Tartarughe spedite vive in pacchi postali: allarme per traffico via web

Non bastassero già i traffici di animali, legali e illegali, destinati alla vivisezione o al macello, ecco che un nuovo spinoso caso coinvolge il nostro paese, ovvero il commercio clandestino di tartarughe. Un traffico che agisce attraverso internet, e che vede questi animali comprati online, senza alcuna certificazione, e spediti in tutta Italia via posta, attraverso piccoli pacchi di cartone. Le inserzioni, a dispetto della natura illegale dell’intera faccenda, si trovano tranquillamente pubblicate su tutti i principali siti di e-commerce come eBay, e nonostante gli sforzi per arginare questo commercio clandestino, il fenomeno è tutt’altro che debellato.
A riportare la notizia è stato il quotidiano Repubblica, e l’allarme purtroppo non riguarderebbe soltanto i poveri anfibi, ma vedrebbe altre specie animali vittime del traffico clandestino in Italia, come aquile e falchi lanari, uccelli rarissimi che possono costare anche 4mila euro ognuno. Il commercio clandestino è purtroppo una pratica consolidata internazionalmente, e ha portato molti esemplari della fauna a rischio estinzione: pensiamo ad esempio al traffico di avorio con le zanne di elefante o i corni di rinoceronte, ma anche ad animali come le tigri, molto ricercate dalla medicina cinese per antiche credenze popolari, oppure le tante specie marine vittime di una pesca indiscriminata e senza regole.
Tornando al caso delle tartarughe, secondo quanto scoperto dagli organi investigativi, la maggior parte degli animali messi in vendita proverrebbe da Sicilia e Sardegna: le tartarughe vengono catturate in natura, fatte accoppiare in allevamenti clandestini tenuti in cantine o garage, e poi venduti a prezzi che si aggirano intorno ai 200 euro cadauno. Senza contare che sono poi costrette a viaggiare per diversi giorni in minuscoli pacchi postali. Nel 2011 il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato 226 tartarughe spedite in questi piccoli pacchi, ma purtroppo anche il 2012 si è aperto nel segno di questo traffico clandestino: una pratica che può essere fermata innanzitutto se gli acquirenti smettono di comprarli leggendo un annuncio via web, quando possono tranquillamente recarsi ad un negozio specializzato nella propria città o comunque affidarsi a rivenditori in regola, che mostrano regolare certificazione. Un piccolo gesto per ottenere grandi risultati.
mar 01/06/2012 da Giulio Ragni in animali selvatici, Internet, Maltrattamento animali, Posta.
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