Black Block a Roma per il corteo degli Indignati: la guerriglia poteva essere fermata?
A due giorni dall’inferno scatenato a Roma dai cosiddetti Black Block durante il corteo degli Indignati, nel paese si continua a discutere sulla sconcertante violenza che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica. Una violenza però largamente annunciata: sul web i facinorosi, la frangia più estrema del movimento anarco-insurrezionalista, aveva promesso di mettere a ferro e fuoco la Capitale. Inoltre le ‘teste calde’ sono note da tempo agli inquirenti, poiché si tratta degli stessi protagonisti di scontri nei mesi precedenti, tipo in Val di Susa. Allora perché non li si è fermati prima? Davvero era impossibile prevedere questo disastro annunciato?
‘Il movimento sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente‘. A parlare è un black block trentenne intervistato dal quotidiano Repubblica, spiegando come la preparazione per questi scontri sia stata progettata da tempo, circa un anno: ‘Per un anno, una volta al mese, siamo partiti in traghetto da Brindisi, con biglietti di posto ponte, perchè non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte in cui vince l’organizzazione. Un anno fa avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare‘. Sono parole inquietanti perché, oltre al contenuto, rivelano un addestramento di tipo militare che rievocano tristi precedenti degli Anni di Piombo. Il black block spiega infatti quanto sia facile prendere di mira i militari, lenti, impreparati e con dei mezzi blindati facili da trasformare in bersagli. E la dimostrazione l’abbiamo avuta a Roma, dove hanno vinto loro su tutta la linea.
Eppure le forze dell’ordine e il Ministero dell’Interno sanno chi sono: sono gli stessi che durante le manifestazioni No Tav scatenano la guerriglia. E anche gli Indignati, che comunicano attraverso il web, conoscono l’esistenza di questi esagitati e violenti, benché abbiano cercato di fermarli durante la manifestazione di sabato. Allora resta la domanda di partenza: è stato fatto di tutto per isolare i violenti dal corteo? C’è stata sottovalutazione da parte del Governo circa i rischi di disordini? Le armi dei Black Block pare fossero nascoste in sacchetti lungo il tragitto ufficiale: perché non toglierle? Perché non attivare l’intelligence sulle possibili strategie di attacco dei violenti? Domande che forse non troveranno mai risposta, e che alimentano il sospetto malevolo che qualcuno ‘in alto’ volesse il caos, per far fallire la protesta, per fare in modo che sui giornali il giorno dopo si parlasse d’altro. È solo un cattivo pensiero naturalmente: ma troppi cattivi pensieri hanno trovato conferma in passato nella storia d’Italia. E le tradizioni in questo paese sono dure a morire.
mer 17/10/2011 da Giulio Ragni in Black Bloc, Black Bloc Roma, Cronaca Roma, Indignati, Polizia, Proteste, Roma, Scontri a Roma, violenza.
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