Cani maltrattati in provincia di Roma: salvati dal Corpo Forestale

  • Commenta
  • Email
  • Condividi

maltrattamento cani

24 cani sottoposti a maltrattamenti, tra cui diversi cuccioli, sono stati salvati dal Corpo Forestale a Colonna, paese in provincia di Roma, rinvenuti in una struttura dalle condizioni a dir poco fatiscenti. Gli animali sono stati tutti sequestrati e portati presso una struttura convenzionata, affinché possano trovare una nuova casa in breve tempo.

Il Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali del Corpo Forestale è intervenuto in una struttura situata nel comune di Colonna, alle porte di Roma, trovando gli animali in condizioni igieniche e sanitarie pessime, con scarso cibo, immersi nei loro escrementi a loro volta ricoperti di muffa, custoditi in gabbie sporche. ‘Alcuni erano stati sottoposti a sequestro amministrativo in passato, ora rinvenuti detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere, giacenti tra i loro stessi escrementi e con scarso cibo a disposizione, in condizioni sanitarie gravemente precarie‘, spiega in una nota il Corpo Forestale, che ha rinvenuto i cuccioli all’interno di un prefabbricato, ed uno di essi era già in agonia: purtroppo il cagnolino è deceduto nonostante il tempestivo intervento dei medici veterinari.

Durante il controllo sono stati rinvenuti cuccioli di diverse razze, tra cui jack russel, cocker e pechinesi, senza documentazione che ne attestasse la provenienza, mentre altrove sono stati scovati documenti come libretti sanitari e pedigree non riconducibili a nessuno degli animali presenti al momento nella struttura. Sul caso sono in corso ulteriori accertamenti e ci sono già dei nomi appuntati nel registro degli indagati.

mer 07/12/2011 da Giulio Ragni in Cani, Maltrattamento animali, Roma.

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2012 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08