Amanda Knox ultime notizie: 4 milioni di euro per i diari di Amanda scritti in carcere

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Amanda e Raffaele: foto dell'assoluzione

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Com’era prevedibile, i media americani si sono subito buttati a capofitto sulla vicenda di Amanda Knox. Secondo quanto scritto dal New York Times, infatti, i diritti del diario scritto durante la carcerazione da Amanda sono stati venduti alla casa editrice Harper Collins per la cifra di 4 milioni di dollari. La lotta tra le case editrice americane per aggiudicarsi ‘la verità’ sull’omicidio di Perugia è stata cruenta e il prezzo delle memorie è salito alle stelle, ma alla fine l’ha spuntata la casa editrice di proprietà del magnate Rupert Murdoch. Per poter raggiungere l’accordo migliore, Amanda mesi fa aveva assunto come agente letterario Robert Barnett, un guru nel settore, che in carriera ha già negoziato i diritti delle memorie di personaggi del calibro di Barack Obama, Bill Clinton e George W. Bush. ‘Amanda Knox condividerà tutta la verità su una prova terribile. Ci darà una storia completa e spietata degli eventi che hanno portato al suo arresto a Perugia e alla lotta che ha condotto con il sistema giudiziario italiano‘, ha rivelato la Harper Collins. E di sicuro i lettori non mancheranno.

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14 febbraio 2012 – La procura generale ricorre in Cassazione

I Procuratori Generali Giovanni Galati e Giancarlo Costaiola hanno presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher. Il ricorso, un documento di ben 111 pagine, naturalmente, ha come obiettivo arrivare all’annullamento della sentenza di secondo grado e alla ripetizione del processo. La Suprema Corte di Cassazione, infatti, non è un giudice di merito ma solamente di legittimità. ‘E’ una storia che non finisce mai. Per me è un vero calvario che dura da quattro anni‘, ha dichiarato Raffaele Sollecito non appena è venuto a conoscenza del ricorso. Da Amanda, tornata negli Usa, per ora nessun commento.

15 dicembre 2011 – Pubblicate le motivazioni della sentenza

“Insussistenza materiale” degli elementi accusatori sui quali si basava la condanna in primo grado. Con questa motivazione la Corte d’appello di Perugia ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox dall’accusa di aver ucciso la loro amica Meredith Kercher. Insomma, “manca la prova di colpevolezza” per Amanda e Raffaele.

Come viene messo nero su bianco nelle 144 pagine della motivazione, sono “venuti meno gli stessi mattoni” dell’impianto accusatorio che portò i giudici di primo grado a condannare i due ragazzi. Raffaele Sollecito e Amanda Knox.
E ancora, “La Corte d’Assise di primo grado ha avvertito la necessità di cogliere un movente che però, mentre non è corroborato da alcun elemento di prova, è esso stesso niente affatto probabile [...] La scelta improvvisa da parte di due giovani, bravi e disponibili verso gli altri, del male per il male, così senza altra utilità, tanto più incomprensibile perché diretta a sostenere l’azione criminosa di un giovane, Rudy Guede, con il quale essi non avevano nessun rapporto, e diverso dalla loro storia personale, carattere e condizione umana”.

Il significato di queste motivazioni è chiaro: l’innocenza degli imputati non è provata. Ma neppure la loro colpevolezza. Come ha sottolineato la corte nelle motivazioni, la Giustizia può tollerare che un colpevole sia messo in libertà, ma non può accettare che una persona sia messa in carcere da innocente.
Dal momento che non ci sono prove schiaccianti, Amanda e Raffaele devono essere rimessi in libertà.

La posizione degli imputati non viene dunque chiarita: l’alibi di Amanda non è confermato; perché Amanda ha tirato in ballo il suo amico Lumumba, cosa per la quale è stata condannata a 3 anni di reclusione già scontati? Chi c’era davvero in quella casa quella maledetta sera? E chi ha ucciso Meredith Kercher?…

La procura quasi certamente si appellerà in Cassazione. Gli imputati invece sperano che la vicenda si chiuda qui.

4 ottobre 2011 – Amanda e Raffaele assolti con formula piena

La Corte d’assise di appello di Perugia ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher per non aver commesso il fatto. Dopo quasi quattro anni di carcere, quindi, i due giovani tornano ad assaporare il profumo della libertà. Le reazioni alla sentenza sono state contrastanti. Se da un lato i media americani, giunti in massa a Perugia per trasmettere in diretta la lettura della sentenza, hanno festeggiato l’assoluzione della loro connazionale, dall’altro la folla radunata all’esterno del tribunale ha espresso con grida e fischi la propria disapprovazione.

I genitori e i parenti della vittima hanno assisito impietriti alla lettura della sentenza. ‘Se hanno rilasciato Amanda e Raffaele, oggi noi ci chiediamo chi e’ che ha collaborato con Rudy Guede ad uccidere Meredith?‘, ha dichiarato stupito e disorientato il fratello della studentesa uccisa.

Amanda torna negli Usa

Intanto, mentre Raffaele è subito tornato a casa sua a Bisceglie, in Puglia, Amanda partirà per tornare a Seattle, negli Stati Uniti. ‘A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’erano degli italiani… Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene. Amanda‘, ha scritto la ragazza americana in una lettera alla Fondazione Italia-Usa. ‘Amanda mi ha detto che ci teneva molto a ringraziare pubblicamente i tanti italiani che l’hanno sostenuta ed appoggiata in questi anni di ingiusta detenzione e che hanno creduto in lei e nella sua innocenza. Mi ha confermato che in futuro intende tornare nel nostro Paese‘, ha raccontato Corrado Maria Daclon, segretario generale della Fondazione.

Assoluzione Amanda e Raffaele: la notizia fa il giro del mondo

  • BBC News
  • CNN
  • Daily Maily
  • Franffurter Allgemeine
  • Les Figarò

3 ottobre 2011 – Oggi la sentenza sul processo Meredith

Oggi è il giorno del verdetto. Più o meno intorno alle 20:00 di stasera ci sarà la sentenza di appello per il processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.
Per quell’omicidio è giù stato condannato Guede, ragazzo di colore amico degli studenti.
La settimana scorsa nella sua requisitoria il pm Mignini aveva esortato a condannare gli imputati convinto della loro colpevolezza e del fatto che in caso di assoluzione sarebbero subito fuggiti all’estero.

La versione di Raffaele

Così l’imputato Raffaele sollecito si è rivolto alla corte: ‘Non ho mai fatto del male a nessuno, mai nella vita. L’accusa che mi è stata mossa contro, durata tutti questi anni è talmente assurda che ho sempre pensato che si sarebbe esaurita e si sarebbe chiarito tutto nel giro di poco tempo. Invece così non è stato. Ho dovuto sopportare, andare avanti giorno per giorno, come se vivessi in un incubo. Per l’assassino, per questo signor nessun, viene chiesto il carcere a vita o la pena di morte. Ma la fine di ogni giorno in carcere, è già una morte’.

La verione di Amanda

‘Ho paura… Ridatemi la mia vita. Non ho ucciso, non ho violentato, non ero presente a questo crimine e non ho mai fatto le cose che dicono… Se fossi stata in quell’aula sarei morta anche io insieme a Meredith… Perché avrei dovuta ucciderla, avevo un meraviglioso rapporto con lei, era una mia amica. l’ho persa in un modo brutale… In quattro anni ho perso un’amica e la fiducia nella polizia. Sono stata tradita e manipolata, io non ho ucciso. Sto pagando con la vita cose che non ho commesso, io voglio tornare a casa… Dateci nuove speranze, un nuovo futuro che penso meritiamo… Noi meritiamo la libertà perchè non abbiamo fatto qualcosa per non meritarla. Ho tantissimo rispetto per questa Corte e per la cura che ha avuto in questo processo. Vi ringrazio e vi chiedo per questo giustizia…’

La stampa USA

Intanto negli Stati Uniti il circo mediatico si avvicina sempre più alle posizioni degli innocentisti. I media a stelle e strisce criticano aspramente la magistratura italiana, accusata di inefficienza, lentezza e incompetenza. Angel face, come è stata ribattezzata Amanda, sarebbe insomma vittima di un colossale errore giudiziario e di un becero sentimento antiamericanista che serpeggia fra quei comunisti dei giudici italiani.

30 settembre 2011 – Gli imputati pronti a scappare all’estero

‘Condannate Amanda e Raffaele! Se li assolverete, scapperanno all’estero!’
Questa, in sintesi, la richiesta finale dell’accusa nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher.
E poi ancora, ‘Rudy Guede unico colpevole? Alle favole non ci crediamo e non ci dovete credere nemmeno voi’.
Il pm Mignini ha anche ricordato che Guede frequentava il campo di basket vicino la casa del delitto e l’Università per stranieri, ma abitava anche nei pressi della casa di Sollecito.

MDG

28 settembre 2011 – L’arringa difensiva dell’avvocato di Raffaele Sollecito

Al processo per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher scocca l’ora delle arringhe difensive. Il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito. La Bongiorno ha chiesto con forza l’assoluzione del suo assistito sottolineando come l’intero processo ‘si fondi sulla prova del dna della quale è però stato indicato l’errore‘.

I rapporti tra Raffele e Amanda

L’arringa si sposta, poi, sul rapporto tra Raffaele e Amanda. ‘Nulla ricollega Raffaele Sollecito a questo delitto‘, attacca l’avvocato Bongiorno. ‘I pochi indizi erano su Amanda Knox e sono stati traslati su di lui. C’è chi con una fidanzata acquisisce una famiglia, lui ha acquisito un delitto. Ma nulla c’ è anche su Amanda‘.

E l’attenzione si sposta su Amanda. ‘Amanda Knox è stata trasformata in una “Venere in pelliccia”, in una femme fatale della letteratura decadente, ossessionata dal sesso, mentre invece è una donna fedele‘, ribadisce l’avvocato di Sollecito. Poi la Bongiorno paragona Amanda a Jessica Rabbit che è solita dire: ‘Non è colpa mia, è che mi disegnano così‘.

Le prove scientifiche

La Bongiorno passa poi a discutere delle prove scientifiche. ‘Non c’è nessuna traccia di Amanda Knox e Raffaele Sollecito nella stanza del delitto se non quella sul gancetto del reggiseno della vittima che è stata sgretolata dalla perizia della Corte. La perizia è la prova della non attribuibilità a Sollecito‘, conclude l’avvocato ricordando anche che il gancetto è stato repertato 46 giorni dopo il suo ritrovamento, in una stanza ‘ormai messa a soqquadro dalle perquisizioni della polizia‘.

6 settembre 2011 – Negata una nuova perizia sul coltello

La difesa di Amanda Knox e Raffaele Sollecito segna un punto: la corte d’Assise d’appello di Perugia ha rigettato la richiesta del pubblico ministero di una nuova perizia sul coltello ritenuto arma del delitto.
Una nuova perizia sarebbe superflua perché ‘Gli accertamenti effettuati dai periti e gli elementi forniti dai consulenti consentono a questa corte di formarsi un convincimento’. Così ha detto presidente della corte in aula.

La corte ha anche respinto la richiesta di ascoltare di nuovo il pentito Luciano Aviello.

Al centro della perizia negata, il coltello ritenuto dall’accusa l’arma del delitto. Su di esso la scientifica ha isolato il dna di Meredith sulla lama e di Amanda sul manico.
Ma secondo l’accusa i periti più che offrire certezze, hanno aumentato i dubbi, per questo la richiesta di un nuovo esame.

Il processo va avanti

Fra pochi giorni il processo entrerà nel vivo: il 23 settembre è prevista la requisitoria dell’accusa. Poi ci sarà l’arringa dei difensori. Successivamente la camera di consiglio e la sentenza seguita dopo qualche settimana dalle motivazioni.

5 settembre – Al via l’udienza d’appello

Si è aperta oggi l’udienza del processo di appello a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher, studentessa uccisa a Perugia.
Il procuratore Manuela Comodi ha chiesto di poter produrre i documenti relativi ai controlli svolti dalla polizia scientifica nei kit utilizzati per l’analisi delle tracce di Dna.

Ma le difese si oppongono. L’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, sostiene che ‘il dato certo e incontestabile è che nel fascicolo dell’appello questi elementi non ci sono’. La Corte si è riservata di decidere nei prossimi giorni.

Il legale della famiglia Kercher, l’avvocato Francesco Maresca, ha chiesto ai periti di svolgere nuovi accertamenti genetici. In particolare sul coltello ritenuto dall’accusa l’arma del delitto.
Su questa lama la polizia ha isolato il dna di Meredith e Amanda Knox.
Ma il perito Carla Vecchiotti non ritiene tali evidenze attendibili.

1 settembre 2011 – La madre di Amanda Knox sputa veleno sull’Italia

I genitori di Amanda Knox le stanno provando tutte per influenzare l’opinione pubblica americana: ‘Nostra figlia è innocente, è una vittima della malagiustizia italiana, è tutto un complotto dei giudici, gli italiani sono anti-americanisti…’ Non bastano le comparsate in TV e le interviste strappalacrime ai giornali. I genitori di Amanda hanno tartassato i Clinton e altri politici americani per sottoporgli il loro caso. Per la verità sono riusciti a movimentare un certo numero di persone, ma il grosso dei cittadini USA sono ancora colpevolisti. La zappa sui piedi Amanda se l’è data accusando ingiustamente il congolese Lumumba. E le accuse di antiamericanismo sono naufragate dopo la condanna dell’italianissimo Raffaele Sollecito, ex fidanzatino di Amanda.

Ma la madre di Amanda non si dà per vinta e continua a sputare veleno sull’Italia. La signora ci accusa di vivere in uno Stato privo di certezza giuridica e dalle istituzioni corrotte (e fin qui ci possiamo anche stare).
Ma la signora rincara la dose e accusa gli italiani di sfogarsi su una povera ragazza americana innocente per riscattare l’inferiorità dell’Italia nei confronti degli USA. Voi vi sentite inferiori rispetto agli americani?

25 luglio 2011 – Niente sangue sull’arma del delitto

Nessuna traccia di sangue sul coltello con cui, secondo l’accusa, venne uccisa Meredith Kercher. Lo ribadiscono i periti del tribunale di Perugia.

Già lo scorso giugno i periti Stefano Conti e Carla Vecchiotti, dell’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma, avevano bollato come ‘non attendibili’ le risultanze della polizia scientifica su due reperti chiave: il coltello considerato come arma del delitto e il gancetto del reggiseno di Meredith.

1 luglio 2011 – La perizia sul Dna scagiona Amanda e Sollecito

Colpo di scena al processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 1 novembre 2007. Per i periti della Corte d’Appello, il Dna ritrovato su quella che si pensa essere l’arma utilizzata per uccidere Meredith, ossia il coltello appartenente a Raffaele Sollecito, potrebbe non appartenere alla vittima. Dalla perizia, infatti, è risultato che, mentre sul manico del coltello è sicuramente presente il dna di Amanda Knox, imputata dell’omicidio insieme a Raffele Sollecito e Rudi Guede, i reperti biologici riscontrati sulla lama non sono attribuibili con certezza alla vittima.

Dopo quattro anni di buio finalmente uno spiraglio di luce‘: ha commentato Raffaele Sollecito. ‘Uno spiraglio di luce in attesa di arrivare a quella verità e a quella giustizia nelle quali credo molto. Io e Amanda con l’omicidio non c’entriamo‘.

Anche Amanda, che ha appreso la notizia dalla tv, si è detta molto contenta e sollevata. ‘E’ la prima volta che qualcuno mi crede‘, ha dichiarato la studentessa americana al suo avvocato. ‘Ho sempre detto‘, ha continuato Amanda, ‘che quel coltello lo avevo usato solo in casa di Raffaele, senza mai portarlo fuori di lì. Questa perizia è di conforto anche per i miei genitori. Mi hanno sempre creduto e i risultati rafforzeranno la convinzione che la loro figlia non è un’assassina‘ ha concluso.


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BiondiA
BiondiA 3 October 2011, 23:45

Anni,mesi,giorni,tanta,tanta opprimente sofferenza.A volte il silenzio è rotto dal pianto.Sono lacrime di dolore.Questa sera,,il mio cuore preso da un sussulto di gioia,
un’emozione profonda,tanto da sentirmi un amico, un fratello,come loro,con le lacrime agli occhi,ho creduto di poter partecipare alla gioia dei due giovani,dei genitori. Un plauso ai giudici -w la giustizia!!!!!

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brunetta
brunetta 4 October 2011, 18:33

Anch’io sono stata felice per loro, anche perchè sono sempre stata convinta della loro innocenza!
Non sono d’accordo sul “w la giustizia” e “un plauso ai giudici” perchè non avrebbero dovuto fare questi errori madornali! Prima di mettere in galera la gente, dovrebbero approfondire le indagini e soprattutto non spifferare alla stampa tutte le loro mosse. Con i giornali che fanno illazioni, è ovvio che i giurati ed i magistrati stessi possano essere influenzati! Inoltre adesso siamo al punto di partenza e quei poveri genitori della vittima non hanno ancora avuto giustizia!

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Nadia
Nadia 4 October 2011, 20:01

Congratulazioni Amanda Knox,
hai accusato falsamente un innocente, Patrick Lumumba, di essere l’assassino, lo stavi mandando all’ergastolo, gli stavi rovinando la vita, in questo modo l’avresti ucciso. Pensavi di essere in un Paese come gli Usa dove se accusi uno di colore, quest’ultimo viene creduto subito il colpevole? In effetti, anche da noi è un po’ così, per fortuna aveva un alibi che l’ha scagionato. Se non hai ucciso Meredith, questo non se ne ha la certezza e comunque senza prove certe è giusto che uno non venga condannato, di certo hai tutto il mio disprezzo per il grave reato da te commesso: la calunnia. Vergognati!

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molly
molly 5 October 2011, 17:50

processo(una buffonata)

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