Liste d’attesa in sanità: scatta il Piano Nazionale per le urgenze

Il problema dei tempi biblici della sanità pubblica, delle liste d’attesa per poter effettuare una visita negli ospedali italiani, è un tema molto sentito dalla cittadinanza, tanto da essere stato varato lo scorso novembre un piano nazionale per il controllo delle liste di attesa per visite mediche e prestazioni diagnostiche, che finora però era entrato in vigore solo in alcune Regioni: dalla prossima settimana il piano scatterà in tutto il paese, e le Regioni inadempienti si dovranno necessariamente adeguare, altrimenti non è da escludere un intervento del Ministero della Salute.
Questo piano nazionale fortemente voluto dal Ministro Fazio prevede quattro classi di priorità definite da un accordo Stato-Regioni: quelle urgenti per le quali si prevede un tempo massimo di attesa di 72 ore, quelle indifferibili da erogare entro 10 giorni; le visite mediche differibili entro 30 giorni, e infine gli accertamenti diagnostici differibili entro 60 giorni. Secondo un’indagine, finora solo dieci Regioni avevano attuato il piano, ovvero Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Bolzano, mentre Marche e Basilicata sono quasi pronte ad iniziare: tutte le altre hanno ancora una settimana per mettersi in regola.
Walter Locatelli, vice presidente della Fiaso, l’associazione delle aziende sanitarie ospedaliere, afferma che ‘il problema delle liste di attesa è legato alla domanda inappropriata di visite e esami diagnostici: una cosa comunque è la risposta all’urgenza e all’emergenza, un’altra è garantire le priorità. Per questo è importante effettuare un lavoro coordinato con controlli sull’appropriatezza per il miglior utilizzo dell’offerta, il coinvolgimento dei cittadini e il sistema dei call center regionali. Tutti punti presi in considerazione nella Regione dove opero, la Lombardia, che stanno dando buoni risultati‘. Il piano prevede corsie preferenziali e assoluta priorità per le grandi patologie come tumori e malattie cardiovascolari, ma sono state definite anche 58 prestazioni ospedaliere con più rischi di attesa. Un ruolo centrale è dato inoltre ai Centri di prenotazione per la raccolta dati e al monitoraggio attraverso siti web, affinché i cittadini possano valutare nella massima trasparenza la situazione. Tempi biblici addio? Non resta che attendere gli effetti del piano su tutto il territorio nazionale per conoscere la risposta.
lun 01/08/2011 da Giulio Ragni in liste d'attesa, ministero della Salute, Ospedali.














