Eternit ultimissime: Schimdheiny ricorre in appello contro la sentenza di primo grado

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L’industriale svizzero Stephan Schmidheiny ha presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino sul caso Eternit. Schmidheiny, così come il barone belga Louis de Cartier, era stato condannato alla pena di 16 anni di carcere e a numerosi milionari risarcimenti per i reati di disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele anti-infortuni. Inoltre, il magnate svizzero avrebbe anche richiesto la sospensiva per il pagamento delle provvisionali esecutive all’Inail e a Medicina Democratica, rispettivamente di 15 milioni di euro e e di 70 mila euro. Per ora, invece, non risulta che i difensori dell’imputato abbiano richiesto la stessa sospensiva sulle provvisionali assegnate alle parti civili. Qualche giorno fa, l’11 luglio, anche il barone belga De Cartier aveva presentato ricorso in appello. L’avvocato Cesare Zaccone, che fa parte del suo collegio difensivo, spiega che l’imputato chiederà ‘alla Corte d’appello la revisione totale della sentenza di primo grado‘. Insomma, lo storico processo Eternit sembra non essere ancora definitivamente chiuso.
GP
5 giugno 2012 – Schimdheiny invitato a Rio come esperto ambientalista
Sedici anni di carcere e pagamento di provvisionali milionarie nei confronti delle parti civili per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure di sicurezza nell’ambiente di lavoro: una condanna esemplare quella inferta il 13 febbraio scorso al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, imputato al processo Eternit di Torino con l’altro ex vertice della multinazionale dell’amianto, il barone belga De Cartier. Eppure, la notizia diffusa ieri sera è di quelle da schiaffo morale: Schmidheiny è stato invitato a Rio De Janeiro come esperto alla Conferenza Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo. Un controsenso assurdo, che ha provocato reazioni di rabbia e sconforto profondo, specialmente a Casale Monferrato, la città italiana più pesantemente marchiata dai lutti e dalle tragedie a causa delle malattie provocate dall’amianto. Ciò che fa male è considerare come questo invito ignori la condanna a Schmidheiny che lo qualifica, a dispetto dell’apparenza che il magnate si era costruito in questi anni di filantropo ed ambientalista, in maniera diametralmente opposta: la sua Eternit, infatti, ha causato migliaia di morti e immani danni all’ambiente, e l’ha fatto in maniera consapevole, in nome del guadagno.
Ora si pensa alle contromisure: la proposta è quella della promozione di un tam-tam internazionale tra i sindacati di livello europeo, affiancando un appello che coinvolga tutte le associazioni mondiali delle vittime d’amianto. Angelo Muzio, tra i membri della delegazione italiana del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, annuncia l’intenzione di presentare ‘una proposta di mozione che inviti il Consiglio d’Europa ad assumere una posizione circa la presenza dello svizzero a Rio‘.
25 maggio 2012 – La Procura di Torino al lavoro per il processo ‘Eternit-bis’
Non si fermano le indagini della Procura di Torino riguardo la strage provocata dalla multinazionale Eternit: gli inquirenti sono al lavoro in vista dell’apertura di un nuovo processo, il cosiddetto ‘Eternit-bis‘, al quale, data la mole di informazioni e purtroppo di vittime, con tutta probabilità potrebbero seguire anche ‘Eternit-ter‘, ‘Eternit-quater‘ e così via. A Casale Monferrato, cittadina piemontese drammaticamente colpita in quanto sede dello stabilimento Eternit più importante della penisola, i carabinieri stanno raccogliendo i dati di persone uccise dall’amianto anche prima degli anni Novanta: l’accusa che potrebbe essere mossa agli ex vertici della multinazionale è l’omicidio volontario con l’aggravante del dolo, reato per il quale la prescrizione cade dopo trent’anni: questo potrebbe permettere il recupero di tanti casi che non si erano nemmeno costituiti.
In più la documentazione ricchissima e l’articolatissimo testo delle motivazioni della sentenza potrebbero avere validità non solo in Italia ma anche all’estero, dal momento che l’Eternit aveva stabilimenti in altri Paesi europei, stabilimenti condotti pressoché secondo le stesse dinamiche.
24 maggio 2012 – De Cartier ed Etex si rifiutano di pagare le provvisionali alle parti civili
Si è appresa oggi, dieci giorni dopo la deposizione delle motivazioni della sentenza Eternit, la notizia secondo la quale il barone e magnate belga Louis De Cartier, uno dei due imputati dichiarati colpevoli al processo in quanto proprietario insieme allo svizzero Stephan Schmidheiny della multinazionale dell’amianto, si rifiuta di pagare le provvisionali stabilite dal Tribunale di Torino in favore delle parti civili (circa cento milioni di euro in totale, la maggior parte dei quali dovrebbero essere corrisposti appunto da De Cartier). La notizia è stata resa nota da ambienti vicini al Palazzo di Giustizia. Secondo la prassi del Tribunale di Torino, il pagamento delle provvisionali (in pratica acconti sui risarcimenti veri e propri) viene effettuato dopo che vengono presentate le motivazioni della sentenza. Ma il belga e la società Etex, riconducibile all’Eternit, non hanno intenzione di rispettare quanto imposto dal giudice. L’avvocato Sergio Bonetto, uno dei legali delle parti civili, ha rimarcato come da parte degli imputati ci sia stato da subito un ‘disprezzo assoluto sia per la vicenda in sé che per le decisioni dei tribunali italiani. Durante il processo non hanno dato notizie. Adesso cercano di sottrarsi all’esecuzione della sentenza‘.
14 maggio 2012 – Depositate le motivazioni della sentenza di condanna contro Schmidheiny e De Cartier
Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza con la quale, il 13 febbraio scorso, il giudice Giuseppe Casalbore ha condannato Schmidheiny e De Cartier, i due ex vertici della multinazionale Eternit imputati per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure di sicurezza sul lavoro a sedici anni di carcere ciascuno. Nel documento di oltre 700 pagine viene spiegato come sia emerso dalle testimonianze il fatto che oi vertici dell’azienda fossero bene a conoscenza della pericolosità della lavorazione dell’amianto; nonostante questo però ‘hanno continuato e non si sono fermati né hanno ritenuto di dover modificare radicalmente e strutturalmente la situazione al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e di limitare per quanto possibile l’inquinamento‘, cercando ‘di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi‘; la gravità dei reati imputati ai due magnati ‘risulta addirittura accresciuta se si passa a valutare l’intensità del dolo che ha costantemente accompagnato la condotta criminosa posta in essere dagli imputati nel corso degli anni di rispettiva gestione della società Eternit‘. Per questi motivi il giudice non ha ritenuto di concedere ‘alcuna attenuante‘.
26 aprile 2012 – Balduzzi striglia l’Europa: sbarazzarsi dell’amianto è una priorità

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Il Ministro della Salute Renato Balduzzi sta confermando l’impegno che aveva preso perché la questione amianto diventasse un caso di rilevanza nazionale e internazionale: il Ministro ha infatti incontrato martedì in Danimarca il Commissario europeo alla Salute John Dalli, nell’ambito del Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Unione europea. Balduzzi ha illustrato la situazione dell’Italia, chiedendo che la Ue consideri tra le sue priorità il problema delle malattie asbesto-correlate; la proposta è quella dell’istituzione di una rete di centri di eccellenza per la ricerca su questi mali, al momento incurabili, nell’ambito della attuazione della direttiva europea sull’assistenza sanitaria transfrontaliera. Dalli ha chiesto all’Italia la formalizzazione di questa richiesta, impegnandosi a portarla poi all’attenzione della Commissione e degli Stati membri. Durante il Consiglio informale Balduzzi ha parlato anche con il Ministro della Salute di Malta, Joseph Cassar, della Repubblica Serba, Zoran Stankovic, e con il Delegato regionale per l’Europa dell’Oms, Zsuzsanna Jakab.
13 febbraio 2012 – Processo Eternit: Schmidheiny e De Cartier condannati a 16 anni di carcere

La Corte presieduta da Giuseppe Casalbore ha condannato Stephan Schmideheiny e Louis De Cartier, i due imputati nel processo Eternit, alla pena di 16 anni di carcere per il reato di disastro doloso in relazione ai fatti commessi a Casale Monferrato e Cavagnolo. Per quanto riguarda i fatti relativi a Rubiera e Bagnoli, il reato è invece caduto in prescrizione. Alla lettura della sentenza dall’aula si sono levate grida e lacrime da parte dei famigliari delle vittime.
I risarcimenti
I due imputati dovranno anche risarcire, oltre alle spese processuali, le moltissime parti civili che si erano costituite nel processo. De Cartier dovrà risarcire con 4 milioni di euro il Comune di Cavagnolo. L’altro imputato Schmidheiny era giunto ad una transazione con il Comune per la cifra di due milioni di euro. Il comune di Casale Monferrato sarà risarcito con 25 milioni di euro. Ricordiamo che l’imputato Schmidheiny aveva offerto al Comune di Casale 18 milioni di euro in cambio del ritiro della costituzione di parte civile. Inoltre, la Corte ha assegnato un risarcimento di 70 mila euro all’associazione Medicina democratica e al Wwf, di 100mila euro all’Associazione nazionale esposti amianto, di 15 milioni di euro all’Inail, di 20 milioni di euro alla Regione Piemonte, di 5 milioni all’Asl. Sono state disposte provvisionali di 30 mila euro per ogni congiunto di ciascuna vittima e di 35 mila euro per ogni ammalato.
Le reazioni alla sentenza
‘E’ una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici‘, ha dichiarato subito dopo la sentenza il Ministro della Salute Renato Balduzzi. ‘Sotto il profilo sociale corona una lunga battaglia che ha visto fianco a fianco la Repubblica, nel senso di tutti i livelli istituzionali da quelli locali a quelli nazionali, e il pluralismo sociale, in particolare le forze sindacali e l’associazionismo dei familiari delle vittime. E’ stata una battaglia comune, e ad essa si deve l’aver tenuto desto il problema, anche quando sembrava finire sottotraccia. Ma la battaglia contro l’amianto non si chiude con una sentenza, sia pure una sentenza esemplare, ma continua nell’attività amministrativa e nell’impegno delle istituzioni e dei cittadini, soprattutto nella consapevolezza da parte di ognuno che non si tratta di una battaglia locale, ma nazionale, anzi mondiale.La sentenza di Torino conferma che l’Italia sta facendo la sua parte‘, ha concluso il Ministro. Il Pubblico Ministero Guariniello ha così commentato commosso e incredulo: ‘Con la sentenza di oggi abbiamo realizzato il sogno di dare giustizia a molte famiglie‘. Dopo la sentenza ha espresso il suo parere anche Bruno Pesce, presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime dell’amianto: ‘I 16 anni inflitti agli imputati dimostrano che nell’accaduto vi furono consapevolezza e dolo. Purtroppo il disastro che hanno provocato è ancora in corso‘.
13 febbraio 2012, ore 11:00 – Attesa per la sentenza
E’ febbrile l’attesa nell’aula del Tribunale di Torino per la sentenza sul caso Eternit. Nel primo pomeriggio la Corte, formata dal Presidente Giuseppe Casalbore e dai giudici a latere Fabrizia Pironti e Alessandro Santangelo, tornerà in aula per la lettura della sentenza. Sono migliaia le persone giunte nel capoluogo piemontese per assistere a questa storica giornata. Ventiquattro pullman solo di familiari delle vittime e di cittadini colpiti dal dramma amianto nelle località in cui c’erano gli stabilimenti dell’Eternit, in Italia e in Europa, sono arrivati a Torino. Ma ci sono anche delegazioni da molte altre nazioni in cui l’amianto ha fatto strage oppure viene ancora attualmente lavorato. Così come sono tanti i giornalisti e le troupe televisive italiane e straniere che saranno presenti per documentare la sentenza e le reazioni degli interessati.
- Sentenza prevista per lunedì 13 febbraio
- Anche Casale rifiuta l'offerta dell'imputato Schmidheiny
- Sette comuni dell'alessandrino rifiutano l'offerta di Schmidheiny. Casale deciderà giovedì
- Stasera a Casale Monferrato summit sulla ricerca contro il mesotelioma
- Le conclusioni del tavolo tecnico a Roma
- Oggi a Roma tavolo tecnico con il Ministro Balduzzi per parlare della questione amianto
- In conferenza stampa il Comune di Casale ufficializza l'offerta di Schmidheiny
- Tremila persone a Casale Monferrato manifestano contro l'offerta del diavolo'
- Il Ministro Balduzzi incontra Demezzi, Afeva e sindacati
- Il Ministro Balduzzi telefona al sindaco di Casale per invitarlo a riflettere meglio sull'accettazione dell'offerta
- Gli 11 comuni discutono sull'offerta di Schmidheiny. La spaccatura di Casale arriva anche nelle scuole
- Casale spera in una marcia indietro del Comune sull'offerta di Schmidheiny, avanzata anche ad altri 11 comuni
- Il Comune di Casale Monferrato accetta l'offerta del diavolo. L'amarezza dei cittadini
- Al Comune di Casale Monferrato si discute sull'offerta di Schmidheiny perché si ritiri dal processo
- Ultima udienza a Torino. La sentenza il 13 febbraio
- Schmidheiny offrì 20 milioni al Comune di Casale Monferrato perché ritirasse la propria costituzione di parte civile
- Guariniello conferma la richiesta di 20 anni per gli imputati: il disastro è doloso
- Per il difensore di Schmidheiny la responsabilità è solo dei dirigenti italiani
- Continuano le arringhe della difesa, anche Schmidheiny non è responsabile dei reati imputatigli
- L'arringa della difesa, De Marchienne dev'essere assolto
- Concluse le richieste di parte civile, si riprende il 29 settembre
- Il pm Guariniello chiede 20 anni per Schmidheiny e de Marchienne
sab 17/07/2012 da Gea Ferraris in Cgil, Florida, Inghilterra, Milano, processi, Processo Eternit, Renato Balduzzi, wwf.
I soldi sono uno strumento odioso che questi criminali stanno utilizzando per cercare di prenderci in giro. La bonifica delle aree e dell’amianto bisognerebbe farla fare all’Eternit stessa a loro spese, sarebbe già un buon risultato. Dare i soldi (che sono una miseria) in mano a un sindaco che promette di bonificare l’area ci credo poco, dato il magna magna che c’è in Italia, con i parenti delle vittime a bocca asciutta e l’amianto sotto casa.
Finalmente! Spero che questo processo ed i suoi risultati, la presa di coscienza di sempre dei cittadini e familiari delle vittime di Casale, quella seppur postuma del comune aiuti a far crescere la coscienza civica delle persone, delle istituzioni e del paese.
Solo cosi’, con una sequenza crescente di questi esempi, con dieci, cento, mille Casal Monferrato il paese
ce la puo’ fare passo dopo passo.
Ma gli.altri dove sono? Eternit di Bagnoli? Eternit Siciliana? Alzate la voce: sembra che tutti tacciano… eppure i morti, il dolore, il disastro ambientale e’ lo stesso!
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questa condanna emessa ai vertici della ETERNIT,e un rispetto verso tutti ex lavoratori che hanno sofferto per le patologie da AMIANTO,e che purtroppo li ha condotti definitivamente alla morte.E rispetto sopratutto a ex dipendenti che attualmente soffrono per un respiro.E rispetto a tutti quei familiari che fino all’inizio del processo credono tutt’oggi, esista una giustizia che stia sempre dalla parte delle persone giuste,oneste,perbene,che chiedono,fino alla fine del processo GIUSTIZIA SACROSANTA,per la perdita di un caro.UN grazie tanto alle maxi autorità del maxi processo.