Invasione di blatte a Napoli: eccesso di allarmismo?

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Invasione di blatte a Napoli: si rischia la diffusione di malattie e infezioni

Vera emergenza o il solito sensazionalismo per vendere qualche copia di giornale in più? Napoli si interroga dopo la diffusione della notizia in tutto il mondo dell’invasione di blatte nella città, con esperti che predicavano rischi epidemie ed infezioni. Eppure basta fare una passeggiata in città per rendersi conto che si, forse ci si può imbattere anche in una blatta, ma da qui a parlare di un’invasione stile Armata Rossa è un tantino esagerato. Se ne sono accorti anche i turisti, che hanno continuato tranquillamente a scegliere Napoli come meta delle vacanze, a dispetto dei titoli urlati del quotidiano francese Le Monde, e dei servizi di telegiornale con le immagini di repertorio sui rifiuti. L’amministrazione comunale è furiosa e annuncia querele contro chi ha voluto montare un caso dove non c’era: il problema delle blatte è comune a molte città a causa delle alte temperature, e una reale diffusione di malattie è molto difficile. Ma chissà perché l’emergenza esiste solo a Napoli: l’abitudine di considerarla ‘na carta sporca è dura a morire.

GR

Invasione di blatte a Napoli

Spuntano da ogni dove, soprattutto dai condotti delle fognature, puntuali come ogni anno, nella stagione estiva. Immortali perché resistenti a qualsiasi tipo di disinfettante, talvolta lunghe anche un dito. Oltre a essere fastidiose e brutte da guardare sarebbero un danno per la salute, in quanto le blatte rosse che stanno invadendo le zone di Napoli, sarebbero portatrici di malattie gravi come il tifo e l’epatite A, stando a quanto affermano gli esperti intervenuti nel caso.

Intasate le linee telefoniche per le chiamate e le segnalazioni all’Asl, che negli ultimi giorni stanno tenendo sotto assedio i centralini.

È un’invasione vera e propria, come in un film ma è tutto reale. Stando a quanto dichiarato dalla docente di Igiene dell’Università Federico II, Maria Triassi, basterebbe poco per far si che questi odiosi animaletti spariscano dalla città.
Ovviamente cerca di eliminarle adesso sarebbe un’impresa difficili e impossibile, bisognerebbe piuttosto risolvere con una corretta manutenzione dei tombini tutto l’anno distruggendo le uova nel periodo in cui vengono deposte, ovvero a settembre. Un operazione di disinfestazione che andrebbe eseguito ogni anno ma che ancora non viene effettuato.
Per correre ai ripari sull’invasione delle blatte a Napoli, l’Asl ha attivato un piano di interventi con un calendario prefissato e consultabile sul sito del comune.

Gli interventi dureranno fino alla fine di agosto e verranno eseguito negli orari notturni. Ulteriori iniziative saranno oggetto dell’incontro tra le autorità competenti previsto per lunedì mattina, in vista della forte ondata di caldo prevista per la settimana entrante.

Ma da dove arriva la blatta rossa?

Sembrerebbe che questo fastidiosissimo insetto sia stato importato attraverso i traghetti che provengono dalle isole Eolie e che per natura, hanno soppiantato i vecchi e più fragili scarafaggi che vivevano a Napoli. Una sorta di “colonizzazione animale” durata 4 o 5 anni, in cui il più forte, per natura, ha avuto la meglio.

La proliferazione delle blatte è iniziata proprio in prossimità del porto di Napoli e solo negli ultimi tempi, utilizzando i condotti fognari, gli insetti hanno raggiunto le zone collinari del Napoletano. E proprio per il fatto di vivere e nutrirsi nelle fogne, li rende più pericolosi, in quanto aumentano il rischio di infezioni e malattie, le note oro-fecali, con conseguenze piuttosto gravi.

L’unico modo per evitare di avere i quartieri invasi è quello di mantenere le zone continuamente disinfestate e sempre pulite.

Foto di JackJack Adler

gio 13/07/2012 da Luigi Putrino in Insetti, napoli, scarafaggi.

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luca
luca 16 July 2012, 14:30

Nulla di sorprendente, la solita disinformazione di stampo nordista stile “noi ce l’abbiam più duro”. A parte il fatto che parlare di invasione è decisamente irreale e sproporzionato, si è anche scelto di omettere la campagna di deblattizzazione già operativa sul territorio.

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