Francesco Schettino, intervista in tv: ‘L’allarme in ritardo era voluto, io sono una vittima’

La sua prima intervista da uomo libero è già un caso mediatico: Francesco Schettino, il discusso capitano della nave Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio, racconta la sua verità alla trasmissione televisiva Quinta Colonna, in onda su Canale 5, affermando di essere una vittima degli attacchi dei media, e che gli ordini dell’ufficiale della Guardia costiera Gregorio De Falco, il quale gli intimò di risalire a bordo della nave che stava affondando, erano impossibili da eseguire. Inoltre Schettino ha sminuito anche il suo rapporto con la ragazza moldava Domnica Cemortan, affermando che tra loro c’è solo amicizia, e che non era nella plancia di comando al momento della tragedia.
Riguardo il ritardo nel dare l’allarme, Schettino afferma che ‘quella decisione è stata giusta. Perché io per far evacuare la nave l’avrei dovuta fermare. È da stupidi fermare un evento favorevole che si stava verificando e che la nave stava andando a scarrocciare verso terra, quindi sarebbe stato lì un’imprudenza far fermare la nave. Se si ribaltava lì purtroppo non so quante vittime ci sarebbero state, sicuramente trovandoci su un fondale più basso ha fatto meno vittime‘. Il comandante afferma di aver commesso un incidente nautico ma non un crimine, anche se sente sulla coscienza le 32 vittime del naufragio: ma lui, in quel maledetto giorno di gennaio, è convinto di aver ‘fatto delle scelte da comandante, io mi sento sempre un comandante, certamente. Voglio che emerga la verità, qualunque questa sia‘.
GR
Francesco Schettino è libero
Francesco Schettino non è più agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il gip di Grosseto Valeria Montesarchio che ha revocato i domiciliari al comandante della Costa Concordia. Ora Schettino avrà solo l‘obbligo di dimora a Meta di Sorrento, come rende noto il suo legale, l’avvocato Bruno Leporatti, Il comandante della nave naufragata all’isola del Giglio era stato arrestato dopo il disastro dello scorso 13 gennaio. In questi mesi i suoi difensori avevano inoltrato numerose richieste perché fosse rimesso in libertà, ma erano sempre state respinte.
Francesco Schettino era agli arresti domiciliari dal 17 gennaio 2012, quattro giorni dopo la tragedia che costò la vita a 32 persone. La decisione è stata presa con parere favorevole della Procura, come ha spiegato Francesco Verusio.
“I termini stavano scadendo e questa mi sembra una misura idonea”, ha dichiarato il procuratore che ha dato il suo assenso a una misura alternativa che permette alle “forze dell’ordine di sottoporre a un adeguato controllo la condotta dell’indagato” e tiene in considerazione le “esigenze relative alle indagini in corso”.
Schettino dovrà così soggiornare obbligatoriamente a Meta di Sorrento, suo paese natale, in attesa della prossima fase del processo: il 21 luglio si terrà la seconda udienza dell’incidente probatorio sulla scatola nera.
Francesco Schettino torna così alla ribalta dei media: dopo la tragedia della Costa e il suo naufragio, le telefonate con la capitaneria che fecero il giro del mondo e quel costume di Carnevale a lui dedicato, il comandante della Costa Concordia era però già finito nell’occhio del ciclone quando era andata a casa della sorella a festeggiare la Pasqua, lasciando così la sua dimora, come richiesto dai domiciliari.
Vari i reati imputati al comandante. I capi di accusa sono naufragio, disastro, inerzia e omicidio colposo plurimo, abbandono della nave, perché non avrebbe rispettato il codice di navigazione e non avrebbe assistito a dovere i passeggeri nelle operazioni di soccorso, oltre all’ultimo aggiunto di distruzione di habitat in sito protetto.
Ora il comandante potrà uscire dalla sua abitazione, ma solo per percorrere le strade di Meta di Sorrento, in attesa che continui il lungo iter processuale per il disastro della Concordia al Giglio.
sab 11/07/2012 da LorenaCacace in Francesco Schettino, naufragio Costa Concordia.
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