Attentato di Brindisi: commemorazione per Melissa a un mese dalla morte
Erano le 7,42 del 19 maggio scorso, quando una forte esplosione nei pressi della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi spense la vita di una giovane studentessa sedicenne, Melissa Bassi, ferendone altri. È un passato un mese da quel funesto giorno, tante domande hanno trovato risposta, come il nome dell’attentatore, ma oggi Brindisi e Mesagne, la cittadina dove viveva Melissa, vogliono stingersi intorno ai familiari della ragazza per non dimenticare quanto successo. Per commemorare la strage sono state organizzate varie iniziative: alle 10 ci sarà una messa in suffragio nel Duomo di Brindisi, celebrata dall’arcivescovo Rocco Talucci, a cui seguirà la cerimonia di intitolazione a Melissa della palestra della scuola Morvillo Falcone. Nel pomeriggio, alle 18, presso il Teatro comunale di Mesagne, si esibirà il coro di voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli, e alle 19 verrà celebrata una messa nella parrocchia di Santa Maria. In serata un concerto dove, oltre ad esibirsi vari artisti locali, verranno lette due lettere indirizzate a Melissa, una scritta dal fidanzato Mario e l’altra dalla migliore amica Selena Greco, ferita nell’attentato e ancora in stato di convalescenza.
18 giugno 2012 – Vantaggiato responsabile di un attentato nel 2008
Sebbene non avesse intenzione di progettare altri attentati in futuro, non si può dire lo stesso per il passato. Sarebbe stato lo stesso Vantaggiato, infatti, a dichiarare autodenunciandosi, di aver commesso un altro attentato nel 2008, quando fece esplodere un ordigno all’interno di un giardino di Torre Santa Susanna, per colpire un uomo, il già citato Cosimo Parato. L’uomo in questione, infatti, era uscito fuori nell’inchiesta come l’uomo che aveva truffato il 68enne, per una fornitura di combustibili, dal valore di 3 milioni. Così per vendicarsi dal torto subito, l’uomo a febbraio del 2008 aveva collocato su una bicicletta, nel giardino condominiale della vittima, un ordigno. Nell’esplosione Cosimo Parato, rimase gravemente ferito. Nel corso del lungo interrogatorio, inoltre, il serial Killer ha ribadito che nell’attentato di Brindisi, avrebbe agito da solo per compiere un’azione dimostrativa.
17 giugno 2012 – Vantaggiato interrogato per tre ore al carcere di Lecce
Giovanni Vantaggiato, il reo confesso artefice della bomba alla scuola Morvilio Falcone di Brindisi che il 19 maggio ha provocato la morte della studentessa sedicenne Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque sue coetanee, è stato oggi pomeriggio nuovamente interrogato presso il carcere di Lecce. L’interrogatorio ha avuto la durata di tre ore, ed è stato condotto dai magistrati Guglielmo Cataldi e Milto De Nozza. All’interrogatorio di Vantaggiato, che dovrà rispondere dell’accusa di strage in concorso, era presente anche il legale di quest’ultimo, l’avvocato Franco Orlandi, il quale si trova ancora in carcere.
Secondo le notizie che sono state diffuse, la difesa avrebbe nominato il suo perito di parte per il processo: si tratterebbe del criminologo Francesco Bruno, noto al grande pubblico per aver collaborato ad alcuni programmi televisivi come il Maurizio Costanzo Show e Porta a Porta per puntata dedicate ai serial killer.
14 giugno 2012 – Parla il difensore di Vantaggiato: ‘non preparava altri attentati’
Giovanni Vantaggiato non aveva intenzione di utilizzare per un secondo attentato le tre bombole reperite nelle campagne in provincia di Lecce, su un terreno di proprietà del padre dell’uomo: è quanto ha riferito alla stampa il suo legale, Franco Orlando, spiegando che il suo assistito ne aveva portate a Brindisi solo tre ‘perché un numero maggiore non entrava nel bidone della spazzatura nel quale ha collocato quelle che poi sono esplose‘. Il motivo per cui Vantaggiato non aveva menzionato prima le tre bombole è da ricercare nel fatto che nessuno, semplicemente, gli aveva fatto domande specifiche al riguardo.
Nelle vicinanze delle bombole di gpl gli inquirenti avevano trovato anche alcune bambole di pezza, che forse l’attentatore aveva intenzione di utilizzare per fare alcune simulazioni degli effetti dell’esplosione: nessuna dichiarazione è stata rilasciata in merito, avendo l’avvocato Orlando risposto soltanto di non sapere di cosa si stesse parlando.
Nel frattempo continuano le ricerche di eventuali complici, che avrebbero aiutato Vantaggiato nel trasporto delle tre bombole: l’uso del plurale da parte dell’attentatore durante alcuni momenti degli interrogatori e le parole di un testimone fanno pensare che questa ipotesi possa essere confermata.
13 giugno 2012 – Ecco come si preparava Vantaggiato
Nel riscontro di quanto dichiarato da Giovanni Vantaggiato, durante l’interrogatorio sulla sua preparazione all’attentato alla scuola di Brindisi, sono state trovate tre bombole con innesco, in aperta campagna lungo una stradina di Leverano, in provincia di Lecce, in un terreno di proprietà del padre dell’uomo. Si tratterebbe, nel dettaglio, di due bombole da cucina e una da sub. Proprio su questa strada Vantaggiato raccontava di aver simulato, più volte, l’attentato. Ma non finisce qui. L’intenzione di voler provocare una vera strage, facendo del male agli studenti o comunque a delle persone, sarebbe confermato dal fatto che per la simulazione l’uomo aveva utilizzato anche delle bambole di pezza. Le bambole erano ancora intere, pertanto è possibile che non le avesse utilizzate sebbene fossero sotto un albero e non nascoste. Potrebbe anche essere, pertanto, che siano state abbandonate da qualcun altro. Sul posto sono visibili i segni di alcune esplosioni, avvenute molto probabilmente durante le famose prove dell’attentato. La zona è abbastanza isolata, tuttavia sono ancora in corso le indagini per capire se qualcuno abbia potuto avvertire delle esplosioni negli ultimi tempi. Intanto a Mesagne è stato deciso di dedicare una villa in onore di Melissa Bassi, la studentessa che ha perso la vita a causa della bomba che Vantaggiato ha fatto esplodere il 19 maggio scorso, davanti la scuola Morvillo Falcone di Brindisi.
12 giugno – Inquirenti a caccia del presunto complice di Vantaggiato
Gli inquirenti continuano a indagare nella vita privata di Vantaggiato, alla ricerca del tassello mancante, che possa fornire le risposte alle tante domande irrisolte. Secondo nuove informazioni, Vantaggiato aveva programmato l’attentato da prima di Natale, quando aveva comprato 4 telecomandi, tre dei quali si erano rotti durante le prove. Per l’esplosivo l’uomo ha utilizzato potassa e acido nitrico, dichiarando di aver fatto le prove nelle campagne prima di utilizzarlo per l’attentato. Ed è proprio lungo una stradina di campagna, nel leccese, che è stato trovato un ordigno, collegato a tre bombole, come indicato dall’uomo. Era stato utilizzato per le prove. Un nuovo elemento è che la ragazza del figlio di Cosimo Parato, l’uomo che aveva truffato Vantaggiato, frequenta la scuola colpita dove arrivava, guarda caso, in autobus, proprio come Melissa. La scuola oltre a trovarsi nel punto più vicino all’uscita dalla città era la più facile da colpire. Gli investigatori sono alla ricerca del complice, il tassello mancante, setacciando gli amici e i parenti di Vantaggiato, arrestato perché responsabile dell’attentato di Brindisi.
Si continua a seguire la pista di un possibile complice. Infatti, la persona che era stata avvistata all’1:30 di quella mattina nei dintorni dell’istituto da un testimone oculare, non corrisponderebbe alla fisionomia di Giovanni Vantaggiato, ragion per cui è certo che l’uomo non abbia agito da solo. Secondo la testimonianza riportata, l’uomo era robusto e aveva spalle larghe, alto 1,80 cm con un naso pronunciato e un cappello con visiera.
A sostenere la sua tesi c’è anche il legale, Franco Orlando, che esclude la partecipazione di altre persone ai fatti e che il fatto di aver parlato al plurale, dicendo noi anziché io, sia stato solo una forma dialettale.
11 giugno – Vantaggiato aiutato da un complice, secondo il Gip
Sembra proprio che la versione di Giovanni Vantaggiato, responsabile della bomba esplosa davanti la scuola Morvello Falcone di Brindisi, il 19 maggio scorso, in cui ha perso la vita la giovane Melissa Bassi, non abbia convinto i pm. È sicuro che l’uomo abbia agito insieme a qualcun altro, non ancora identificato. È questo quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare con cui il 68enne, padre di due figli, è stato arrestato: “La presenza di altre persone sul luogo del delitto almeno nelle fasi preparatorie sarebbe confermata anche dalle dichiarazioni dello stesso indagato e dalle deposizioni di alcuni testimoni” si legge nell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Lecce Ines Casciaro.
Nell’ordinanza, infatti, viene citata la testimonianza di una persona che ha dichiarato di aver notato verso l’1:30 del 19 maggio, nei pressi del chiosco, un uomo che spingeva un bidone della spazzatura minuto di ruote tenendolo dalla parte delle maniglie inclinato verso il suo corpo e che si dirigeva verso la direzione della scuola”. Dalla descrizione fisica e dell’abbigliamento deposta dal testimone non sembra ci fosse alcuna coincidenza con quelle che sarebbero le fisionomie di Vantaggiato. Inoltre, il sospetto di uno o più complici, sarebbe stata confermata dal fatto che lo stesso Vantaggiato, durante l’interrogatorio, avrebbe usato la prima persona plurale invece del singolare, ammettendo implicitamente il coinvolgimento di terzi.
Sospeso il preside della scuola Morvillo Falcone
Sospeso per ragioni di opportunità dall’ufficio scolastico regionale della Puglia, Angelo Rampino, preside dell’istituto Morvillo Falcone di Brindisi, dove è avvenuto l’attentato che ha causato la morte della giovane Melissa Bassi e ferito altre 5 ragazze. Subito dopo l’attentato l’uomo era andato in ferie per presiedere alle attività di scrutinio, ma oggi non è rientrato, come da programma. La sospensione sarebbe stata disposta in attesa che si concludano gli accertamenti amministrativi avviati nei confronti del capo dell’Istituto per i contenuti di alcune interviste che lo stesso avrebbe rilasciato nel corso degli ultimi giorni, subito dopo l’attentato. Si tratterebbe, dunque, di un provvedimento cautelativo e non disciplinare. Il preside, infatti, era stato oggetto di forti critiche e polemiche, durante le indagini per il fatto di essere coinvolto in diverse situazioni poco felici, che lo avrebbero potuto far vedere come un bersaglio possibile dell’attentatore, tanto che tra le ipotesi si era valutata quella della vendetta nei confronti del preside d’istituto.
Confermato l’arresto di Giovanni Vantaggiato
Fermo convalidato per l’attentatore di Brindisi Giovanni Vantaggiato, e il gip del tribunale di Lecce Ines Casciaro ha confermato anche l’ipotesi di reato di strage in concorso con finalità di terrorismo. Vantaggiato ha fornito ulteriori dettagli durante l’udienza circa le modalità di realizzazione della bomba artigianale, e ha rivelato di aver fatto delle prove in campagna prima dell’attentato alla scuola Morvillo Falcone nella notte tra il 18 e il 19 maggio scorsi. Vantaggiato continua a negare l’aiuto di complici per la strage, e ha ribadito per l’ennesima volta le motivazioni dietro il suo folle gesto: ‘Ho fatto un gesto dimostrativo perché ho subito due truffe e perché il fatturato negli ultimi anni è diminuito‘.
8 giugno 2012 – Vantaggiato piange durante l’udienza di convalida
Durante il colloquio con il gip, il killer di Brindisi, Giovanni Vantaggiato, ha confermato, in lacrime, quanto aveva detto durante l’interrogatorio nel giorno dell’arresto. È quanto si apprende dal suo legale, Franco Orlando. Durante l’interrogatorio, l’uomo non avrebbe cambiato di molto la sua prima versione, se non con qualche dettaglio in più. Questo andrebbe a confermare il fatto che l’uomo non stia coprendo nessuno. Durante l’udienza in carcere Vantaggiato avrebbe avuto anche un pensiero per la povera Melissa e la sua famiglia. L’interrogatorio, inseguito al quale è stato convalidato il fermo di Vantaggiato, sarebbe durato 3 ore dalle 9 alle 12 di questa mattina. L’interrogatorio è stato tenuto dal gip Ines Casciaro, i sostituti procuratore Guglielmo Cataldi e Milto De Nozza, insieme all’avvocato dell’uomo stesso, Franco Orlando. Riservata la decisione del gip sia sulla convalida del fermo e sull’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dai pm, che potrebbe arrivare nella giornata di domani.
8 giugno 2012 – Secondo i pm Vantaggiato copre qualcuno
‘Ho fatto tutto da solo, non so perché. Ho fatto esplodere la bomba di giorno perché di notte non c’era nessuno‘. Questo ha detto l’attentatore di Brindisi Giovanni Vantaggiato ai magistrati, ma si indaga ancora sul movente dietro alla bomba piazzata nei pressi della scuola Morvillo-Falcone: Vantaggiato avrebbe accennato ad alcuni problemi economici, rivelano gli inquirenti, ma i pm non ritengono che dietro un gesto tanto estremo possa nascondersi una motivazione del genere, e stanno indagando sul passato recente e remoto dell’uomo per scoprire qualcosa di più, a cominciare da quella vicenda di truffa che lo ha visto vittima non risarcita dal tribunale. Nel decreto di fermo i magistrati scrivono: ‘In sede di interrogatorio Vantaggiato ha ammesso la sua diretta partecipazione all’azione criminale, ma non ha voluto indicarne il movente, mantenendo un atteggiamento tendente evidentemente ad occultare il concorso di altri‘. Il killer sostiene di aver fabbricato la bomba da solo, ma i pm non sono ancora convinti del tutto: con Vantaggiato potrebbe esserci qualcun altro da incriminare. La parola fine su questa vicenda non è ancora stata scritta.
7 Giugno 2012 – Il movente non convince i magistrati
Il benzinaio 68enne Giovanni Vantaggiato ha confessato alle forze dell’ordine il movente dell’attentato: una vendetta nei confronti della giustizia, dopo non aver ottenuto un risarcimento per una truffa subita a seguito del processo. Per questo motivo voleva colpire il Tribunale, posto a pochi metri dalla scuola Morvillo-Falcone, ma poi avrebbe spostato l’obiettivo perché la sede di giustizia era troppo controllata. Tuttavia il movente non convince i magistrati che si occupano del caso, come ha affermato il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta: ‘Il movente non convince, la confessione su questo punto non è soddisfacente, per cui le indagini comunque continueranno per completare il quadro investigativo‘. Tra le ipotesi prese in considerazione anche una vendetta nei confronti del preside Angelo Rampino, il quale però, raggiunto al telefono dai cronisti, ha escluso che potesse essere un obiettivo del benzinaio. Per Rampino è stato comunque disposto l’allontanamento dall’istituto.
6 Giugno 2012, h 23:45 – Confessa il benzinaio: è lui l’autore della strage
È giunta la svolta tanto attesa sul caso dell’attentato alla scuola di Brindisi. La polizia ha confermato i sospetti dando un volto all’uomo che ha fatto esplodere la bomba davanti la scuola Morvillo di Brindisi in cui ha perso la vita la studentessa Melissa Bassi di 16 anni e sono rimaste ferite altre 5 ragazze. Un lungo interrogatorio, durato tutto il pomeriggio, alla fine del quale, Giovanni Vantaggiato, un benzinaio di 68 anni di Copertino, in provincia di Lecce, ha confessato. Oltre al video delle telecamere di sorveglianza del chiosco che lo riprendevano mentre attivava l’esplosione con un telecomando, altre telecamere nei pressi della scuola avevano filmato la sua auto, una Fiat Punto. La svolta era stata annunciata nel tardo pomeriggio e puntuale è arrivata poco dopo le 22 di questa sera.
Il benzinaio è stato arrestato con l’accusa di strage aggravata alla finalità di terrorismo. Stando a quanto dichiarato dallo stesso nel corso dell’interrogatorio, non vi sarebbe alcun mandante. Il movente sarebbe legato ad un torto subito dalla giustizia, ovvero la mancata riscossione di una somma di denaro, circa 300 mila euro, in un processo per truffa. Nel processo l’uomo non era riuscito ad avere indietro i soldi che aveva perso. Per questo motivo il benzinaio, sposato e padre di due figli, tramava da tempo la sua vendetta. Il suo obiettivo era, dunque, il tribunale della città. Era li che avrebbe voluto far esplodere le tre bombole di gas, ma a causa della sorveglianza avrebbe deciso di spostarsi all’istituto che si trovava vicino il tribunale.
h 20:20 – Sospetti su un benzinaio, attualmente sotto torchio
Una svolta importante quella rilevata questa sera sul caso dell’attentato alla scuola di Brindisi in cui ha perso la vita la studentessa Melissa Bassi. Da una serie di indiscrezioni, non ancora confermate, si è venuto a sapere che una persona si trova sotto interrogatorio da questo pomeriggio con la polizia. Gli inquirenti stanno verificando, in un confronto con le immagini delle telecamere di sicurezza del chiosco, che si tratti della stessa persona inquadrata mentre premeva il telecomando al momento dell’esplosione della bomba. Inoltre, il sospettato, residente in un paese in provincia di Lecce, sarebbe un benzinaio che avrebbe agito da solo, senza un mandante, semplicemente per vendicarsi per motivi personali. Non si tratterebbe di problemi con gli studenti o i familiari, come si era ipotizzato, ma direttamente contro il preside della scuola Angelo Rampino. Verrebbero a cadere, in tal caso, i sospetti del coinvolgimento da parte della Sacra Corona Unita, che in un telegramma inviato alla famiglia della studentessa, aveva dichiarato di non essere coinvolta nella vicenda. Per sua risposta il preside, in una dichiarazione rilasciata ai giornalisti, avrebbe fatto sapere di non avere problemi di nessun genere con nessuno, neppure con un titolare di pompe di benzina. Ancora nessuna conferma su quanto detto sarebbe arrivata dalla polizia, che al fine di evitare di commettere gli stessi errori commessi in precedenza, preferisce mantenere la massima cautela.
Sommario- Vantaggiato voleva commettere altri attentati?
- Svolta nelle indagini
- La Procura: Nessun indagato al momento
- 19 maggio 2012 - Bomba a Brindisi: muore una ragazza di sedici anni
- Le vittime
- E' stata la mafia?
- Le reazioni
- La bomba
mer 19/06/2012 da Giulio Ragni in Brindisi, Cronaca Brindisi, esplosione, Mafia, Melissa Bassi, morte, Scuola.
Non credo alla pista mafiosa, anche se tutto semplicisticamente sembra indicare la pista mafiosa, dal nome della scuola a tutta una serie di anniversari e di eventi che porterebbero infatti immediatamente a riconoscere una pista mafiosa. Al di la della possibile mente di un mostro che vorrebbe determinare morte per porre in essere la propria mostruosità, realtà incomprensibile che di fatto disgraziatamente esiste, la pista più credibile è quella politica, pertanto, nelle prossime ore o nei prossimi giorni sono certo che i veri criminali che hanno organizzato tanto orrendo schifo, dietro al quale sono convinti di essere ben nascosti, si presenteranno per raccoglierne i frutti, intesi come consenso popolare che permetterà una criminale affermazione. Questa “strategia della tensione” in Italia non è certamente la prima volta che si presenta con l’intensione di destabilizzare lo stato, di creare confusione, con l’intento di porre al comando dello Stato “certi uomini” che il popolo dovrebbe accettare per sconfiggere questi momenti di paura e di incertezza. Basterà ricordare piazza Fontana, piazza Della Loggia, la stazione di Bologna . . . . e si potrebbe continuare. Il momento storico che stiamo vivendo, è perfetto per manovre così vigliacche, basti pensare alla disoccupazione crescente, a stipendi e pensioni che non consentono di vivere con sicurezza, a tasse vessatorie che producono ogni giorno suicidi e le relative proteste che spaventano chiunque, mentre un gruppo di ricconi giocano al governo, “professori” che non hanno mai riempito un carrello della spesa, che non sanno quanto costa un litro di latte ecc. . . insomma, ci sono tutti gli ingredienti per accogliere l’uomo “forte” che non tarderà a presentarsi all’orizzonte, anche perché l’esito di queste ultime elezioni e il fatto che siamo alla vigilia dei ballottaggi, hanno suggerito a questi criminali di non perdere altro tempo. È solo questione di poco, le menti criminali travestite da agnelli, verranno fuori in tempi brevi, speriamo però che non creino nel frattempo altre vittime e che Dio ci protegga facendo cadere questi criminali in una trappola tesa da quella magistratura che da tempo corre il rischio di essere annientata da quei delinquenti che da tempo la insultano apertamente, tentando di distruggerla . . .
sono zuliani martina piangevo anch’io
una verognia di essere italiano un buffone l’uomo ammare una donna andava a scuola questo terribile uno scemo e coglione non fare così povera ragazza ha 16 anni
non visto funerale lei vedere funerale e quello calcialtore dell’livorno non fatto vede il funarale
bravi
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