Aiazzone, provare per credere… Dagli spot al fallimento
Ricordate lo spot televisivo più trasmesso negli anni Ottanta ‘Aiazzone, provare per credere’? Le tv private erano invase dal tormentone che pubblicizzava il mobilificio grazie al sorriso smagliante del venditore Guido Angeli, poi emulato 20 anni dopo dal finanziere torinese Renato Semeraro che, con Gian Mauro Borsano, ex presidente del Torino calcio ed ex deputato psi, avevano rilevato il marchio dalla vedova Aiazzone.
Oggi la società è indagata per tredicimila truffe e la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta.
Come mostrato nel servizio de ‘Le Iene’ ci sono circa 12.000 clienti che, dopo aver pagato le rate per i mobili, spesso anche dovendo ricorrere a prestiti bancari, tuttora si ritrovano ancora la casa non arredata e le tasche vuote. Stesso malcontento tra i tantissimi dipendenti delle varie sedi del mobilificio, sparsi soprattutto al nord Italia, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza lavoro, senza spiegazioni e soprattutto senza stipendio!
Le accuse sono gravi: bancarotta fraudolenta, riciclaggio, evasione fiscale, truffa.
Le indagini riguardano ben 200 punti vendita, che fanno capo alle società B&S, Aiazzone Network, Emmelunga, Emmedue, Emmecinque, sparsi in tutta Italia.
Quando la ‘iena’ di Italia 1 Casciari scova Gianmauro Borsano per chiedergli dove siano i soldi delle persone che hanno acquistato i mobili non si ottiene risposta, ma la tensione è tangibile, e il sospetto di una vera e proprio truffa organizzata si fa sempre più reale quando le telecamere del programma inquadrano Renato Semeraro, che si é scagliato contro i cameramen con una spranga di ferro.
L’unica notizia certa finora è che la Procura di Torino chiederà al Tribunale Fallimentare del capoluogo piemontese di occuparsi della situazione finanziaria di Panmedia, la società alla quale era stata ceduta la holding B/S, titolare del marchio Aiazzone.
Qualche notizia lievemente più incoraggiante per i clienti arriva da Fiditalia: ‘Abbiamo chiesto e ottenuto l’apertura di un tavolo di concertazione con Fiditalia in cui andremo a definire le posizioni dei singoli utenti’.
Così Tiziana Soriento del Codacons piemontese rassicura i cittadini che hanno fornito finora centinaia di segnalazioni dopo aver aperto un finanziamento per acquistare mobili Aiazzone mai arrivati.
La società finanziaria ha infatti assicurato che le rate destinate all’acquisto di tali mobili saranno bloccate e si cercherà anche di ottenere, almeno in parte, la restituzione del finanziamento.
mar 15/03/2011 da Roberta Mazzacane in truffe.






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