Aggiotaggio Parmalat: il tribunale assolve le banche. A rischio 30mila risarcimenti

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Caso Parmalat, assolte le banche estere accusate di aggiotaggio

Brutto colpo per i 30mila risparmiatori che si erano costituiti parte civile nel processo sul crack della Parmalat di Callisto Tanzi. I magistrati giudicanti della seconda sezione penale del tribunale di Milano, infatti, dopo oltre tre ore di camera di consiglio, hanno assolto le banche estere che erano accusate di aggiotaggio informativo in relazione al fallimento dell’azienda di Collecchio. La Morgan Stanley, la Bank of America, la CitiGroup e la Deutsche Bank, quindi, secondo i giudici non diffusero false informazioni nel mercato dei bond in complicità con Tanzi.

Assolti dall’accusa di aggiotaggio anche i dirigenti e i funzionari dei quattro istituti bancari, imputati per aver diffuso false informazioni sul mercato con lo scopo di gonfiare il valore dei titoli della Parmalat ed ottenere enormi vantaggi economici.

Brutto colpo anche per la pubblica accusa che, nelle persone dei pubblici ministeri Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, aveva chiesto nei confronti dei quattro istituti bancari la confisca di 120 milioni di euro e il pagamento di 990mila euro a titolo di risarcimento danni. Mentre per i dirigenti e i funzionari delle banche erano state chieste condanne con pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi di reclusione. Come al solito, però, a farne maggiormente le spese saranno i piccoli risparmiatori che vedono così sfumare la possibilità di ottenere un risarcimento.

mer 18/04/2011 da Giuseppe Pomero in banche, Giustizia, parmalat, Scandali.

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