Adriano Sofri libero: era in carcere per l’omicidio del commissario Calabresi

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Dopo 22 anni, Adriano Sofri è tornato in libertà. Il Giudice di Sorveglianza di Firenze ha firmato nella giornata di sabato il provvedimento che attesta la fine della pena e dispone la liberazione dell’ex leader dell’organizzazione Lotta Continua, una delle maggiori formazioni della sinistra extraparlamentare italiana di orientamento comunista-rivoluzionario degli anni ’70. Sofri era in carcere per l’omicidio del Commissario Luigi Calabresi, conseguenza del clima creatosi in seguito alla strage di Piazza Fontana.
Chi è Adriano Sofri
Adriano Sofri è nato a Trieste nel 1942. E’ stato giornalista, scrittore e, soprattutto, un attivista politico. Già da giovane, infatti, fu molto attivo all’interno della sinistra operaia. Fu uno dei fondatori dell’organizzazione chiamata ‘Potere operaio‘ e, successivamente, come detto, leader di Lotta Continua. Quest’organizzazione extra parlamentare fu poi sciolta nel 1976 all’indomani dell’omicidio del commissario Calabresi, per il quale Sofri fu accusato di essere il mandante e, in seguito ad un iter processuale lungo e complesso, condannato a 22 anni. Prima dell’omicidio Calabresi, infatti, il commissario era stato pubblicamente accusato da Sofri di essere il responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della Questura di Milano durante l’interrogatorio relativo alla strage di piazza Fontana.
Sofri si è sempre dichiarato innocente ma, nel gennaio del 2009, in una intervista al Corriere della Sera, pur ribadendo la sua innocenza, si è assunto la corresponsabilità morale dell’omicidio. L’ingresso in carcere è avvenuto nel 1997. Dopo aver scontato una parte di pena nel carcere di Pisa, è stato poi ammesso a godere degli arresti domiciliari per motivi di salute.
lun 16/01/2012 da Giuseppe Pomero in Adriano Sofri, carcere, Omicidi, terrorismo.














