Cucciolo muore tra le fiamme a Lecce

È proprio vero che l’uomo sa essere davvero cattivo e la sua malvagità spesso non conosce limiti. Come accade in natura, a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli e indifesi, in questa storia un povero cucciolo di cane.
Il tragico episodio si sarebbe consumato nel pomeriggio di domenica scorsa, quando la squadra Eco-zoofila dell’ANPANA di Lecce si trovava a fare i soliti giri di perlustrazione volti a monitorare casi di maltrattamento o abbandono di animali, ma in questo caso le guardie sono arrivate troppo tardi.
Giunte in un uliveto a pochi metri dal centro abitato del comune di Squinzano, nel leccese, le guardie si sono travate difronte ad una scena raccapricciante che purtroppo lasciava ben poco all’immaginazione: il corpo carbonizzato di un cucciolo di cane e un piccolo fuoco acceso vicino a lui. Secondo una ricostruzione dei fatti il povero cagnolino sarebbe stato bruciato vivo. Una vera barbarie e i responsabili dovranno pagarne le giuste conseguenze, visto che comportamenti di maltrattamento nei confronti di animali, genere sono sanzionabili penalmente.
Tuttavia, come sottolinea Giuseppe Albanese, responsabile provinciale delle Guardie ANPANA, sarà difficile se non impossibile riuscire a risalire agli autori di questo misfatto.
La storia si ripete, infatti, quello del cucciolo arso vivo non è un singolo caso, già lo scorso anno il comune di Trepuzzi, sempre in provincia di Lecce, è stato lo scenario di un episodio analogo, durante il quale alcuni ragazzini hanno dato fuoco ad una cagnolina viva, Aura.
La povera Aura non è riuscita a sopravvivere ed è morta alcuni giorni dopo mentre si cercava di curarla. La sua storia aveva sconvolto il popolo di Facebook che si era riunito per chiedere che fosse fatta giustizia al povero animale maltrattato.
mer 23/03/2011 da Luigi Putrino in Cani, Lecce, Maltrattamento animali, Mammiferi, Padova.

















