Estinzione balene: la soluzione è nel libero mercato

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Estinzione balene: la soluzione è nel libero mercato

Come far a salvare dall’estinzione le balene?
Una nuova proposta è stata lanciata su Nature da tre studiosi, un economista e due scienziati marini, che hanno pensato di utilizzare un approccio di mercato per salvaguardare i mammiferi decimati dalla caccia a fini commerciali.

Rispondere con il denaro alla sete di denaro, insomma. La strategia consisterebbe nel dare un prezzo ai cetacei ed applicare, quindi, un sistema di mercato per il quale si possano commerciare quote, in modo che il numero di balene cacciate dipenda da chi possiede più quote.
Numerosi sono stati i tentativi di contrastare il fenomeno da parte delle organizzazioni contro la caccia alle balene – Greenpeace, Sea Shepherd e il Wwf in primis -, ma, nonostante la spesa di 25 milioni di dollari all’anno, il fenomeno continua a crescere. Negli ultimi venti anni, il numero di animali ucciso è raddoppiato, fino a toccare le duemila unità all’anno.
Il sistema di quote e del relativo mercato ha dato dei buoni risultati in campi per i quali la soluzione sembrava altrettanto improbabile, come quello delle emissioni atmosferiche nocive, con costi inferiori rispetto alle pratiche tradizionali. Perchè non provare anche per la lotta alla caccia alle balene?
In questo modo le quote verrebbero contese tra i balenieri e chi si oppone alla caccia delle balene. Due gli scenari estremi possibili: i cacciatori acquistano tutte le quote, e quindi i cetacei vengono uccisi fino ad una soglia stabilita; gli oppositori le acquistano, il fenomeno viene arginato ed i balenieri vengono compensati economicamente.

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Piero Iannelli
Piero Iannelli 12 gennaio 2012, 23:37
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Esiste anche un’altra soluzione. Chiarire questa eco-giostrina.

Il capitano Paul Watson della Sea Sheperd:
Bisogna rivelare la frode ad opera di Geenpeace sul salvataggio delle balene..
La Fondazione Greenpeace, di cui sono stato un co-fondatore nel 1972, oggi non è altro che una organizzazione multimilionaria di tipo buonista… Greenpeace è una macchina pubblicitaria diabolica la quale si serve dei media e della psicologia per fare soldi…
..Quello che gli appelli al “fund-raising” non dicono è che Greenpeace, quest’anno, ha già raccolto decine di milioni di dollari per “salvare” le balene, e decine di milioni di dollari l’anno precedente, e lo stesso dicasi per l’anno prima. Infatti, Greenpeace ha raccolto una cifra sbalorditiva, una cosa come centinaia di milioni di dollari..
..E Greenpeace raccoglie milioni di dollari dalle persone sensibili alla questione del crudele massacro delle foche in Canada anche se Greenpeace in più di 20 anni non ha mai fatto nulla per contrastare tale caccia..
Greenpeace guadagna più soldi con la lotta alla caccia alle balene, molti più di quanti Norvegia e Islanda insieme ne possano guadagnare con la stessa attività di caccia. In entrambi i casi le balene muoiono e c’è comunque qualcuno che ne trae profitto.

http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=4368

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