Roma di sequestrare le quote delle società che fanno capo al senatore Luigi Lusi, la TTT srl e la Paradiso Immobiliare: il provvedimento adottato è la diretta conseguenza del fallimento della trattativa tra Lusi e i vertici della Margherita per la restituzione dei 13 milioni di euro sottratti al partito da tesoriere. Lusi è così impossibilitato a vendere gli immobili a lui intestati, l’appartamento di via Monserrato a Roma, la villa di Genzano, e il terzo immobile scoperto la settimana scorsa dagli investigatori. Nei prossimi giorni gli inquirenti ascolteranno altri testimoni che possano fornire particolari utili riguardanti le numerose e complesse movimentazioni finanziarie della Margherita, nel periodo che va dal 2007 alla fine del 2011.

10 Febbraio 2012: Spunta un terzo immobile

Spunta un terzo immobile nell’affare Lusi, dopo quello a via di Monserrato e la tenuta seicentesca di Genzano: ancora una villa dal valore di 2 milioni di euro di cui risulta proprietaria la ‘Immobiliare Paradiso’, società controllata dalla TTT, srl attraverso cui Lusi ha sottratto i 13 milioni e 600 mila euro dalle casse del partito. La Finanza sta adesso verificando se il denaro utilizzato per l’acquisto di questo nuovo immobile provengano per intero, o solo in parte, dalla cifra prelevata dal conto della Margherita e convogliata appunto sulla TTT.

8 Febbraio 2012: Guardia di Finanza irrompe al Senato

È destinata a lasciare strascichi polemici l’irruzione della Guardia di Finanza ieri in Senato, presso la sede del Bnl, a caccia di libri contabili, ma le Fiamme Gialle sono state bloccate dalla vigilanza perché privi dell’autorizzazione della presidenza di Palazzo Madama per accedere agli ambienti. La Procura di Roma ha diramato un comunicato in cui afferma di non aver ‘formulato alcuna richiesta di esecuzione del provvedimento al presidente del Senato perché non ha mai disposto l’acquisizione dei conti presso la filiale Bnl interna a Palazzo Madama. La Procura della Repubblica ha disposto l’acquisizione di documentazione bancaria presso la Bnl relativa al conto corrente intestato a ‘Democrazia è libertà‘. Appresa la notizia dei finanzieri a Palazzo Madama, il Presidente Schifani ha chiesto un parere alla Giunta per le immunità su una situazione che non ha precedenti.

Lusi si dimette da tutti gli incarichi

Mentre i finanzieri irrompevano a Palazzo Madama, Luigi Lusi si faceva ricevere dal Presidente Schifani, a cui rassegnava le proprie dimissioni irrevocabili da componente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Ai cronisti Lusi ha spiegato: ‘Ho fatto un patto con i magistrati per non dire nulla. So di uscirne a pezzi e che i tempi mediatici mi ammazzano, ma io voglio rispettare questo patto. Provo un grande fastidio per il fatto che mi vengano attribuite delle frasi e delle cose che non ho mai detto o mai fatto. Io non ho ammesso
nulla, non ho detto nulla. Voglio aspettare che emerga la verità
‘. Lusi lascia intendere di essersi assunto la propria responsabilità e che ora tocca ad altri, e intanto avrebbe offerto in pegno ai legali della Margherita le quote della società TTT, proprietaria dell’appartamento di via Monserrato a Roma, e la villa di Genzano.

7 Febbraio 2012: Lusi espulso dal Pd

Dopo l’espulsione dal gruppo parlamentare al Senato, per Luigi Lusi arriva anche l’espulsione ufficiale dal Partito Democratico per una ‘non compatibilità‘ con lo statuto del partito: ‘Sono emerse gravi responsabilità non contestate, ma anzi assunte da Lusi stesso, che hanno causato un grave danno al Pd e che comportano incompatibilità con la sua permanenza nel Pd. La decisione è stata assunta all’unanimità. L’espulsione non è appellabile perchè non c’è un grado sopra la commissione di garanzia‘, ha dichiarato il presidente della commissione di garanzia del Partito Democratico Luigi Berlinguer. Un verdetto fortemente contestato dallo stesso Lusi, il quale afferma che ‘i processi si fanno nelle aule giudiziarie, non con dichiarazioni alla stampa e riunioni clandestine. Continuo ad avere fiducia nei magistrati‘. Lo statuto del Pd prevede l’espulsione degli iscritti solo dopo la condanna in terzo grado, ma il fatto che Lusi stia patteggiando la pena è stata interpretata dai vertici come un’ammissione di colpevolezza

Revisori della Margherita: artifici contabili dal 2007

Intanto il professor Gaetano Troina, uno degli esperti che faceva parte del gruppo di revisori della Margherita, ha riportato quanto dichiarato ai pm che hanno interrogato lui e gli altri membri: ‘Abbiamo portato dei documenti: abbiamo sottolineato che per noi le cose che non vanno sono cominciate a partire dal 2007. Siamo saltati sulla sedia, perché abbiamo capito di esser stati tratti in inganno. Anche se va tenuto presente che non abbiamo le funzioni ispettive di un collegio dei sindaci di una società. Il nostro ruolo di revisori si sostanziava nel controllo della destinazione dei contributi per i rimborsi elettorali, non potevamo vedere le spese conclusive‘.

3 Febbraio 2012: L’inchiesta si allarga

Quella che poteva sembrare una slavina, rischia ora di trasformarsi in una valanga: il caso Lusi, l’inchiesta sui 13 milioni di euro sottratti al partito dall’allora tesoriere della Margherita, potrebbe allargarsi ad altri nomi eccellenti, giacché il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci hanno fissato un calendario di interrogatori che coinvolgerà tutti i vertici del partito guidato da Francesco Rutelli. Due gli interrogativi a cui pm cercando di dare risposta: il senatore Lusi ha altri conti o società intestate all’estero? Ci sono stati altri prelievi alle casse della Margherita? La fretta con cui il senatore vuole chiudere la vicenda insospettisce i magistrati, convinti che in questo modo Lusi voglia coprire altri

Intorno a Lusi infatti, si sono registrati negli ultimi due anni almeno due movimenti di denaro ‘sospetti’, entrambi grazie allo scudo fiscale istituito dal ministro Tremonti con il governo Berlusconi, un rientro di capitali dall’estero intestati a sua moglie. Ma il legale di Lusi spiega: ‘Due vicende che non hanno niente a che vedere con Lusi e con questa storia, né con i soldi della Margherita. E comunque, si possono fare tutti gli accertamenti del caso: io personalmente ho chiesto a Lusi se ha altre disponibilità all’estero e la risposta è stata no‘.

I magistrati hanno intenzione di andare fino in fondo, e i loro legittimi sospetti si concentrano sui meccanismi di controllo della Margherita, il presidente del Comitato di tesoreria Giuseppe Bocci e il collegio dei revisori dei conti, formato da Giovanni Castellani, Mauro Cicchelli e Gaetano Troina. E quella domanda, che si fissa come un tarlo nella mente: possibile che nessuno si sia accorto di nulla?

Commenti (1)

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Carolus
Carolus 24 June 2012, 11:42
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Bravo Lusi ! completa l’elenco dei beneficiari, stiamo aspettando solo di conoscerli per cancellarli dalla lista dei “sinceri democratici”.

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