Alimentazione del coniglio: cosa deve e cosa non deve mangiare

Alimentazione del coniglio: cosa deve e cosa non deve mangiare

Immagini di conigli teneri

  • Baby rabbit
  • Skateboard
  • Cucciolotto
  • Batti batti le manine
  • Conigli da spupazzare

Che bello quando ci arriva a casa un nuovo cucciolo, in questo caso un tenero e batuffoloso coniglio: subito dopo la prima mezz’ora di doverose coccole, di solito si scatena il panico in famiglia: cosa deve mangiare? A prima vista sembrerebbe una domanda abbastanza semplice, di quelle a cui dare risposta ci impieghi massimo mezzo secondo. Ma non è così. Complici le scarse conoscenze della specie, le svariate leggende metropolitane che ancora persistono e i soliti ‘ben informati’ che tutto sanno, la maggior parte delle volte ci troviamo a dar da mangiare al coniglio cose che non sono propriamente adatte alla sua alimentazione. Vediamo ora di inquadrare un po’ meglio la dieta del nostro coniglio.

  • Baby rabbit
  • Skateboard
  • Cucciolotto
  • Batti batti le manine
  • Conigli da spupazzare

Classificazione

 
Potrebbe sembrare puro nozionismo sapere a quale classe appartiene il coniglio, ma assicuriamo che non fa male saperne qualcosa di più. Di solito tutti pensano che i conigli siano dei roditori: sbagliato, sono dei lagomorfi. In pratica sono dei cugini stretti, ma non sono proprio la stessa cosa: una delle prime differenze riguarda il numero di denti. I lagomorfi hanno infatti una doppia coppia di incisivi superiori, quelli caudali sono piccolini e nascosti dietro quelli craniali più evidenti. I roditori hanno invece solo una coppia di incisivi. Sembra una differenza da nulla, ma cambia decisamente la loro classificazione.

Questa è la classificazione del coniglio:

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Infraclasse Eutheria
Ordine Lagomorpha
Famiglia Leporidae

Questa invece è la classificazione di un topo, il tipico esempio di roditore:

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Famiglia Muridae
Genere Mus
Specie M. musculus

Come noterete, si tratta di due ordini di animali totalmente differenti.

 

Fisiologia del coniglio

 
Tranquilli, non sta per partire una lunga dissertazione sull’anatomia e sulla fisiologia del coniglio, cerchiamo solo di capire alcune nozioni di base che riguardano direttamente l’alimentazione e la dieta del coniglio.

1) Prima di tutto: il coniglio è un erbivoro stretto. Ciò vuol dire che deve mangiare solo erba (o affini). Non semi, non pane, non latte: erba e nient’altro, non è un granivoro. Sembra una cosa evidente, ma non è così: la maggior parte delle persone pensa che il coniglio sia un roditore, quindi un animale onnivoro, che deve mangiare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Non è così.

2) Secondo fatto da tenere in mente: i conigli hanno dei denti assai particolari, si definiscono ipsodonti, ovvero a crescita continua. I denti del coniglio crescono, crescono continuamente: arrivano a crescere di un centimetro al mese. Però che strano: perché non gli spuntano fuori delle zanne come quelle degli elefanti (ehm, a dire il vero ad alcuni conigli succede, ma lo vedremo in seguito)? Questo non succede perché se il coniglio si alimenta correttamente, lima automaticamente i denti che rimangono quindi sempre delle dimensioni giuste. Questo è un altro buon motivo per fornire al nostro coniglietto un’alimentazione il più corretta possibile: serve a fargli limare i denti. L’equazione è semplice: dieta corretta=dentizione perfetta, dieta errata=dentizione malata.

3) Terzo caposaldo della fisiologia del coniglio: l’intestino del coniglio non funziona proprio esattamente come quello di cani e gatti. L’intestino del coniglio è una sorta di orologio con un meccanismo delicatissimo, appena qualcosa non va come dovrebbe, si inceppa. Prima di tutto il coniglio ha un cieco molto sviluppato: avete presente quell’appendice ciecale che a noi non serve a nulla se non a infiammarsi e farci operare d’urgenza? Ecco, in noi è una forma vestigiale, mentre nel coniglio è un organo essenziale. In secondo luogo la peristalsi (in pratica il movimento dell’intestino che spinge il cibo verso il retto, l’ultima parte dell’intestino) dell’intestino dei lagomorfi è stimolata dalla continua ingestione di fibra lunga. E quando dico continua, intendo proprio continua: il coniglio deve mangiare di continuo, tutto il giorno, altrimenti il suo intestino si ferma. Ma andiamo con ordine. Quando il coniglio mangia dell’erba, dell’insalata, del fieno, l’alimento passa nello stomaco e arriva nell’intestino. Qui succede una cosa assai singolare: la fibra lunga prosegue indisturbata il suo viaggio verso il retto e forma le classiche feci rotonde e nerastre. La fibra corta progredisce fino ad un certo punto, poi viene rimandata indietro al cieco dove viene fermentata dai batteri qui presenti e produce quello che si chiama ciecotrofo, di cui però parleremo dopo. In questo momento, quello che ci interessa è la fibra lunga: se l’intestino del coniglio non riceve costantemente un apporto di fibra lunga, il suo intestino semplicemente si paralizza, si blocca, niente più peristalsi. Il che vuol dire un coniglio in pericolo di vita.

 

Alimenti permessi

Tutto quello che abbiamo detto sopra, fa capire come per un corretto funzionamento dei denti e dell’intestino del coniglio sia necessario un apporto costante di fibra lunga. Sostanzialmente esiste una regoletta semplice per capire quale tipo di cibo sia indicato per un coniglio: immaginate un coniglietto selvatico, libero in natura, che saltella felice per il suo praticello. Cosa trova da mangiare in quel prato? Di sicuro non trova semi, pane o biscotti: trova erba. Ecco, questo è tutto quello di cui il coniglio ha bisogno, ma con qualche precisazione.

I conigli selvatici ovviamente sopravvivono mangiando solo erba, ma quelli domestici hanno bisogno di una piccola correzione di dieta. Questo solo perché arrivano da generazioni di conigli addomesticate, se mangiassero di botto solo ed esclusivamente erba fresca, potrebbero andare incontro a qualche spiacevolezza, come la diarrea e il meteorismo.

Quando prendiamo un piccolo coniglietto, per i primi tre mesi di vita sarebbe bene dargli solamente fieno, acqua e del pellet. Solo dal terzo mese di vita in su, sarebbe bene cominciare ad introdurre nella dieta piccoli quantitativi di frutta e verdura fresca, con le modalità che vi spiegheremo dopo. Adesso andiamo a vedere uno per uno gli alimenti consentiti e necessari per una corretta alimentazione del coniglio:

  • fieno: caposaldo dell’alimentazione del coniglio, il fieno non deve mai mancare, possono mangiarne anche tutto il giorno e non gli farà mai male, anzi, può solo fargli del bene. Prima di tutto il fieno è ricco di silice che aiuta a limare i denti (lo so, lo diciamo spesso, ma se considerate che il 90% delle patologie del coniglio sono legate a problemi di denti, capirete il perché di questa ossessione). Poi non crea meteorismo, perché è disidratato. Nella mangiatoia del coniglio deve sempre essere presente del fieno. Per quanto riguarda la scelta del tipo di fieno, scegliere sempre fieno di prato polifita (significa che è formato da erbe miste) e evitate quello a base di sola erba medica, è troppo ricca di calcio (il che potrebbe o far venire i calcoli al coniglio o provocargli del meteorismo). Quando lo comprate a pacchetti nei negozi specializzati, rovesciate il pacco a testa in giù: se sul fondo del sacchetto rimane parecchia polvere e tante briciole, significa che il fieno è vecchio e non adatto al nostro coniglio. Se invece avete parenti e amici che vi fanno il fieno, ancora meglio, ma controllate che non ci siano muffe
  • acqua: sembra banale, ma non lo è. Un’altra affascinante abitudine del nostro coniglio è che se non riesce a bere per qualsiasi motivo, smette automaticamente di mangiare. E un coniglio che non mangia da mezza giornata, è un coniglio grave, è già a rischio di paralisi intestinale. Il consiglio è quello di preferire i beverini verticali, quelli da attaccare alla gabbia, ma controllando sempre che il beccuccio sia pervio: il calcare dell’acqua di solito tende ad intasarli facilmente, si bloccano, l’acqua non esce più, il coniglio non riesce a bere, smette di mangiare e succede il patatrac. Eviterei invece la ciotolina dell’acqua: innanzitutto il coniglio ha quella simpatica abitudine di lanciare in aria le ciotole, in questo caso contribuendo a lavare il pavimento e tutto quello che gli sta attorno. In secondo luogo, se il coniglio beve dalla ciotolina, si bagna costantemente il pelo sotto il mento (la cosiddetta zona della giogaia), arrivando a procurarsi una brutta dermatite della giogaia, veramente rognosa da mandare via
  • pellet: cosa sono i pellet? In soldoni sono quei cilindretti verdi o marroni che vendono in commercio apposta per i conigli. E qui è necessaria una bella digressione. Puntualizziamo che in Italia il coniglio come animale da compagnia non c’è da molti anni, non abbiamo una solida cultura alla base come per esempio l’Inghilterra, dove il coniglio è considerato un pet da molto più tempo. Quando in Italia sono arrivati i primi conigli da compagnia, non si sapeva assolutamente nulla sulla loro alimentazione, per cui le case produttrici di mangimi si sono affannate a riprodurre l’unica alimentazione da conigli presente in quel momento in Italia: quella del coniglione da carne. Ora, come saprete, lo scopo del coniglio da carne è quello di diventare grasso e pasciuto nel giro di pochi mesi, per poter essere mangiato. Lo scopo del nostro coniglio da compagnia è quello di vivere snello e felice il più a lungo possibile. Se avete notato, la maggior parte dei mangimi in commercio è fatta da questi pellet più tutta una serie di simpatici semi. Semi? Ma non avevamo appena detto che il coniglio è un erbivoro stretto e non un granivoro? E allora perché ci mettono dentro i semi? La spiegazione è semplice: si tratta di normali strategie di vendita. Un proprietario medio, non in possesso delle informazioni che vi stiamo dando qui, si convince che quel mangime bello, colorato, con tutti quei semini debba per forza essere migliore di quello con soli pellet perché è più vario, quindi se è più vario deve essere necessariamente più completo. Falso: questo tipo di mangime è solo uno specchio per allodole, a lui si deve la maggior parte dei problemi di malocclusione dentale del coniglio. Fortunatamente esistono dei mangimi formati da soli pellet, adatti ai conigli: sono pellet formati esclusivamente da erbe pressate (per aiutarvi: quando comprate un mangime a base di soli pellet, assicuratevi che ci sia scritto almeno il 18% di fibra e che il primo ingrediente non siano i cereali: i cereali sono i semi e abbiamo ormai capito che non vanno bene). Disgraziatamente non sono così facili da trovare queste marche, un po’ perché i negozianti si ostinano dall’alto della loro onniscenza (e nonostante i veterinari continuino a dimostrargli il contrario) a tenere solo i mangimi con i semi, un po’ perché costicchiano leggermente di più
  • erba: finalmente il nostro coniglietto ha raggiunto i tre mesi di vita, è ora di provare ad ampliare i suoi orizzonti gustativi. Per i fortunelli che possiedono un prato non trattato chimicamente con nessun tipo di diserbante, potete provare a farlo pascolare per un po’, all’inizio poco, se no si gonfia di erba. Ricordatevi che i conigli, per quanto riguarda il cibo, sono assolutamente incapaci di autolimitarsi: mangiano letteralmente fino a scoppiare se trovano qualcosa di nuovo che li aggrada. Un piccolo consiglio, dedicato a chi può dare al proprio coniglio dell’erba fresca: fate fare dei controlli periodici delle feci al vostro veterinario. In quello stesso prato potrebbe essere passato un coniglio selvatico o una lepre ed aver lasciato dei parassiti intestinali, che il nostro baldanzoso coniglietto è pronto a beccarsi quanto prima. E mi raccomando: eliminate dal giardino ogni pianta anche solo remotamente tossica, se c’è un’unica foglia o bacca che il coniglio non deve assolutamente mangiare, state pur sicuri che lui sarà sempre attaccato a quella pianta
  • insalata: chi non ha un prato a disposizione, deve fare buon viso a cattivo gioco sostituendo l’erba con l’insalata. Prima di tutto vediamo come somministrare l’insalata. Si comincia con pezzettini piccolissimi: un coniglio è capace benissimo di mangiarsi un cavolo intero se glielo lasciate a disposizione, ma poi sono dolori. L’insalata non deve essere assolutamente fredda di frigo e non deve essere bagnata: questi due fattori possono essere potenzialmente causa di meteorismo (e se è acuto, il coniglio rischia di morire, ma ve ne parleremo dopo). Usate preferenzialmente le foglie esterne, quelle belle coriacee che non scartiamo di solito: sono ricche di fibra e ricordate che dobbiamo fargli limare i dentini? Inoltre potrete anche dargli il torsolo da rosicchiare: utile esercizio per le gengive e ottimo metodo per passare il tempo. Per quanto riguarda i tipi di insalate, va evitata la lattuga o manigotto: è troppo ricca di calcio. Ovviamente se il coniglio comincia a mangiarla, poi vorrà solo questa perché è bella dolce. Il tipo di insalata che andrebbe data al coniglio è il radicchio, di ogni genere, tipo e colore, le cicorie in ogni forma, l’indivia, la riccia, la scarola, la catalogna e via dicendo
  • verdure: le verdure possono essere date al coniglio seguendo le stesse modalità dell’insalata, ma con estrema parsimonia e facendo delle dosi e delle porzioni adatta al nostro coniglio. Curiosamente non a tutti i conigli piacciono le carote, non tutti sono dei Bugs Bunny. Quindi, rispettando la regola della parsimonia, possiamo dare al nostro coniglio pezzetti di carota, di zucchina, di sedano, di finocchio da sgranocchiare in allegria
  • frutta: anche qui vale sempre la regola della parsimonia, diciamo che la frutta non deve far parte dell’alimentazione base del coniglio, ma la si deve usare più che altro come un premio. Piccoli pezzi di mela, di pera, di banana, di ananas possono essere dati, ma senza esagerare, perché fermentano troppo e dati in eccesso possono provocare meteorismo e diarrea

 
Alimenti vietati

Tutto ciò che non rientra nell’elenco di sopra non va assolutamente dato al coniglio. Potrebbe non succedere nulla, come quel vicino di casa che vi dice che sono anni che il suo coniglio mangia pane, ma potrebbe anche capitarvi il vicino a cui il coniglio è morto dopo aver mangiato un piccolo e innocente (apparentemente) biscotto. Ma vediamo cosa assolutamente non bisogna dare da mangiare al coniglio:

 

  • carne: potrà sembrarvi ovvio, ma non lo è per tutti. ‘Al mio coniglio piace la scatoletta del gatto’: è come dire che una mucca si mangia una bistecca. Quindi niente carne, di nessun genere e per nessun motivo al coniglio
  • latticini: il coniglio non deve assolutamente bere latte o mangiare formaggi, vi sembra forse che in un allegro praticello il coniglio possa trovare questo genere di cibo? Un coniglio di un mese di vita è perfettamente in grado di mangiare il fieno e i pellettati più piccoli, non ha assolutamente bisogno di bere latte perché è già svezzato
  • pellettati a base di cereali o latte: come abbiamo detto più volte, i conigli sono erbivori, i cereali, in qualsiasi forma si presentino, non sono adatti per loro. E via anche i pellettati al latte, sono inutili: il coniglio beve il latte materno le prime settimane di vita, poi viene svezzato col fieno e non ha più bisogno di questi surrogati
  • semi: coniglio = erbivoro, no semi di nessun tipo, neanche se gli piacciono. Il fatto che gli piacciano è perchè sono ricchi di oli, sono grassi, ma non vuol dire che gli facciano bene
  • carboidrati: in questa infinita categoria inserisco pane, pasta, grissini, biscotti, cracker, fette biscottate e qualsiasi altra cosa che possa contenere carboidrati. Se mi sono scordata qualcosa, perdonatemi, ma considerate che tutto ciò che contiene carboidrati può causare una forma di enterotossiemia letale per il coniglio in due ore, che tradotto vuol dire che gli fa venire una diarrea da clostridi mortale
  • frutta esotica: essendo che nessuno si è preso la briga di testare sul proprio coniglio se il mapo, la papaya o i datteri possano o meno provocare reazioni fatali al proprio coniglio, sarebbe meglio non sperimentare
  • dolci, gelati, cioccolato: c’è bisogno di spiegare perché non vanno dati al coniglio? Direi di no, mi fido del vostro buonsenso :D
  • parti verdi di pomodori e patate: non so perché qualcuno ogni tanto decide di dare al proprio coniglio il picciolo verde dei pomodori e delle patate, avvelenando così il proprio coniglio. Inspiegabile, la solanina non è tossica solo per le persone, ma anche per gli animali
  • aglio e cipolla: evitateli, possono dare delle forme di anemia emolitica
  • snack per conigli: in vendita nei negozi si trovano quei coloratissimi snack per conigli, pieni di semi e di grassi. Ovviamente non vanno bene, è come se noi ci mangiassimo tutti i giorni un barattolone di Nutella

 
Tabella dei cibi consentiti e vietati

Cerchiamo ora di riassumere in una tabella i cibi consentiti e quelli vietati:

Erbe di campo commestibili:

  • achillea
  • borragine
  • cicoria
  • gelso
  • graminacee
  • frassino
  • faggio
  • malva
  • nocciolo
  • olivo
  • olmo
  • piantaggine
  • salice
  • tarassaco (fiori e foglie)
  • tiglio
  • trifoglio
  • sorbo

 
Erbe selvatiche da evitare come la peste:

  • Anemone
  • Belladonna
  • Calla
  • Cicuta
  • Convolvolo
  • Croco
  • Digitale
  • Linaria
  • Quercia
  • Tasso
  • Ligustro
  • Tremolo
  • Morella
  • Mughetto
  • Papavero
  • Patata
  • Ranuncolo
  • Sambuco
  • Veronica
  • Vitalba

 
Alcune piante da appartamento da eliminare dalla casa

  • Dieffenbachia
  • Felci
  • Oleandro
  • Rododendro
  • Stella di natale

 
Verdure da dare con tranquillità al coniglio:

  • carote
  • cicoria
  • catalogna
  • indivia belga
  • finocchio
  • peperoni
  • radicchio rosso
  • sedano
  • zucca
  • zucchine

 
Verdure ricche di calcio da dare con moderazione

  • alfalfa (erba medica)
  • basilico
  • bietola o coste
  • broccoli
  • cavoli
  • lattuga
  • menta
  • prezzemolo
  • rape
  • ravanelli
  • rucola
  • spinaci
  • tarassaco
  • trifoglio
  • verza

 
Verdure acquose da dare con moderazione perché provocano diarrea

  • cetrioli
  • pomodori (senza il picciolo e le parti verdi che sono tossiche)

 
Verdure che danno fermentazione, da somministrare con moderazione

  • broccoli
  • cavoli
  • cavolfiori
  • lattughe
  • verze

 

Erbe aromatiche commestibili da dare con moderazione

  • aneto
  • anice
  • basilico
  • cerfoglio
  • coriandolo
  • dragoncello
  • erba cipollina
  • finocchietto
  • maggiorana
  • melissa
  • menta
  • mirto
  • origano
  • rosmarino
  • salvia
  • santoreggia
  • timo

 
Frutta da dare con estrema moderazione:

  • ananas
  • arancia
  • anguria
  • banana
  • ciliegie (senza nocciolo)
  • fragole
  • mandarino
  • mela (senza semi)
  • melone
  • mirtilli
  • pera
  • pesca
  • kiwi
  • uva (senza semi)

 

Cibi vietatissimi:

  • aglio e cipolle
  • legumi
  • patate (nemmeno la pianta e foglie)
  • melanzane
  • funghi
  • verdure cotte o surgelate
  • yogurt
  • mangimi con qualsiasi genere di semi
  • cereali, carboidrati e fioccati
  • snack per conigli
  • pane, biscotti, fette biscottate, grissini, cracker

 
Effetti di una scorretta alimentazione

Capitolo che avremmo anche potuto chiamare: ‘I mille modi per accorciare la vita al nostro coniglio’. Cosa succede effettivamente se alimentiamo il nostro animaletto con una dieta scorretta? Ecco cosa capita di solito:

  • malocclusione dentale: che tradotto dal medichese vuol dire che i denti del coniglio non riescono a consumarsi, crescono a dismisura, diventano storti, bucano le ossa di mascella e mandibole, provocano ascessi, il coniglio ha dolore e non si alimenta più. Questo si traduce anche in infinite cure antibiotiche, sedute dal veterinario per limare i denti (e non tutti sono capaci di farlo da svegli, molti devono sedarli di continuo) o un intervento di estrazione, incisioni e drenaggi di ascessi e talvolta morte per osteomielite (l’infezione dai tessuti molli e dai denti passa all’osso)
  • blocco intestinale: come vi abbiamo accennato sopra, se il coniglio non ingerisce continuamente fibra lunga, subisce un blocco intestinale, una vera e propria paralisi, da cui non sempre il coniglio si riesce a tirare fuori. Far ripartire un intestino fermo non è proprio come far ripartire una macchina giù di batteria
  • meteorismo: quando diamo al coniglio cibo freddo di frigo, umido, troppo ricco di calcio, il suo stomaco o il suo intestino può decidere di gonfiarsi all’improvviso, il che spesso vuol dire morte per il coniglio. E visto che non è prevedibile quando questo possa succedere, conviene dargli sempre l’alimentazione giusta
  • diarrea: se diamo improvvisamente troppa frutta o verdura fresca al coniglio, questi potrebbe sviluppare una violenta forma di diarrea. Evitiamo di doverlo imbottire di medicinali, prevenendo questa patologia con i pochi e semplici accorgimenti sopra descritti
  • enterotossiemia da clostridi: paroloni difficili che tradotti significano diarrea violenta e mortale nel giro di due ore. I clostridi sono dei batteri normalmente presenti nell’intestino del coniglio. Quando noi diamo incautamente dei carboidrati (‘Ma era solo un pezzettino di pane!’: sarà anche stato un pezzettino piccolo, ma ora il coniglio è morto!), questo eccesso potrebbe stimolare una violenta moltiplicazione dei clostridi nell’intestino del coniglio, il che provoca la diarrea e l’immissione in circolo di tossine che fanno morire rapidamente il coniglio
  • calcoli: il coniglio è un animale che tende a sviluppare calcoli vescicali, per tutta una serie di motivi, non ultimo il pH alcalino della sua urina, dovuto alla sua alimentazione a base di vegetali. Se quindi evitiamo di fornire un surplus di calcio con la dieta (dando per esempio solo erba medica o lattuga) è meglio

 
Il ciecotrofo, questo sconosciuto

Prima abbiamo parlato del ciecotrofo, approfondiamo adesso questo interessante e intestinale argomento. Come dicevamo, la fibra lunga dei vegetali che il coniglio ingerisce va a formare le feci classiche, quelle palline nere, solide che il nostro amato coniglio ama depositare in ogni angolo della casa. Ma la fibra corta ad un certo punto dell’intestino, viene rispedita indietro nel cieco: qui trova dei batteri volenterosi che la fermentano e producono vitamine e sostanze nutritive. Queste vengono poi espulse sotto forma dei famosi ciecotrofi, palline grigie, dal profumato odore di fieno che il coniglio emette di solito verso sera e che poi si mangia. E noi dobbiamo fargliele mangiare: è in questo modo che il coniglio assume le vitamine che la sua alimentazione non gli da. In effetti, l’obiezione che molti fanno quando si parla dell’alimentazione del coniglio è che sia estremamente povera: fieno, pellet, un po’ di verdura gli possono bastare? Certo, perché anche se si tratta di una dieta assai minimale, le vitamine le assume grazie al ciecotrofo che lui stesso produce: un perfetto meccanismo di auto-sostentamento. E il coniglio è perfettamente in grado di distinguere il tipo di feci che deve e non deve mangiare, quindi lasciamo fare a lui, lui sa!

 
Come e quanto dare da mangiare al coniglio

Finalmente abbiamo capito cosa dare (e soprattutto cosa non dare) da mangiare al coniglio. La domanda successiva è: quanti pasti deve fare? Quanto gli devo dare da mangiare? Per quanto riguarda fieno e acqua, il coniglio li deve avere abbondantemente a disposizione 24 ore su 24, deve mangiarli di continuo, altrimenti denti e intestino vanno in tilt. Per i pellettati il discorso dipende un po’ dalla tipologia di coniglio che mi ritrovo davanti. Se ho un coniglio del genere ‘divoro tutto ciò che ho davanti, magari arriva qualcuno e me lo ruba’, allora devo essere io a razionargli la quantità di pellet giornalieri (sono proprio i pellet che li fanno ingrassare un po’), per cui magari gli darò mezza ciotolina al mattino e mezza alla sera. Ciotolina, non ciotolona. Se invece ho un coniglio del genere ‘forse è meglio se conservo qualcosa per i tempi duri’, allora posso lasciargli tutta la razione nella ciotolina, sarà poi lui a sgranocchiarsela durante il corso della giornata.

 
Alimentazione del coniglio neonato

Piccola postilla per parlare dell’alimentazione del coniglio neonato. Se c’è mamma coniglio, ci penserà lei ad allattarlo. Se siete abituati a cani e gatti, con i loro piccoli costantemente attaccati alle mammelle, scordateveli: i conigli in natura sono animali prede, quando hanno i piccoli, vanno il meno possibile da loro, per evitare di attirare i predatori dritti dritti nella tana. Per questo motivo mamma coniglio ha sviluppato un latte molto ricco di grassi, in modo che anche se lo da ai coniglietti neonati 1-2 volte al giorno, questo gli basta comunque per crescere sani e felici.

Se disgraziatamente mamma coniglio non c’è e ho un coniglio di pochi giorni di vita, devo essere io ad allattarlo. Visto che in commercio in Italia non esiste il latte per coniglietti, sfrutto quello per gattini, ma lo addiziono con panna, tuorlo d’uovo e un multivitaminico per gatti, con magari anche un tocco di probiotici intestinali: questo serve a renderlo più ricco e più simile a quello della mamma. Mi raccomando: dateglielo solo due volte al giorno, non esagerate, ricordate che la mamma di solito li allatta solo una volta al giorno, se si esagera si rischia di farli morire.

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sab 19/11/2011 da Manuela Bertoli in animali domestici, conigli, dieta, Elefanti, Inghilterra.

Commenti (2)

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Pharmk378
Pharmk378 21 March 2012, 00:45
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Very nice site!

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ludovica polmonari
ludovica polmonari 21 December 2013, 16:30
VA:F [1.6.5_908]
+2 Punti

grazie per tutto …… mi è servito tantissimo avere dei consigli :) )))))))))

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